Abbiamo deciso di unire le forze con un progetto che moltы di voi già conoscono e stimano. Con Andergraund Rivista, tradurremo in italiano una selezione di articoli della Novaja Gazeta. NG ha sempre dato voce al coraggio del dissenso, coraggio che è costato caro ad alcune/i collaboratori e collaboratrici della rivista: Anna Politkovskaja, Stanislav Markelov, Anastasia Baburova, Viktor Popkov, Natalja Estemirova. Oggi NG diretta dal premio Nobel per la Pace 2021, Dmitrij Muratov, aggira la censura con piglio sagace e ironico proponendo contenuti brillanti e coraggiosi. Il nostro intento è rendervi accessibili questi contenuti!

Graffiti battle

Le autorità locali stanno assumendo degli street artist per realizzare dei graffiti in favore dell’“operazione speciale”

In molte città della Russia stanno comparendo dei graffiti in sostegno all’esercito russo coinvolto nell’“operazione speciale” in Ucraina. Alcuni street artist ammettono che la richiesta di ingaggio per la realizzazione dei graffiti proviene dai sostenitori dell’hashtag #Za Pobedu (Alla Vittoria). In questo scenario, le forze dell’ordine sono alla ricerca di coloro che invece realizzano opere murali di carattere pacifico. A Ekaterinburg, il piazzale sul lungofiume accanto al “Centro El’tsin” si è trasformato nel campo di una graffiti battle tra sostenitori e oppositori dell’“operazione speciale”.

Graffiti oscurati a Ekaterinburg. Foto tratta dai social network.

Il 4 marzo gli abitanti di Ekaterinburg hanno notato che dei writer di identità non nota avevano realizzato sulle rive dello stagno cittadino, accanto al “Сentro El’tsin”, dei graffiti con il ritratto di Vladimir Putin e lo slogan “Alla fermezza, al coraggio, a te” (Za rešitel’nost’, smelost’, tebja). L’immagine del presidente è rimasta intonsa per qualche ora: un rogo e la parola “Tribunale” sono stati aggiunti da ignoti la notte stessa. È evidente come un tale esito degli avvenimenti non sia stato orchestrato dai sostenitori dell’“operazione speciale” in Ucraina, infatti il 7 marzo degli street artist hanno ritoccato i graffiti, scrivendo sullo sfondo “Alla Russia, A te” (Za Rossiju) e “Se l’Occidente insulta la Russia, significa che stiamo facendo la cosa giusta” (Esli Zapad rugaet Rossiju, značit vse pravil’no delaem). Questi graffiti sono stati nuovamente rovinati da altri writer ignoti. Sopra gli strati di pittura nera è stata poi apposta una scritta: “La verità è con noi”. Ovviamente per porre fine alla graffiti battle la polizia ha sorvegliato la zona per un po’. Eppure, il 13 marzo i writer dall’identità segreta hanno nuovamente cancellato la scritta, sovrapponendole la citazione “Più grande è la menzogna, più è facile che venga creduta”. Il canale Telegram locale “Svet” [n.t.d., Luce] comunica che anche questa frase è stata offuscata di nero, ma per il momento non è ancora stata rimpiazzata.

Ekaterinburg è per ora l’unica città russa in cui ha avuto luogo una graffiti battle tra oppositori e sostenitori dell’“operazione speciale”.  

Ekaterinburg. Foto tratta dai social network.

In altre città, come Kursk, Kemerovo, Tula, Orel e molte altre ancora, sono stati realizzati dei graffiti dedicati “Alla Vittoria” (Za Pobedu). Gli ultimi aggiornamenti sulla realizzazione di questi graffiti vengono condivisi nei gruppi su “VKontakte”. Ad Omsk lo street artist Andrej Severskij ha realizzato su muro gli slogan “Non abbondiamo i nostri” (Svoich ne brosaem) e “Per la pace” (Za mir), sullo sfondo dei nastri di San Giorgio. Parlando con “Novaja Gazeta”, Serverskij ha tenuto a precisare di non aver realizzato quei graffiti di propria spontanea iniziativa, bensì su richiesta di “persone che sostengono gli hashtag che iniziano per Z sui social”. 

“A tutti coloro che si occupano di graffiti, arrivano proposte per la realizzazione di una scritta per una determinata cifra. La maggior parte dei writer sono persone apolitiche. Se il mio lavoro viene rovinato da qualcun altro, è un effetto collaterale. Ogni writer deve saperlo accettare”, ha precisato Serverskij, senza rivelare la cifra ricevuta per realizzare la sua scritta.

Anche a Krasnojarsk, in uno degli archi sotto il ponte Kommunal’nyj, è comparsa una gigantografia di Putin con i motti “Alla fermezza, al coraggio, a te” (ZA rešitel’nost’, smelost’, tebja) e “KRASNOJARSK È A FAVORE” (KRASNOJARSK ZA). Al momento della pubblicazione dell’articolo, il graffito era intonso. 

Nel quartiere Oktjabr’skij di Novosibirsk uno street artist non identificato ha posto su un edificio una frase perentoria: “Vaff****** all’operazione speciale” (*** “specoperacii”). Gli operatori ecologici hanno oscurato solo la seconda parola, lasciando la parolaccia al suo posto.

Proprio in questo contesto, le forze dell’ordine cercano di individuare gli autori di opere murali e di altri oggetti contro l’“operazione speciale”. A Feodosia [n.d.t., Caffa], la polizia ha aperto un procedimento penale in virtù dell’articolo sul vandalismo per ragioni di odio politico (Parte 2, articolo 214 del Codice Penale) contro un uomo della zona di 26 anni. Inoltre al giovane è stato fatto rapporto sulla base dell’articolo 20.3.3 Parte 1 del Codice della Federazione russa sugli illeciti amministrativi (per infamia pubblica alle forze armate della Federazione russa). Anche contro un residente di Novomoskovsk, nella regione di Tula, è stato avviato un procedimento penale per un articolo analogo a quello summenzionato, a seguito della realizzazione da parte di quest’ultimo di iscrizioni contro l’“operazione speciale” in Ucraina sulle pareti del proprio ingresso di casa.

Il tribunale distrettuale Verch-Isetskij di Ekaterinburg ha stabilito una multa di 45’000 rubli ad un residente del luogo, Pavel Mitrofanov, anch’egli accusato di pubblica infamia alle forze dell’ordine della Federazione russa per aver realizzato un’opera, in data 6 marzo, con la forma di un pacchetto di sigarette su cui era scritta una frase sull’”operazione speciale” in Ucraina [n.d.t., definita nociva], analoga al monito del Ministero della salute sulla dannosità del fumo. Come comunicato dall’avvocato di Mitrofanov, Aleksej Bušmakov, la difesa farà appello alla sentenza emessa dal tribunale. Lo stesso Mitrofanov non ha ammesso la propria colpa per illecito amministrativo.

“Il tribunale non è stato in grado di dimostrare in che cosa consistesse effettivamente il reato, non si è neppure posto la domanda.

È noto che nel giorno in cui l’installazione è stata allestita nel centro di Ekaterinburg, i dipendenti del Centro «E» erano in servizio. Quando Mitrofanov ha portato fuori l’allestimento, un poliziotto ha ripreso tutto dal cellulare. Il mio cliente è stato rintracciato dopo un paio di giorni, essendo stato identificato dalle telecamere di videosorveglianza nei pressi del teatro. Il processo si è svolto rapidamente, non è stata svolta alcuna perizia”. ha spiegato l’avvocato.