Abbiamo deciso di unire le forze con un progetto che moltы di voi già conoscono e stimano. Con Andergraund Rivista, tradurremo in italiano una selezione di articoli della Novaja Gazeta. NG ha sempre dato voce al coraggio del dissenso, coraggio che è costato caro ad alcune/i collaboratori e collaboratrici della rivista: Anna Politkovskaja, Stanislav Markelov, Anastasia Baburova, Viktor Popkov, Natalja Estemirova. Oggi NG diretta dal premio Nobel per la Pace 2021, Dmitrij Muratov, aggira la censura con piglio sagace e ironico proponendo contenuti brillanti e coraggiosi. Il nostro intento è rendervi accessibili questi contenuti!

Quando arriva la primavera, non lo so

Le giornate della donna in TV

Petr Saruchanov / "Novaja Gazeta"

Una volta all’anno la TV, a seguito dell’umanista proletario, proclama: “Celebriamo la donna, la MADRE, il cui seno nutre tutto il mondo”. Quel che è vero è vero. Letteralmente, vengono nutriti tutti: il presidente, la guardia, il generale, il soldato, il deputato, l’elettore, la mucca, la lupa e l’orso! Ma, d’altra parte, in altri casi certe volte dubiterai del fatto che anche un qualche vampiro speciale abbia una madre. Ma anche per i vampiri la madre è sacra. Ecco i canali televisivi che l’8 marzo, dopo che per molti giorni hanno sostenuto ininterrottamente con un pesante fuoco di propaganda “l’operazione militare speciale”, si sono rimessi per un attimo in abiti civili e hanno ricordato i loro amati connazionali.

Sono giunte le tanto attese giornate dedicate alla donna ed era necessario accontentare in qualche modo la parte migliore e più attiva del pubblico televisivo. Nei giorni del dubbio, nei giorni delle riflessioni dolorose… – tu sei il nostro unico sostegno e supporto – il buon vecchio cinema che dà sempre una mano alle emittenti sia nella gioia che nel dolore. Sebbene anche i titoli di molti film oggi suonino un po’ equivoci. Mosca, come si è scoperto, non crede alle lacrime di nessuno[1].

La canzone dell’iconica “Primavera in via Zarečnaja[2]” – “Quando arriva la primavera, non lo so[3]” – evoca pensieri infelici. Il colombo del film “L’amore e i colombi[4]” ora è ormai un simbolo sovversivo di voi sapete cosa.

I bambini sono un’opzione vantaggiosa in ogni circostanza. Sono sempre felici. Per questo motivo nel corso delle giornate della donna hanno mandato in onda due puntate di fila dello show “Golos. Deti[5]”. Girato in tempo di pace, i giovani talentuosi hanno suscitato tenerezza sia nei mentori che negli spettatori. Ma parallelamente a “Golos” su Pervyj Kanal ho guardato (che coincidenza) la nuova puntata del canale YouTube sui diritti umani MMR. Le giornaliste Ol’ga Romanova, Milana Minaeva e Ljuba Kamyrina hanno filmato i rifugiati ucraini alla stazione di Berlino: bambini, anziani e donne.  I bambini abbracciavano confusi gli orsacchiotti, accarezzavano un labrador docile che condivideva il destino dei proprietari, e i volontari, mentre le madri risolvevano problemi da adulti, disegnavano con i bambini un sole e davano loro dei giocattoli nuovi. La dissonanza tra le immagini eleganti dello studio televisivo e le riprese di Berlino potrebbe turbare il quieto vivere degli spettatori russi, ma la TV federale li protegge attentamente da questo tipo di spettacoli strazianti.

Questa volta, non ci sono praticamente stati show o concerti con la partecipazione di star onnipresenti nella trasmissione federale, e quelli che sono comparsi sullo schermo televisivo hanno fatto una figura estremamente imbarazzante. “Perché la festa della donna si festeggia proprio l’8 marzo?”, si è interessato il conduttore del concerto su NTV “Tutte le stelle per l’amata”. “Beh, è ovvio. Perché le donne sono l’ottava meraviglia del mondo”, ha scherzato lampante la sua spalla.

Le “pop star”, da cui di solito non c’è scampo né nei giorni lavorativi né in quelli feriali, sono lentamente tramontate da qualche parte.

Una donna che canta[6], ad esempio, per la prima volta dopo molti anni non ha radunato gli amici la prima domenica di primavera e non ha pronunciato la frase distintiva: “Do il via libera alla primavera”. Questo perché, secondo le dicerie e i resoconti dei media, ha lasciato il paese con il marito Maksim Galkin e i figli. “Vivi sereno, paese! Sono la tua unica …[7]”, ha cantato un tempo. D’ora in poi, sembra che il paese non avrà né una vita tranquilla né una sola super star, che si era soliti prendere in giro dicendo che tutti i leader capitati nella sua vita sarebbero passati alla storia come “piccoli personaggi politici dell’epoca di Alla Pugačëva[8].”

Tuttavia, in effetti a volte forse è meglio tacere piuttosto che parlare. “Sono stata molto felice quando ci hanno imposto le sanzioni. Il nostro popolo è abituato a vivere nelle difficoltà. Oggi il fascismo è giunto alle nostre porte. Non abbiamo iniziato delle azioni militari, ma vi stiamo mettendo fine. Si chiama colpo preventivo. Per otto anni hanno detto di essere in guerra con la Russia. Quindi siamo giunti alla guerra (così dice la deputata I. P.), ci hanno attesi a lungo. Non odiamo gli ucraini. Abbiamo pietà per coloro che non sono in grado di organizzare un paese che li protegga. Quali soldati? Là ci sono solo mercenari e ufficiali. Esiste una certa professione, quella dei difensori della patria. Ritengo che noi, sia in Siria che in Afghanistan, abbiamo difeso i nostri interessi, gli interessi dei bambini e delle donne. Voglio la pace per i miei nipoti, affinché non cadano bombe sulle loro teste.”

L’attrice (un tempo) e deputata della Duma (oggi) Elena Drapeko ha rilasciato un’intervista a Katerina Gordeeva per il canale YouTube “Skaži Gordeevoj[9]” proprio durante le giornate della donna. Di etnia ucraina, questa donna-MADRE (e secondo tutte le caratteristiche, è donna, madre e anche nonna) che è nata a Leningrado e ha ricordato per tutta la vita le terribili conseguenze delle devastazioni del dopoguerra, ha parlato di tutto ciò che stava accadendo nella sua patria storica con estrema calma.

A essere soprattutto spaventoso era il sorriso che accompagnava il discorso della deputata, del tutto privo di empatia. “Che orrore! Non la capisco affatto”, – ha affermato alla fine del discorso Katja Gordeeva, turbata da tutto ciò che aveva sentito. “Non si affligga – ha consigliato con indulgenza – mi fa pietà. Non bisogna vivere così tanto nel presente. E per questo, per garantire la sua e la nostra sicurezza, ora i nostri soldati combattono.”

Lja Achedžakova, un’altra attrice ed eroina di Katja Gordeeva, la cui intervista è stata pubblicata nello stesso fine settimana[10], al contrario ogni tanto si metteva a piangere: “Non posso sopportare questa cosa… Da che mondo è mondo là odiano i russi. Abbiamo recitato a Kharkiv, a Kyiv, abbiamo lavorato su quei palcoscenici. Gli artisti devono aprire la bocca non in difesa del potere ma in difesa dell’Ucraina. Noi tutti abbiamo amici là. Uccidono persone, uccidono bambini. Si può odiare l’Ucraina ma io non ne capisco il motivo. E dove sarebbero questi neonazisti? A senso di colpa nel nostro paese stiamo messi decisamente molto male.

“Gli ucraini ci perdoneranno un giorno?”, ha domandato Gordeeva a entrambe le interlocutrici. “Quando avremo espulso i fascisti, tutti usciranno dai rifugi antiaerei… Ci svilupperemo, metteremo a posto le cose, saremo amici, faremo dei film insieme”, ha detto compiaciuta Drapenko.

“Con chi?”, si è meravigliata Gordeeva. “Con gli ucraini. Loro sognano questo. Perderanno un po’ la testa, si calmeranno e torneranno a collaborare.”

“Finché io vivrò sicuramente non ci sarà perdono. Il mio dovere è parlare. Ragazzi, non tacete, abbiamo ancora un khan”, ha gridato in preda alla completa disperazione ai concittadini la piccola e coraggiosa donna Lja Achedžakova.

Sono trascorse le giornate della donna. La dura quotidianità degli uomini è arrivata. Il servizio stampa del canale “Rossija-1” ha annunciato delle modifiche al programma: il 9, il 10 e l’11 marzo al posto della tanto annunciata première del film a puntate “Elizaveta” andrà in onda “Una serata con Vladimir Solov’ev[11]”.

[1] Il riferimento è al famoso film sovietico Moskva slezam ne verit (Mosca non crede alle lacrime) del 1979 diretto dal regista Vladimir Men’šov.

[2] Film del 1956 diretto dal regista Feliks Mironer e Marlen Chucevyj.

[3] Canzone di Nikolaj Rybnijov: https://www.youtube.com/watch?v=WPT5Eoci3P0.

[4] Altro iconico film di epoca sovietica, diretto nel 1984 da Vladimir Gurkin.

[5] Show televisivo russo organizzato seguendo lo stesso format del programma americano “The Voice. Kids”.

[6] Si tratta di Alla Pugačëva, il cui marito Maksim Galkin è un famoso comico russo.

[7] La canzone è Živi spokojno, strana (“Vivi sereno, paese”): https://www.youtube.com/watch?v=-lhO5JTN6bA

[8] Alla Pugačëva (1949 -) è una delle più importanti cantanti e attrici emerse sulla scena in epoca sovietica.

[9] “Dillo a Gordeeva”: https://www.youtube.com/channel/UCpJuziZAwEFnoeNGSaxQlCQ. Per l’intervista con Elena Drapeko: https://www.youtube.com/watch?v=snLa5oyjwPM.

[10] L’intervista con Lja Achedžakova https://www.youtube.com/watch?v=kamoil6ifrI.

[11] Elizaveta è un film a puntate di Dmitrij Iosifov, Una serata con Vladimir Solov’ev è un talk-show di carattere sociopolitico.

 

Autrice: Irina Petrovskaja, editorialista per “Novaja”

Fonte: Novaja Gazeta, 10 marzo 2022

Traduzione: Martina Mecco

Revisione: Martina Fattore

Questo articolo è estratto dal N°25 dell’11 marzo 2022