Кокошник - Kokoshnik

Etimologia

Kokoshnik, derivato dal sostantivo kokosh (cresta), fa riferimento ad un copricapo femminile diffuso principalmente nella Russia antica e rurale, il quale assunse questo nome per la sua forma somigliante alla cresta del gallo. Veniva generalmente indossato dalle donne maritate, che dovevano assolutamente nascondere i propri capelli una volta sposate, in quanto l’esibizione della capigliatura femminile era ritenuta uno strumento di notevole seduzione.

Nella cultura russa il matrimonio era considerato un rito di passaggio, figurante la morte di una vita e l’inizio di una nuova, all’interno del quale la sposa lasciava alle spalle la propria vita da fanciulla, spensierata e libera, per diventare finalmente donna e sposa, facendosi carico di nuove responsabilità ed obblighi. Il complesso rituale matrimoniale russo ci mostra però il lato più duro del cambiamento e l’analisi dei vari riti permette di cogliere anche gli aspetti più inaspettati.

In Russia vigeva un modello matrimoniale non-europeo, caratterizzato da un matrimonio precoce, celebrato in giovanissima età, e universale per entrambi i sessi, avente cioè un tasso di celibato e nubilato praticamente nullo. L’età minima per le nozze erano infatti i 13 anni per le ragazze e i 15 per i ragazzi, ma fino alla prima metà del XIX s. si constatò che l’età media al primo matrimonio erano i 20-22 anni per gli uomini e i 19-20 per le donne.

Il bassissimo tasso di celibato e nubilato veniva assicurato dalla consuetudine delle famiglie di organizzare matrimoni combinati in cui ci si occupava di tutti i dettagli, dalla scelta del coniuge fino alla data delle nozze, rendendo i figli meri spettatori del proprio destino (molti di loro si incontravano soltanto all’altare).

L’analisi dei possibili coniugi veniva condotta durante appositi incontri, come ad esempio le chorovody: erano delle danze tenute in primavera o nei primi mesi estivi in cui le ragazze in età da marito ballavano in cerchio tenendosi per mano mostrandosi agli abitanti del villaggio, i quali avrebbero osservato con grande attenzione i loro movimenti e abiti e tratto le prime considerazioni in vista di future unioni famigliari.

Era assolutamente fondamentale che le donne coprissero i propri capelli, in quanto l’esibizione della capigliatura femminile era ritenuta un pericoloso allettamento sessuale. Ancora oggi la treccia mantiene una certa valenza erotica nel matrimonio russo: durante la festa, sposa e sposo tengono saldamente in mano 3 nastri ciascuno. Entrambi ne affidano le 3 estremità rispettivamente a 3 amiche e 3 amici, che, senza mai lasciarli, devono incrociarsi e tessere una treccia. Quella più lunga determinerà la nascita dell’eventuale nascituro.

Cambiamenti ingenti all’interno del matrimonio e nei suoi rituali si cominciarono a vedere in Russia soltanto verso il 1890, quando i processi d’industrializzazione portati avanti dal Paese condussero molti contadini a spostarsi per lavorare nelle città, dove sperimentavano una vera e propria indipendenza lontano dalle imposizioni delle loro famiglie, mostrando sempre più insofferenza nei confronti delle rigide norme contadine.

L’unione matrimoniale registrò il mutamento più radicale durante l’era sovietica, dove per via della propaganda antireligiosa non era altro che una mera registrazione presso precisi ordini statati, in particolare i ZAGS.