Mosca senza moscoviti

Com’è trascorso il primo giorno di isolamento nella capitale. Un fotoreportage

Dal 30 marzo a Mosca è iniziato un regime di autoisolamento. Da adesso tutti i residenti della città, indipendentemente dall’età, possono uscire di casa solo per andare a lavoro, in ospedale o in caso di emergenza nonché per fare la spesa, buttare la spazzatura o portare a spasso il cane entro 100 metri dall’abitazione. I moscoviti devono anche mantenere una distanza di sicurezza di un metro e mezzo nei luoghi pubblici. I fotoreporter di Novaja Gazeta sono andati nel centro della città per vedere come i cittadini stanno rispettando i decreti dell’amministrazione.

La Piazza Rossa. Foto: Vlad Dokšin / “Novaja Gazeta”
Gli agenti di polizia informano i cittadini sul regime di auto isolamento. Li avvisano che nei giorni successivi inizieranno a multare. Foto: Vlad Dokšin/ “Novaja Gazeta”
Foto: Vlad Dokšin/ “Novaja Gazeta”
Nikol’skaja ulica. Foto: Vlad Doškin/ “Novaja Gazeta”
Le porte del GUM. Il centro commerciale è chiuso. Foto: Vlad Dokšin/ “Novaja Gazeta”
Il parco artistico Muzeon. Foto: Svetlana Vidanova/ “Novaja Gazeta”
La cattedrale del Cristo Salvatore. Foto: Svetlana Vidanova/ “Novaja Gazeta”
Cvetnoj bul’var. Foto: Vlad Dokšin/ “Novaja Gazeta”
Nel parco Zarjad’e passeggia solo la Guardia Russa. Foto: Vlad Dokšin/ “Novaja Gazeta”
Il Gor’kij Park. Foto: Svetlana Vidanova/ “Novaja Gazeta”
Ulica Kuzneckij Most. Foto: Vlad Dokšin/ “Novaja Gazeta”
Il Museo Puškin delle Belle Arti. Foto: Svetlana Vidanova/ “Novaja Gazeta”
Ulica Pokrovka. Foto: Vlad Dokšin/ “Novaja Gazeta”
Il ponte Bol’šoj Moskvoreckij. Foto: Vlad Dokšin/ “Novaja Gazeta”
Il numero dei passeggeri della metro di Mosca è diminuito del 77% la mattina del primo lunedì di auto isolamento. Foto: Vlad Dokšin/ “Novaja Gazeta”

Fonte: Novaja Gazeta, Traduzione di Martina Fattore

Martina Fattore

Cresciuta nelle terre molisane, non potevo far altro che innamorarmi di un posto altrettanto irreale. Le incomprensioni con perfettivi e imperfettivi non mi hanno impedito di vivere il celebre inverno russo: gelido ma pieno di calore umano condiviso davanti a una buona tazza di čaj e kalitki.