Rock’n’Roll sulle ossa: come in URSS veniva distribuita la musica “proibita” attraverso le radiografie

Nel museo “Garaz” di Mosca si è svolta la serata dedicata alla “musica sulle ossa”, un fenomeno culturale nato in Unione Sovietica e che era volto alla registrazione clandestina di brani musicali sulle radiografie. Ai presenti è stato raccontata la storia dell’origine di questo fenomeno; nel corso della serata è stata fatta un dimostrazione del processo di creazione di questi singolari vinili. Tra i materiali di RT vi sono informazioni su come gli amanti della musica hanno potuto registrare brani di cantati proibiti sulle radiografie di vertebre e articolazioni umane.       

Nel 2012 il vocalist del gruppo britannico indi-rock The Real Tuesday Weld, Stephen Coates, era in tournée in URSS e, passeggiando per i locali mercatini delle pulci, inciampò su una pila di dischi e vinili e la sua attenzione venne attirata da una radiografia bucata: era una radiografia su cui era incisa musica. In URSS la musica proibita, o semplicemente quella inaccessibile, era distribuita su mezzi insoliti e tali registrazioni erano chiamate “sulle ossa” o “sulle costole”.

Il fenomeno della “musica sulle costole” ha interessato Coates a tal punto che, insieme al fotografo Paul Hartfield e allo studioso di musica Alex Kolkovskij, approfondendo la storia ha in seguito pubblicato un libro, girato un documentario e organizzato un serie di mostre ed eventi sul tema. 

Lunedì scorso al museo “Garaz” di Mosca è stata inaugurata la mostra “La musica sulle ossa” e il 16 agosto è stata organizzata una serata musicale dedicata a questo fenomeno della cultura sovietica. Ai partecipanti è stato mostrato come si registrano i brani sui raggi X e qual è il risultato audio.

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Il prezzo Boogie-Woogie

“Le costole” furono registrate e vendute nell’Unione Sovietica dalla fine degli anni ’40 fino all’avvento dei registratori nei primi anni ’70. Sui raggi X veniva incisa la musica vietata dall’Unione degli Artisti oppure di quegli artisti i cui dischi costavano un mucchio di soldi; pochi potevano permettersi di acquistare un vinile con uno stipendio da ingegnere. Grazie però alle “ossa”, il Rock ‘n’ Roll, il Boogie-Woogie, la musica d’autore e la musica gitana si potevano comprare per un rublo e mezzo. Tuttavia per gli studenti, che erano tra i maggiori interessati a questo mercato, anche questa somma era onerosa. 

“Quando ero uno studente, un solo rublo era sufficiente a sostenere le spese di una giornata intera. Bastava a fare colazione, pranzare e anche cenare”, racconta a RT il musicologo e collezionista di origine kazaka Naum Shafer, “a quel tempo non avevo molti soldi e non erano prezzi per il mio portafoglio, tuttavia riuscivo ad acquistare il necessario”.

“Eri pronto a dare la tua anima al Rock ‘n’ roll?”

Questo genere di dischi non erano distribuiti nei negozi, ma si potevano trovare e acquistare nei mercatini delle pulci, nelle piccole strade e nei cortili. Spesso chi li vendeva andava in giro in coppia: uno offriva le registrazioni e concordava il prezzo, l’altro aveva una valigia piena zeppa della merci.

Grazie a questo smercio illegale, gli amanti della musica sono riusciti ad ottenere registrazioni di brani della durata di tre minuti e mezzo su questi atipici piatti sottili. La qualità del suono “sulle ossa” era spesso orribile perché la musica era coperta da rumori. Succedeva anche di trovare, al posto della musica, insulti rivolti agli ascoltatori delle canzoni straniere. 

Tuttavia le registrazioni si diffondevano molto velocemente e grazie a questo i giovani potevano farsi almeno un’idea su quella che era l’ “altra” musica.

“La qualità ne soffriva, ovviamente, ma venivano comprati perché pochi erano i prodotti accessibili”, spiega Kostantin Leptev presidente del club dei filofonisti. 

Se l’acquirente era fortunato, allora poteva ascoltare le voci di Petr Leščenko, di Leonid Utesov, di Vadim Kozima, di Bulat Okudžava, di Vladimir Vysockij, di Frank Sinatra, del cantante dei Beatles, di Chuck Berry e di Elvis Presley.

A trent’anni dalla nascita del fenomeno della cultura della “musica sulle ossa”, Viktor Coj (voce del gruppo sovietico Kino, ndt) cantava: “Eri pronto a dare la tua anima al Rock ‘n’ Roll, estratto dalla fotografia del diaframma di qualcun altro”.

Il cane d’oro

Si ritiene che la nascita del fenomeno della “musica sulle ossa” sia da attribuire a Ruslan Bogovsloskij, di Leningrado, inventore di un apparecchio fatto in casa per la registrazione del suono e che, insieme ai suoi compagni, aveva aperto in un seminterrato uno studio di registrazione chiamato “Il cane d’oro”. 

“Avendo studiato attentamente con Filon (fondatore dello studio “Registrazione”, dal quale Bogovsloskij prese l’idea di registrare su dischi semi soft – RT) la struttura l’apparecchio e effettuando una serie di misurazioni necessarie, Ruslan preparò il progetto che poi venne realizzato nei dettagli grazie all’impiego un macchinario speciale. In breve, nell’estate del 1947 era già pronto il registratore o per l’incisione del suono” scrisse il poeta Boris Tajgin in un articolo per la rivista “L’Ape”.

I creatori del “Cane d’oro” presero le radiografie dei policlinici e dalle cliniche della città per la felicità degli operatori sanitari che erano felici di sbarazzarsi da questa “spazzatura” e Bogovsloskij si occupava della loro vendita sul canale Obvodnij. 

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La compravendita dei dischi ha fatto fare affari tra i giovani per circa tre anni, fino a quando a Leningrado non sono iniziati gli arresti per chi era coinvolto in questa attività. Ruslan Bogovsloskij venne condannato a tre anni mentre Tajgin a cinque e tutta l’attrezzatura confiscata e distrutta. Tuttavia gli amici, dopo esser stati rilasciati, ripristinarono l’apparecchiatura riprendendo l’attività imprenditoriale. 

“L’apparecchio, perfezionato ad Ruslan e ora al passo con i tempi, può registrare e riprodurre dischi alla velocità di 33 giri al minuto. Filon però trovò questa innovazione superflua e continuò a registrare alla velocità di 78 giri al minuto: più facile e rapida da produrre. Nonostante tutto, chi era interessato a questo mercato, e che aveva dovuto aspettare molto dal momento in cui si era fermata la produzione, acquistava qualsiasi disco senza proferire parola sulla qualità”, ha osservato Tajgin. 

Quattro anni dopo Bogovsloskij venne nuovamente arrestato, ma durante gli anni di detenzione trovò il modo di registrare “in casa” su dischi rigidi e così, una volta tornato in libertà, ha avviato di nuovo la produzione. Le copie erano di qualità superiore e a prezzi più economici e presto finì per la terza volta in prigione. 

I tentativi di sradicare la “musica sulle ossa” da parte del Governo sovietico non ebbero mai un gran successo. Tuttavia con gli anni arrivò il progresso e l’era delle “costole” finì il suo tempo lasciando spazio ai registratori a bobina. 

 

Fonte: RTnarusskom, 17.08.2017, – di Valerija Merkulova, Traduzione di Eugenio Alimena

Eugenio Alimena

Nato a Belvedere Marittimo, in Calabria, è cresciuto a Cosenza dove si è formato fino alla licenza liceale. L'esperienza universitaria romana, presso La Sapienza, gli ha permesso di ampliare i suoi orizzonti culturali e fisici, portandolo oltreoceano e oltre Urali spinto dallo studio, dal lavoro e da pura curiosità. Terminati gli studi di specializzazione in lingua e letteratura russa (dedicati soprattutto alla poesia del '900), attualmente vive e lavora a San Pietroburgo, dove si concentra principalmente sull'insegnamento e sulla diffusione della lingua italiana, mantenendosi contemporaneamente attivo in progetti personali e pubblici. Alla domanda "perché hai scelto il russo?", risponde senza molti giri di parole "perché, in un senso abbastanza stretto, fa parte della mia storia".

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