Non è ancora il momento: richiesta la moratoria sui visti elettronici

I partecipanti al terzo incontro dell’associazione di politica economica e aziendale “Stoličnyj”, in diretta su “Pravda.Ru”, hanno discusso dei pericoli del turismo incontrollato che verranno causati dall’introduzione dei visti di ingresso elettronici per la Russia.

Il Governo della Federazione Russia, su iniziativa dell’Associazione dell’industria del turismo, ha proposto all’Assemblea federale di esaminare la questione dell’introduzione dei visti di ingresso elettronici a partire dal 1° gennaio 2021.

Il presidente dell’associazione online di politica economica “Stoličnyj”, Evgenij Balašov, ha dato la parola a Sergej Selivankin, esperto di modelli di business e nel campo dei rapporti di proprietà fondiaria della Duma di Mosca.

Sergej Selivankin: “In merito all’entrata in vigore del visto elettronico unico, noi, prima di tutto in qualità di cittadini russi, di moscoviti, siamo costretti a pensare alle prospettive di realizzazione del processo in atto, alle conseguenze e ai rischi che questa legge potrebbe causare.

Certo, per il momento ancora non si può parlare di tempistiche di ingresso di cittadini stranieri nel paese, dal momento che il coronavirus non è stato sconfitto. Si tratta letteralmente della sopravvivenza della nostra nazione. Tuttavia, il visto elettronico costituisce una rinuncia unilaterale all’attuale regime di visti con i paesi stranieri.

Non ci saranno certezze sull’identità dei richiedenti, sullo scopo del viaggio, sulle possibilità economiche, sull’alloggio e sulle intenzioni delle persone che richiedono il visto elettronico. Aumenterà il rischio di introduzione in Russia di migranti illegali e di altre persone non gradite.

È quantomai necessario parlare delle conseguenze causate ai settori che portano entrate al bilancio della città di Mosca. L’approccio attuale, dopotutto, ancora riesce ad escludere una situazione di caos nell’economica russa. Purtroppo, l’entrata in vigore di questo progetto di legge, invece, può generare un caos tale da travolgere non solo la città, ma l’intero paese per molto tempo.

Per evitare tutto questo, il Governo dovrebbe presentare un progetto di legge che includa la moratoria sull’entrata in vigore dei visti elettronici unici dal 1° gennaio 2021, il cui periodo di validità sarà prorogabile a discrezione del Governo stesso.

Propongo che, durante il periodo di validità della moratoria, le procedure di entrata e uscita dal nostro paese debbano essere gestite in conformità alle norme della legge federale del 15 agosto 1996, n.114-FZ.

La seconda importante questione è quella dell’equilibrio delle entrate di bilancio, legato anch’esso all’azione delle modifiche proposte e all’effettiva ricostituzione del bilancio del nostro paese e delle diverse regioni per mezzo del turismo.

Affinché il settore reale dell’economia funzioni, è necessario che ci siano entrate reali da questo sviluppo di bilancio. Oggigiorno, con la stagnazione economica a fronte della pandemia, siamo tenuti ad incoraggiare lo sviluppo dell’industria e a non sostituire gli introiti nel bilancio con le entrate derivanti da altri settori. È inammissibile una sostituzione dell’essenza della politica di bilancio.

In questo complesso periodo storico si ritengono necessari processi di riduzione:

  • della base imponibile;
  • dei costi dei prestiti;
  • dei costi delle risorse energetiche per le imprese che oggi operano nel settore reale e che supportano l’industria sia della città che dell’intero paese”.
Il turismo incontrollato è pericoloso

Evgenij Balašov: “Sergeij Valer’evič Selivankin ha presentato motivazioni sufficienti affinché i progetti di leggi specifiche non vengano proposti in maniera affrettata. Ma credo che ora sia opportuno cedere la parola alla presidentessa dell’agenzia turistica e vicepresidentessa della nostra associazione, Elena Nizamova”.

Elena Nizamova: “Quella della diffusione dei visti elettronici per gli stranieri è un’iniziativa che mira principalmente ad attirare un gran numero di turisti dall’estero. Ma quali possono essere le conseguenze dell’aumento del flusso turistico? Certamente questo influisce sullo sviluppo economico della Russia, oltre ad attrarre investimenti, produrre entrate e creare posti di lavoro. Ma il turismo, se incontrollato e imprevedibile, può essere deleterio.

Prendiamo San Pietroburgo, per esempio. Gli abitanti del posto sono arrivati a considerare i turisti in alta stagione l’aspetto più problematico della città, tanto è alto il numero dei visitatori. I prezzi aumentano, i posti dove alloggiare diminuiscono, la qualità dei servizi offerti ne risente. Oltre al fatto che visitare un museo diventa semplicemente impossibile per la gente del posto.

Negli ultimi anni molte delle città europee più gettonate si sono trovate ad affrontare questo problema. Alcune di loro hanno iniziato a limitare l’ingresso o a ridistribuire i flussi verso mete meno popolari per salvaguardare il proprio patrimonio culturale.

Ma con la semplificazione del regime di visti il flusso di “visitatori” salirà ancora del 20-25%. Quanti di loro verranno davvero in qualità di turisti? Stando ai risultati dell’esperimento sui visti elettronici nell’oblast’ di Kaliningrad e al parere delle agenzie turistiche locali, la gran parte dei visitatori che hanno utilizzato il visto elettronico non è ricorsa ai servizi di tour operator, guide e persino hotel locali. Sia l’efficienza che il rendimento di un tale flusso turistico vengono dunque messi in dubbio.

In linea di principio, il regime di visti in vigore non ostacola la crescita del flusso turistico in entrata. La sua semplificazione costituisce invece un rischio per l’economia del paese.

Non ci si deve dimenticare poi dell’instabilità dello scenario globale attuale causata dalla pandemia. L’OMS considera ancora alto il rischio di un’ulteriore diffusione del virus, per cui ritengo che sia ancora troppo presto per incoraggiare i flussi turistici. È importante osservare come si evolverà, con il passare del tempo, la situazione negli altri paesi e posticipare l’approvazione della legge sui visti elettronici in modo da non mettere a rischio il nostro popolo”.

Fonte Pravda.ru, 22/06/2020 – di Michail Zakurdaev, Traduzione di Francesca Giannotti

Francesca Giannotti

Nata a Roma nel 1996. Laureata in Mediazione Linguistico-culturale e poi in Traduzione specializzata. Dopo aver vissuto qualche mese a San Pietroburgo e a Mosca mi sono innamorata del paese e della sua cultura. Collaboro con RIT per condividere questa mia passione.