A Velikij Novgorod ricostruito il Teatro della Commedia, monumento del postmodernismo sovietico

L’edificio del Teatro Dostoevskij a Velikij Novgorod è un monumento architettonico dell’epoca tardosovietica. Da decenni si trova in stato di abbandono, ma presto sarà ricostruito nell’ambito del concorso “KB Strelka”. L’esperta di architettura Anna Bronovickaja ci spiega in cosa consiste l’unicità della costruzione.

Il Teatro Dostoevskij a Velikij Novgorod è un monumento del tardo modernismo sovietico, che ha acquisito notorietà grazie all’aspetto inconsueto: per la sua forma viene spesso comparato a un’astronave. I lavori per la costruzione dell’edificio durarono circa quindici anni, dal 1973 al 1987. Il progetto del teatro di Novgorod appartiene all’architetto Vladimir Somov, specializzato in costruzioni particolari e noto per le sue inusuali scelte architettoniche. Tuttavia, come molti altri monumenti del modernismo tardosovietico, dagli ultimi decenni l’edificio è in condizioni pietose. Nel 2009 è stata riconosciuta l’instabilità della struttura in cemento del complesso che è stato quindi demolito.

Anna Bronovickaja.

Candidata alla direzione artistica, direttrice di ricerca all’Istituto del modernismo, insegnante alla Scuola di Architettura di Mosca (MARŠ)

“La disposizione asimmetrica della base dell’anfiteatro e del padiglione del botteghino alleggerisce la simmetricità dell’edificio stesso. Ma non si tratta della classica simmetricità: nella planimetria i volumi rettangolari convergono verso l’asse principale, perpendicolare alla Velikaja Ulica e alla riva del fiume, trasformandosi, diagonalmente, in rombi. La risultante espressività è dominata dalla sequenza di archi che formano la facciata ma viene poi interrotta nell’angolo da un “naso” sporgente, costituito da due grandi vetrate. La forma complessa della parte superiore, coi numerosi fori rotondi, dà ancora più l’idea di un’architettura strana, inusuale.

Nel 2017 Vladimir Somov (architetto del teatro. – N.d.R.) raccontò: “Era per me importante conciliare la contemporaneità con le tradizioni architettoniche. Tutte le forme dell’architettura di Novgorod sono dolci, tondeggianti, plastiche e le ho prese come base. Nella tradizione di Novgorod non ci sono colonne, solo volte e archi. Proprio essi sono divenuti elementi basilari dell’edificio sia dal punto di vista costitutivo che decorativo. Ho diviso gli archi in parti, uccidendo la loro natura, ho trasformato queste parti in decorazioni – ciò era importante per costruire l’immagine del teatro contemporaneo.”

Interessante è sia il rapporto diretto con la tradizione sia la distruzione dell’essenza costruttiva degli archi al fine di creare l’immagine del teatro contemporaneo. Questo è chiaramente un approccio postmodernista e Somov è uno dei rari architetti dell’epoca sovietica che non ha da obiettare contro i tentativi dei critici odierni di attribuire il suo lavoro al postmodernismo. Probabilmente, la ragione di ciò è che l’architettura postmoderna contiene un’alta percentuale di teatralità e quindi questo linguaggio risulta molto adatto agli edifici teatrali e all’arte teatrale in quanto tale.

Lavorando in URSS Somov non riuscì completamente a realizzare il progetto iniziale. Per esempio, non riuscì a creare le facciate in terracotta rossa, come voleva. All’epoca in URSS non si produceva calcestruzzo colorato e quello inglese era considerato troppo caro. In conclusione, il teatro venne dipinto internamente ed esternamente con un calcare fossilifero chiaro, come la maggior parte degli edifici pubblici durante gli ultimi anni dell’URSS.

Il teatro della commedia a Velikij Novgorod ha un potenziale come luogo pubblico di attrazione e come grande luogo di attrazione per i turisti. Affinché tale potenziale diventi realtà, l’aspetto esteriore dell’edificio e la piazza antistante devono essere restaurati senza cambiamenti.”

Il 12 agosto il “KB Strelka” ha aperto il concorso per la miglior idea di ricostruzione di un edificio. Lo scopo è realizzare un progetto di ricostruzione che permetta di trasformare il teatro in un cluster culturale, fornirlo di attrezzature moderne e salvaguardare l’architettura dell’edificio, unica nel suo genere. Il curatore del progetto è Roger Watts, direttore del bureau britannico di architettura Haworth Tompkins. Il concorso si articola in due tappe, nella prima hanno vinto tre bureau: Archiproba Studios e Form di Mosca e Rhizome di San Pietroburgo. I finalisti, sotto la direzione di Watts, elaboreranno idee dettagliate e a dicembre una giuria sceglierà il progetto vincitore.

FONTE: daily.afisha.ru, 23/10/2020 – di Artëm Kolganov, traduzione di Chiara Cardelli