Una russa quest’estate è partita in bicicletta da Mosca ed è arrivata all’estremo Nord

Fino al circolo polare artico in bicicletta. La ragazza russa Tat’jana Nikul’nikova partendo da Mosca ha raggiunto l’estremo nord su due ruote. Ci ha impiegato tutta l’estate. La corrispondente di Mir24 Ol’ga Žemčugova ha scoperto chi ha incontrato Tat’jana durante il viaggio e chi l’aspettava a casa.

Tat’jana ama viaggiare libera, come l’eroe della famosa canzone (Yellow submarine). Solo che invece del sottomarino giallo lei ha una bicicletta. Perdendo il lavoro nel pieno della pandemia, Tat’jana ha deciso di non rinchiudersi nell’appartamento vicino a Mosca, ma di dirigersi là dove non è difficile rispettare il distanziamento sociale, ovvero verso la Russia del Nord. “Ovviamente, nei luoghi pubblici ho indossato la mascherina, ma quando vai da solo in bicicletta, chi può contagiarti e chi puoi contagiare?” ha detto la viaggiatrice Tat’jana Nikul’nikova.

Durante i tre mesi estivi la ciclista è passata per l’area moscovita, poi Tverskaja, Novgorodskaja e Leningradskaja, attraversando anche la Carelia e Murmansk arrivando così fino alle coste del mare di Barents. Ha dormito in tenda. Nel frattempo a casa la aspettavano il marito e il gatto.

“Come ho fatto a lasciarla andare? Molto semplice: è adulta e indipendente. Quando la conoscevo da poco e andava da qualche parte ero molto nervoso, avevo paura, davo di matto, ero costantemente al telefono. Adesso non più perché ormai ne abbiamo passate davvero tante insieme” ha condiviso il marito di Tat’jana, Viktor Popov.

“Tutto è iniziato con una storia tragica: quando è morta mia mamma, la bicicletta mi ha salvato dalla depressione. Si potrebbe dire che andavo in bicicletta fino allo stremo, e poi tutto si trasformava in sensazioni positive, alla ricerca della comprensione del mondo con l’aiuto di una bicicletta”, ha raccontato Tat’jana Nikul’nikova.

Tat’jana nei viaggi porta con sé anche il marito. La maggior parte delle volte viaggiano leggeri e in bicicletta. E non senza incidenti.

“Una volta è capitato che mentre passavamo per un’area deserta, degli adolescenti per strada hanno aggredito Tanja con un coltello, hanno iniziato a lanciare delle pietre e ci hanno spinto per terra. Nella maggior parte dei paesi in cui siamo stati, nel 99% dei casi le persone sono state cordiali e ospitali”, ha aggiunto il marito della viaggiatrice.

Tat’jana ha girato tutta Europa, senza timore ha viaggiato in solitaria nel deserto del Namib, l’anno scorso invece è stata in Alaska.

“Gli autisti dei pullman si avvicinavano e dicevano <Lì avanti c’è un orso grizzly, stai attenta!> e io andavo e aspettavo che il predatore uscisse. Andavo avanti impaurita”, racconta Tat’jana.

Anche in Russia c’era il rischio di incontrare degli orsi, ma la viaggiatrice è stata fortunata. In Carelia Tat’jana ha avuto una compagna di viaggio inaspettata la cagnolina Čika, la quale le ha fatto compagnia quasi fino all’estremo nord, dormendo fuori dalla tenda e allontanando gli animali selvatici.

Poi le viaggiatrici sono tornate ognuna a casa propria. Tat’jana, giustamente, non ha intenzione di restare a lungo a casa. Infatti molto presto andrà in Crimea con suo marito. A casa resterà soltanto il gatto Floki. La coppia l’ha chiamato così in onore dell’esploratore che per primo ha raggiunto l’Islanda. Ma al contrario del suo omonimo, il gatto preferisce rilassarsi sul divano.

 

FONTE: mir24.tv , 18/09/2020 – Traduzione di Rebecca Amato