Il tribunale manda Naval’ny in colonia

Il tribunale manda Naval’ny in colonia. L’essenziale.

Il tribunale provinciale di Simonov di Mosca annulla la sospensione condizionale della pena, inflitta ad Aleksej Naval’ny in seguito al processo «Yves Rocher», e la sostituisce con una condanna effettiva. Al politico sono stati assegnati tre anni e sei mesi in una colonia generale del regime, ma da questo periodo verrà sottratto il tempo trascorso agli arresti domiciliari (circa 10 mesi). In questo modo, Naval’ny trascorrerà due anni e otto mesi in prigione…

L’istanza di annullamento della condanna condizionale è stata esaminata il 2 febbraio alla fine della sessione del tribunale municipale di Mosca su richiesta del Servizio penitenziario federale (FSIN), che ha accusato Naval’ny di aver violato per più di 50 volte le norme della libertà vigilata, sottraendosi al controllo presso l’ispettorato esecutivo. Secondo la versione del FSIN, le violazioni sono state compiute sia prima, che dopo l’ospedalizzazione di Naval’ny a Berlino, dove ha seguito le cure per avvelenamento dall’agente tossico del gruppo «Novichok». Il 29 Dicembre 2020 il politico è stato inserito nella lista dei ricercati. Il 17 Gennaio egli è tornato in Russia, dove è stato immediatamente arrestato e dopo il processo, svoltosi nella stazione di polizia di Chimki, è stato inviato per 30 giorni presso il centro di detenzione «Matrosskaja Tišina».

Naval’ny ha definito il caso fabbricato e ha reclamato il suo rilascio immediato

«La causa di tutto questo è l’odio e la paura di un uomo che vive in un bunker. Perché gli ho inferto un’offesa mortale: sono semplicemente sopravvissuto dopo che hanno cercato di uccidermi per ordine suo», dichiara Naval’ny, parlando alla seduta. Gli avvocati del politico hanno riferito che presenteranno ricorso contro la decisione del tribunale di Simonov. Questo richiede 10 giorni. In questo lasso di tempo Naval’ny rimarrà sotto custodia. Tutto il giorno la polizia ha mantenuto il blocco nell’area del tribunale municipale di Mosca, lungo il viale che porta alla sessione del tribunale di Simonov, arrestando i sostenitori di Navaln’y, i giornalisti e i semplici passanti. Secondo i dati di «OVD-Info» sono state arrestate in totale 370 persone.

Al processo hanno preso parte i diplomatici degli Stati stranieri. Già in mattinata sono arrivate presso l’edificio del tribunale circa 20 macchine con la targa delle ambasciate occidentali. Il portavoce del ministero degli Esteri russo Marija Zacharova ha definito questo come un tentativo di interferire negli affari interni della Russia. Subito dopo il discorso di Naval’ny è seguita la reazione internazionale: gli USA e la Gran Bretagna hanno immediatamente richiesto la liberazione incondizionata dell’oppositore  russo.

Prima della decisione del tribunale la polizia ha disposto blocchi nel centro di Mosca: è stata chiusa la Piazza rossa, lungo la piazza Puškin e la piazza del Maneggio sono stati disposti cordoni di polizia. Sono state chiuse le stazioni della metro: «via della caccia», «piazza della rivoluzione» e «giardini di Alessandro». Sono stati sigillati gli accessi alla «Matrocckaja Tišina». Subito dopo la decisione del tribunale nel centro di Mosca sono cominciati gli arresti.

 

FONTE: meduza.io, 2/02/2021 – Traduzione di Lisa Cananrella

Lisa Cannarella

Mi sto laureando in mediazione linguistica presso l'Università per Stranieri di Siena in russo e tedesco. Durante gli studi mi sono perdutamente innamorata della letteratura russa (i racconti di Čechov così come le piccole tragedie di Puškin mi fanno morir dal ridere) e spero tanto di fare la magistrale alla Ca' Foscari di Venezia per poterla approfondire. Adoro tradurre dal russo, soprattutto poesie, ma mi interesso anche di politica tra una poesia e l'altra.