Mаршру́тка– Maršrutka

Etimologia

Maršrutka è una parola che deriva dal sostantivo maršrut (tragitto, percorso), presa in prestito dal corrispettivo tedesco Marschroute a cui è stato aggiunto il suffisso –ka, impiegato in russo per creare nuovi sostantivi da verbi o da altri sostantivi spesso usati poi nella parlata colloquiale. E di termine colloquiale di tratta: maršrutka, come anche maršrutnoe taksi (taxi a percorso), identifica un mezzo di trasporto collettivo a capienza ridotta con sistema di fermata a richiesta nei limiti di un tragitto prestabilito.

Maršrutka

Questo particolare tipo di trasporto pubblico apparve per la prima volta nella Mosca degli anni ’30 quando, grazie al facile guadagno, i servizi di taxi approdarono in Urss, ma la loro comparsa determinò ben presto la sofferenza del sistema tramviario ufficiale, nonché un aumento del traffico locale. Lo Stato decise quindi di regolamentarne il servizio impiegando inizialmente automobili modello ZiS-110 della Zavod imeni Stalina (Casa automobilistica dedicata a Stalin). Si trattava di auto di lusso destinate di norma a funzionari governativi e pensate per dimostrare la crescita della qualità manifatturiera del Paese; il motivo della loro conversione a taxi risiede anche nell’enorme produzione che se ne fece in termini numerici, così abbondante da determinare un surplus rispetto alle esigenze di mercato.

Queste auto erano però piuttosto costose da mantenere, scoraggiando così la resa del servizio. Fu allora che le autorità decisero di introdurre vetture con conducente a percorso fisso e nel 1938 a Mosca vennero inaugurati i percorsi del taxi ZiS-101, che collegava le stazioni di Mosca, gli aeroporti e le principali arterie ad alto numero di viaggiatori, oltre a due percorsi interurbani. Il costo del viaggio su questo tipo di taxi fu fissato in base alle tariffe dei tragitti prestabiliti.

Con l’inizio della Seconda Guerra Mondiale coincide anche un arresto temporaneo nella storia della maršrutka, dovuto alla mobilitazione al fronte di vetture idonee all’uso militare, ma si assistette ad un rapido periodo di rinascita subito dopo la fine della guerra, negli anni ’50. Da allora questa tipologia di trasposto subì notevoli modificazioni e variazioni sia nelle vetture che nelle norme comportamentali, allargandosi a macchia d’olio in altre città e Repubbliche dell’URSS (comparirono infatti a Leningrado negli anni ’60), rappresentando un segno distintivo del tessuto urbano sovietico.

Oggi, la maršrutka frena a tutta velocità davanti ai marciapiedi di molte città russe e, nonostante alcuni svantaggi e inconvenienti, resta un mezzo di trasporto largamente usato da molti strati della popolazione, specialmente anziani e studenti. Si tratta di un piccolo autobus, più spesso un minivan, con una capienza media di 15 persone, che può variare fino a 20 o poco più a seconda del mezzo a disposizione e dei posti in piedi. Il prezzo del biglietto esula dagli abbonamenti per il trasporto pubblico urbano ed è molto basso, dai 10 fino ai 30 rubli a corsa per le città più grandi.

Ogni maršrutka ha un tragitto deciso e identico al percorso della linea di autobus che copre, riconoscibile dal numero esposto sul cruscotto della maršrutka, a cui viene solitamente aggiunta una lettera per differenziali dalla linea regolare. Il passeggero entra nella vettura pagando direttamente la corsa al conducente mentre questo sta ancora guidando, oppure i viaggiatori si passano gli spiccioli fino a consegnarli tutti all’autista.

Un aspetto molto pittoresco e intrinseco all’idea di maršrutka è la caratteristica fermata a chiamata. Non si tratta di una fermata prestabilita: a qualunque altezza del percorso si voglia scendere, basterà chiedere al conducente, al grido di “ostanovites’, požalujsta!” (Si fermi, per favore!) di fermare la corsa. Se non si vuole usare questa modalità, spesso le maršrutki fermano in corrispondenza delle fermate delle linee regolari per accogliere i passeggeri in attesa.

Nel momento in cui si entra in una maršrutka ci si arrende all’idea che la corsa sarà poco confortevole: in un’elevata percentuale di casi, la tanto attesa maršrutka aprirà le sue porte mostrando un numero di passeggeri spesso oltre il limite consentito, nessun posto a sedere e sostegni piuttosto precari o di fortuna, molte volte incapaci di garantire stabilità e sicurezza nonostante la guida spericolata solita degli autisti. Più rapidamente terminano e ricominciano il percorso, più passeggeri saliranno a bordo, riempiendo le loro tasche.

Viaggiare in maršrutka non è semplice: la numerazione delle linee è di difficile comprensione e l’orario delle corse non è rispettato a causa del traffico e di mille altri motivi contingenti. Ciononostante, continua ad essere un mezzo amato e largamente usato. La preferenza dei passeggeri nei riguardi della maršrutka è forse legata alla fiducia, rassegnata o sincera che sia, che si ha per l’eventualità, il caso, per quel non si sa mai tanto caro all’anima russa.

Realia a cura di Giulia Gallo