I chlysty: una setta religiosa dalle usanze dissolute

La setta dei chlysty [1] o christovovery [2] fu una delle più diffuse nella Russia zarista. Essi credevano che Dio si reincarnasse nell’uomo e chiamavano gli eletti ‘Cristo’ e ‘Beata Vergine Maria’. 

I christovovery predicavano l’ascetismo e una completa astinenza sessuale, principi che venivano spesso violati. Inoltre, i chlysty avevano un atteggiamento singolare nei confronti del matrimonio, considerato dalla società come un segno di dissolutezza. 

Com’è nata la setta dei chlysty

Danila Filippovič è ritenuto il fondatore della setta dei chlysty. Secondo le credenze popolari, nel 1645 il Dio degli eserciti Sabaoth si impossessò del suo corpo impartendo una dozzina di nuovi comandamenti; questi si distinguevano in modo sorprendente dai comandamenti cristiani. In seguito, i seguaci delle dottrine del Dio degli eserciti Sabaoth iniziarono a raccogliersi in comunità che chiamavano ‘navi’. A capo di ogni ‘nave’ vi era un timoniere chiamato ‘Cristo’. Anche le donne potevano essere a capo delle comunità, e in questo caso prendevano l’appellativo di ‘Beata Vergine Maria’. Si credeva che nel corpo del timoniere o della timoniera si incarnasse Dio. 

Ma i christovovery non sono stati importanti solo per questo.

Le persone entrate a far parte della setta potevano recarsi nella chiesa ortodossa. Si trattava di una copertura per non subire persecuzioni. Inoltre, credevano che il mondo spirituale fosse stato creato da Dio e quello materiale da Satana e, al tempo stesso, non negavano la trasmigrazione dell’anima. I chlysty svolgevano inoltre dei rituali particolari che, se rispettati, rendevano possibile il trasferimento dello Spirito Santo nel corpo. Era necessario solo pregare intensamente, osservare il digiuno e compiere buone azioni per la comunità. Il principio di forte ascetismo e quello di non ferirsi l’un l’altro veniva rispettato da ogni membro della setta dei christovovery. 

E ciò avveniva finché non iniziavano a eseguire i loro rituali.

I rituali dei chlysty

Uno dei rituali nella setta dei chlysty consisteva in una messa particolare. I chlysty vi partecipavano per procurarsi la grazia dello Spirito Santo e per domare la carne. Tutti i membri della ‘nave’ si riunivano in un stanza piccola e cominciavano a ballare freneticamente mentre inalavano il fumo delle erbe bruciate. Queste erbe potevano avere degli effetti allucinogeni. Dopo le danze rituali e i canti, i christovovery afferravano cordoni, aste o fruste vere e proprie e si colpivano a vicenda. In alcuni casi i settari praticavano l’autoflagellazione.

Dopo le percosse reciproche, il rituale proseguiva fino a quando tutti i chlysty non cadevano a terra. L’eccitazione sessuale, o la ‘felicità spirituale’, che prendeva possesso dei settari a seguito del rituale, era interpretata come l’avvento dello Spirito Santo. Molti credevano che dopo la conclusione del rituale i chlysty si abbandonassero al sesso promiscuo. Tuttavia, nei documenti ufficiali non esistono prove di orge dei chlysty. Si è parlato della sodomia nella setta perché si diceva che vi appartenesse Grigorij Rasputin, rinomato per le sue avventure amorose. Per quanto riguarda la dissolutezza della setta giravano voci a causa del loro atteggiamento nei confronti del matrimonio e dei bambini. 

I seguaci della setta dei chlysty non si sposavano, cambiavano liberamente partner, chiamandolo ‘concubinato spirituale’. Esisteva anche la norma di vivere con la ‘moglie’ come se fosse una sorella, ma questa regola veniva violata ovunque. Di conseguenza – è ovvio – nascevano bambini, le cui madri potevano anche non sapere di chi fossero. C’è l’idea secondo la quale i bambini, venuti al mondo dopo le orge tenutesi durante i rituali, diventavano i nuovi ‘Cristo’ e le nuove ‘Beata Vergine Marina’. 

Diramazione della chlystovščina [3]

Apparsa all’inizio del XVII secolo, la setta dei chlysty diede origine a numerosi gruppi religiosi con credenze simili. Nel 1765 venne fondata una setta di eunuchi, che auspicava la totale repressione del desiderio carnale tramite l’evirazione. Poi ci sono stati i duchobory che non ricorrevano all’evirazione e, proprio come i chlysty, credevano nella rigenerazione dell’anima. Si staccarono dalla setta dei chlysty i molokane, i malëvancy e postinki navad, conservando alcune credenze dei christovovery. 

È curioso notare che nel XIX secolo la setta dei chlysty iniziò a destare interesse nei circoli più alti della società russa.  Molti scrittori, pittori e anche importanti funzionari simpatizzavano apertamente per loro. Il poeta Nikolaj Kljuev ammise liberamente di aver fatto parte della setta per diversi anni. Sui chlystovcy scrissero anche celebri scrittori, tra cui Maksim Gorkij.

[1] La denominazione deriva dal rito di autoflagellazione, “chlyst” signfica infatti “frusta”, o da una versione modificata della parola “Cristo”, poiché gli ecclesiastici consideravano improprio usare il nome di Gesù Cristo nel nome della setta, NdT.

[2] I credenti di Cristo, NdT.

[3] La filosofia dei chlystly, NdT.

Fonte: Faktrum

Autore: Redazione di Faktrum

Traduzione a cura di Diletta Bacci

Bio di Diletta Bacci: Sono passati cinque anni ormai dal fatidico giorno in cui ho deciso di immergermi prima nel mondo russo e poi nel mondo slavo in generale. Mai scelta fu più azzeccata, adesso sto solo aspettando di poter tornare là e continuare a scoprire le bellezze di questa cultura.