Possedeva Djagilev i diritti sulle stagioni russe?

Risponde Ekaterina Rodionova, avvocato in diritto della proprietà intellettuale e specializzato in brevetti, docente presso l’Accademia Statale Russa per la proprietà intellettuale, critico d’arte, autrice del progetto benefico “Muzika pravà” (“musica diritti”)

L’impresa dello spettacolo “ Le Stagioni Russe” fu un fenomeno complesso dal punto di vista sia culturale sia legale. Comprende una moltitudine di oggetti di proprietà intellettuale: le bozze dei costumi e della scenografia, gli spartiti, i libretti, i testi delle canzoni, le coreografie, le locandine, le sceneggiature e altri lavori di autori ed artisti, che collaboravano con l’impresario Sergej Djagilev.

Sergej Teterin. Le stagioni di Djagilev. 1994 Raccolta privata

È certamente noto che fu proprio Djagilev ad ispirare ideologicamente centinaia di tali opere. Detto ciò, nei documenti che registravano la parte legale della sua attività, i ricercatori hanno scoperto una sorprendente particolarità sconosciuta al mondo dello spettacolo odierno. A differenza dei produttori contemporanei, che cercano di appropriarsi dei diritti su tutto ciò che riguarda il progetto (perfino sui nomi e sugli pseudonimi degli artisti), Djagilev non ha mai ambito ad essere l’unico proprietario dei diritti sugli allestimenti che sono stati creati nel contesto delle Stagioni Russe. 

Sergej Djagilev non si interessava né alla registrazione a suo nome del marchio di fama mondiale,  né alla formalizzazione dei diritti d’autore sulle opere.

La regolamentazione statale in materia dei diritti d’autore in Russia all’inizio del XX secolo non era ancora completa, ma già del tutto consolidata: nel 1911 entrò in vigore l’Atto Imperiale sul diritto d’autore. Il primo documento che descriveva i diritti degli autori di opere letterarie, musicali, artistiche, fotografiche e anche l’attività degli editori. Secondo il documento, Djagilev avrebbe potuto ottenere diritti esclusivi su tutto quello che venne creato per le Stagioni russe e gli autori sarebbero stati ricompensati solamente con un onorario una tantum per la collaborazione. Ma l’approccio dell’impresario era sostanzialmente diverso.

Valentin Serov. Ritratto di Sergej Djagilev. 1904 Museo di Stato Russo, San Pietroburgo

Giurista di formazione ed esperto imprenditore nel campo dell’arte, Djagilev partecipava regolarmente a transazioni per l’acquisto e la vendita di opere, chiudeva contratti con decine di autori, litigò più di una volta, e per questo capiva perfettamente cosa fosse il diritto d’autore e quale fosse il suo valore per l’industria artistica. Tuttavia, l’impresario riteneva le sovrastrutture e le limitazioni deleterie per il processo artistico, quindi preferiva non complicare le relazioni con gli autori.

Il lavoro sulle Stagioni Russe si basava sul principio dell’attività creativa collettiva. L’artista poteva prendere parte alla creazione delle coreografie e il ballerino influire sugli schizzi delle scenografie o sullo spartito. Così, Vaclav Nižinskij partecipava al lavoro sui costumi di scena per “Giselle” e la discussione tra Léon Bakst e Aleksandr Benois su chi tra di loro fosse considerato legittimamente l’autore della scenografia del balletto “Scheherazade” dovette venir risolta con l’aiuto di un arbitro, ruolo che venne ricoperto dall’artista Valentin Serov.

Sergej Djagilev non ambiva a togliere agli autori i diritti sulle opere realizzate per le Stagioni russe, perché ognuna di loro costituiva una parte di una formula di successo, la quale era praticamente impossibile da riprodurre individualmente dall’impresario stesso.

Le controversie circa i diritti sulle opere delle Stagioni russe sorsero perché non sempre si riusciva a stabilire l’esatta paternità di alcuni lavori. Ad esempio, Igor’ Stravinskij gettò le basi della melodia “Gamba di legno” dal balletto “Prezzemolo”, che ogni mattina risuonava dall’organetto a manovella nel cortile del suo hotel francese. Il compositore pensava che fosse un’antica opera popolare, sebbene in realtà la scrisse il compositore austriaco Émile Spencer. A seguito del processo, Stravinskij fu obbligato a trasferire all’autore una parte dell’onorario per ogni esecuzione della composizione.            

Valerija Privalihina. Sergej Djagilev a Parigi. 2018 Raccolta privata

Così i diritti sulle Stagioni Russe non sono mai appartenuti ad una sola persona. A differenza dei colleghi contemporanei, Sergej Djagilev non si interessava né alla registrazione a suo nome del marchio di fama mondiale, né alla formalizzazione dei diritti d’autore sulle opere, delle quali la quasi totalità è ormai divenuta di pubblico dominio. 

FONTE: culture.ru – di Ekaterina Rodionova, traduzine di Margherita Geromel

Margherita Geromel

Sono nata a Venezia nel 1996, studiando russo già a scuola, in quarta superiore ho partecipato al programma "intercultura" passando l'anno a Krasnodar. Laureata in Lingue, civiltà e scienze del linguaggio a Venezia e studentessa magistrale sempre a Ca' Foscari in Scienze del linguaggio, il mio grande sogno è quello di poter insegnare questa lingua con la stessa passione con cui è stata insegnata a me.