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[Fonte: arthive.com]

Recensione di “Io son la tempesta, l’abisso, la notte”, di K. Bal’mont

Questa raccolta di poesie del genio simbolista Konstantin Bal’mont è stata pubblicata dai tipi di Damocle edizioni nel 2019, con la cura e traduzione di Linda Torresin. Il volumetto presenta, come sempre e per la nostra gioia, testo russo a fronte.

Recensione di Mariano Acquaviva

 

I miei migliori maestri di poesia furono la nostra tenuta, il frutteto, i ruscelli, le paludi, il fruscio delle foglie, le farfalle, gli uccelli e l’amore”. Così Konstantin Bal’mont descrisse la sua infanzia e adolescenza nella propria autobiografia.

Nobile di origini, fu uno dei primi simbolisti dell’Epoca d’Argento della letteratura russa dell’800. Su ciò che influì maggiormente sul corso della sua vita, egli scrisse: “È difficile elencare le esperienze che hanno lasciato un’impronta nella mia vita ma ci proverò: la lettura di Delitto e castigo, quando avevo sedici anni, e poi I fratelli Karamazov a diciassette. Quest’ultimo libro mi ha dato più di ogni altro libro al mondo”.

Le sue esperienze di vita, a volte anche tragiche, si espressero poi attraverso le sue poesie, fatta di allusioni e ritmi melodiosi. L’impressionista raccontò in esse il suo mondo fatto di delicate osservazioni e fragili sentimenti.

Io son la tempesta, Damocle Edizioni
"Io son la tempesta, l'abisso, la notte", traduzione di Linda Torresin. Damocle edizioni, 2019

In questa raccolta, è evidente la straordinaria abilità di trattare i suoni, combinando le parole in modo da esprimere le impressioni poetiche in toni musicali o, per usare le sue parole, in “illusione canora”. Il poeta, infatti, riuscì a stabilire un vero e proprio record: oltre centocinquanta delle sue poesie furono musicate.

I testi di Bal’mont si prestano bene a questo tipo di trasposizione; in particolar modo, gli inni agli elementi della terra e dello spazio, gli inni alla vita e alla natura, gli inni all’amore e alla passione. Usando generosamente i colori della tavolozza impressionista, è riuscito a creare poesie multicolori e polifoniche che inneggiano alla vita.

Per il poeta il momento di fusione con la bellezza del mondo è il valore più alto della vita, per cui l’immortalità dell’uomo sta nella immortalità della natura, eternamente viva e bella. Nel sonetto “Luce
lunare” egli dipinge questa sfera lontana e saggia come strumento di evasione dalla realtà, non come
ispirazione di speranza (“Canto alla luna”, di Alda Merini), né come consapevolezza dell’umano destino (“Canto notturno di un pastore errante dell’Asia”, di Giacomo Leopardi).

Nella poesia “La lezione della vita”, elementi naturali, quali vento mare sole, assumono poteri misteriosi che riescono a disegnare immagini straordinarie nella fantasia di chi legge: la libertà del vento, la sonorità possente del mare, la luminosità accecante del sole.

Konstantin Bal'mont
Bal'mont ritratto da Valentin Serov

La creatività di Bal’mont è, in modo particolare, imbevuta e illuminata dal sogno sublimemente romantico del sole, della bellezza, della grandezza del mondo. È evidente in questa raccolta il suo tentativo di opporsi alla civiltà senz’anima dell’“età del ferro”, con un inizio “soleggiato” olistico, perfetto e bellissimo.

Il poeta ha costruito un’immagine cosmogonica del mondo, al centro del quale la suprema divinità è il Sole, fonte di luce e di gioia di essere, vittorioso sulle Tenebre. “Fuoco,Terra, Acqua e Aria sono i quattro
elementi reali con cui la mia anima vive invariabilmente in contatto gioioso e segreto”, questo il poeta annotava in un taccuino del 1904. In tale contesto Dio si inserisce come tramite tra l’essere umano e la Natura, venendo lodato come Creatore di bellezza e di grandezza dell’universo anche se, in “Perché”, la preghiera di Bal’mont si conclude con un grido di dolore di fronte alla incomprensibilità degli accadimenti umani e all’inquietudine dell’anima.

In conclusione, il “Paganini dei versi russi”, così appellato dai suoi contemporanei, ci offre l’immagine di una persona spiritualmente ricca, sensibile, facilmente ferita, con una straordinaria vigilanza psicologica e con un vivo sapere universale. In una parola, un virtuosista di  immagini continue di colori, odori e suoni che fanno vibrare l’animo del lettore.

 

Quando la Luna scintilla nell’oscurità notturna con la sua falce tenera e fulgente, la mia anima aspira a un altro mondo, affascinata da quel ch’è lontano, sconfinato.

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