Il barone di Münchausen di Grigorij Gorin: un uomo libero che ci invita a sorridere

Tot samij Münchausen è senza dubbio uno dei film più amati dagli spettatori russi, venne commissionato dal principale studio cinematografico sovietico Mos’film e fu girato nel 1979 nella Repubblica Democratica Tedesca, per la precisione nella cittadina di Wernigerode a poco più di 100 Km da Bodenwerder, la cittadina natale del vero barone. 

L’opera andò in onda il primo gennaio del 1980 sul principale canale televisivo russo ed ebbe un impatto così dirompente sulla società russa che ancora oggi è tradizione trasmetterlo ogni inizio dell’anno; racconta, in modo unico e rivoluzionario, le tanto amate avventure del famoso barone di Münchausen.

 

Le avventure del barone sono diventate famose in Europa e altrove grazie all’opera di Rudolf Erich Raspe, pubblicata nel 1785 con il titolo “Baron Munchausen’s Narrative of his Marvellous Travels and Campaigns in Russia”.

L’opera ebbe grande successo in tutta Europa e raggiunse anche la Russia dove, negli anni dell’Unione Sovietica, la fantasia e l’arte del grande scrittore di fiabe Kornej Ivanovič Čukovskij rese famoso questo eclettico personaggio. Le Meravigliose avventure, viaggi e gesta militari del barone Münchausen vennero pubblicate nel 1923 dalla casa editrice Vsemirnaja Gazeta e la raccolta include, inoltre, 80 illustrazioni di Gustave Dore che immortalò per sempre la figura del barone con tutti i suoi noti tratti caratteristici: il naso aquilino, l’aspetto altezzoso ed i lunghi baffi all’insù. Čukovskij non solo rivoluzionò la struttura narrativa di Raspe ma riadattò le avventure per un pubblico molto giovane tanto che non vi è bambino in Unione Sovietica che non sia cresciuto con le imprese straordinarie del barone.

Nel 1976 apparve sul palco del Teatro dell’Armata Rossa un nuovo e inaspettato barone Münchausen che poco somigliava a quello fin qui conosciuto. 

Samij pravdivyi (Il più veritiero) è il nome della commedia scritta da Grigorij Izrailevič Gorin, uno dei più importanti e geniali drammaturghi sovietici, sceneggiatore, scrittore satirico di pièce e racconti umoristici. Con questa commedia Gorin ci presenta un barone che verrà apprezzato per la sua intelligenza, la sua sensibilità e soprattutto, al contrario del barone di Raspe, per la sua onestà. 

Il barone venne interpretato brillantemente dall’attore Vladimir Zeldin e la commedia riscosse un enorme successo tanto che Mark Zacharov, importante regista sovietico, entusiasta della commedia propose a Gorin di portarla sul grande schermo. 

La storia del film è ambientata alla fine del XVIII secolo in Germania: il barone è in perenne lotta con le leggi dello stato e della chiesa per ottenere il divorzio dalla sua prima moglie Jakobina von Dutten, in modo da poter essere dichiarato libero e sposare Marta, la donna di cui è sinceramente innamorato.  Proprio per amore di Marta sarà costretto a presentarsi davanti all’autorità cittadina per rinnegare  tutte le sue invenzioni e “fantasie” blasfeme: prima di ogni altra cosa deve smentire l’esistenza del nuovo giorno sul calendario, il 32 Maggio, una scoperta dovuta a calcoli matematici e astrofisici che aveva follemente entusiasmato il barone: vivere un giorno, un’alba e un tramonto in più…cosa c’è di più bello? Ma neanche questa scoperta aveva emozionato nè autorità nè persone amiche. 

Io barone mi dichiaro un uomo ordinario – dice davanti all’ autorità, – non ho volato sulla Luna…non mi sono tirato per capelli fuori dalla palude, non ho cavalcato una palla da cannone…– ciò significa rinunciare a se stesso, perché senza queste sue scoperte e fantasie non poteva essere più il barone di Münchausen e difatti deciderà di sparire dal mondo con le parole: “In un giorno simile è difficile vivere, ma è facile morire”. Una frase che ricorda un famoso verso di Majakovskij nella poesia A Sergej Esenin “In questa vita non è difficile morire. Vivere è di gran lunga più difficile”.

Muore il barone di Münchausen per trasformarsi in un umile e anonimo giardiniere di nome Müller.

A tre anni dalla morte del barone è la stessa autorità a celebrarlo come un mito popolare, e sappiamo bene che ad ogni mito appartiene una storia, scritta da altri che non necessariamente riflette la verità, ma la distorce e la manomette.

Per tutta la vita Münchausen ha sempre detto la verità, non ha mai tollerato la menzogna tanto che il teatrino costruito intorno a lui diventa opprimente e ripugnante. Il barone abbandona definitivamente quella società di ipocriti e ignoranti con delle parole che resteranno impresse a chi ha amato e ama questo film: “Se solo sapeste quanto sono stanco di tutti voi, il Barone Münchausen non è famoso per il fatto che abbia volato o meno, ma per il fatto che non mente, se ho promesso che avrei volato sulla Luna, lo farò”. E ancora: “Ho capito qual è il vostro problema. Siete troppo seri. Sorridete, signori, sorridete”.

Grigorij Gorin, con la sua sensibilità e con il suo forte e autentico umorismo, ci racconta di un uomo integro, onesto, idealista, con un animo libero e sognatore, i cui sogni e realtà non conoscono limiti. 

Nonostante sia un film sovietico del 1980 risulta essere sempre molto attuale e allora prendiamo esempio dal barone e iniziamo a sorridere.

Mariangela Annicchiarico

Sono laureata in Scienze linguistiche, letterarie e della traduzione presso l’Università La Sapienza.

Devo ringraziare Tolstoj se ho intrapreso questo percorso di studi e successivamente tanti altri scrittori russi se mi sono completamente innamorata della cultura e della lingua.

Da qualche anno lavoro in un tour operator che organizza viaggi culturali in molti paesi dell’Est e non solo, la Russia è una delle mete più ambite e ciò mi permette di restare in contatto con il paese in cui ho lasciato parte del mio cuore.