Divieti e multe: le reazioni alle mostre di anatomia in Russia e all’estero

Come si reagisce alle mostre di corpi umani in Russia e nel mondo

 

Il comitato investigativo della Federazione Russa indagherà sulla mostra di anatomia Body Worlds (“I mondi del corpo umano”) in materia di immoralità e offesa ai sentimenti dei credenti. Oltre all’immenso interesse del pubblico verso autentici corpi umani in qualità di oggetti esposti, queste mostre hanno spesso suscitato critiche e divieti. Nel 2014 gli organizzatori di tale mostra ricevettero una multa di 20 mila rubli a Krasnodar e un’esposizione identica a quella sopracitata, “I segreti del corpo: l’universo dentro”,  fu completamente vietata in Francia. “Gazeta.Ru” racconta del destino delle originali esposizioni di anatomia in Russia e negli altri paesi del mondo.

 

Molti russi hanno accolto la mostra educativa e scientifica Body Worlds (I mondi del corpo umano) con una levata di scudi. Su Internet le persone definiscono la mostra dei cadaveri “enorme obitorio” e “cimitero ambulante” e accusano gli organizzatori di satanismo e crudeltà. Il capo del comitato investigativo della Federazione Russa Aleksandr Bastrykin ha dato ascolto all’indignazione delle persone e ha incaricato gli inquirenti di controllare che l’esposizione rispetti le norme etiche. Gli organizzatori di Body Worlds nell’intervista su “Gazeta.Ru” hanno smentito tutte le accuse e hanno affermato di agire nei limiti della legge russa.

 

Dal 1995 Body Worlds si è svolta in decine di paesi ed è diventata una delle mostre di maggior successo nel mondo. Gli oggetti esposti sono corpi veri senza pelle, il cui liquido è sostituito da materia plastica per la conservazione. L’esposizione si distingue per il fatto che i corpi sono presentati in pose inusuali: ci si può imbattere per esempio in una ballerina, in un acrobata, in una coppia durante l’atto sessuale e in una compagnia attorno a un tavolo da poker.

 

In precedenza in Russia era arrivata una mostra simile da Hong Kong: “Our Body. The Universe Within Project.”(“I segreti del corpo. L’universo dentro”). La mostra girò diverse città dal 2013 e anch’essa suscitò molto scalpore.

Gli attivisti di Krasnodar organizzarono una campagna di raccolta firme indirizzata al governatore della regione Aleksandr Tkačev per impedire lo svolgimento della mostra. La petizione fu firmata da più di 200 persone. Gli attivisti, inoltre, presentarono un’istanza contro gli organizzatori dell’esposizione al tribunale provinciale sovietico di Kransodar.

 

Il risultato fu che nel 2014 i rappresentanti della mostra furono multati per un ammontare di 20.000 rubli per aver infranto la legislazione che tutela i bambini dall’informazione deleteria. A Mosca nessuna pratica fu avviata contro gli organizzatori de “I segreti del corpo”, ma molte donne sui forum per le mamme criticarono la mostra per la sua violenza. A proposito di questo l’esposizione non aveva limiti di età: secondo il sito di vendita dei biglietti Redkassa i bambini fino ai 5 anni potevano entrare gratis.

 “In generale la visita alla mostra si può paragonare, ad esempio, a un’escursione all’obitorio. Le ragazzine possono prendere familiarità con gli organi sessuali maschili, solo che in forma estremamente non attraente, appesi a qualche tendine”.

Dopotutto la maggior parte dei corpi interi è maschile, scrive Natal’ja, una delle visitatrici della mostra sul sito “divertimento con i bambini”. Mio figlio generalmente cercava di attraversare tutte le sale in fretta. Si interessò soltanto al sistema circolatorio. Quei reni e polmoni “pelosi”. E la sala in cui sono esposti corpi tagliati per il lungo e di traverso? Praticamente il sogno di un maniaco-squartatore! In generale, eravamo felici di uscire da quel posto. In seguito mio figlio mi chiese di non nominargli più questa mostra”.

Questo tema suscitò un gran scalpore non solo in Russia, ma anche in una serie di altri paesi. Nel 2010 il giudice Supremo della Francia emanò due ordinanze che vietavano “I segreti del corpo: l’universo dentro”. Secondo i dati del portale France 24, la mostra fu presentata al pubblico francese a Lione e Marsiglia nella primavera del 2008 e poi a Parigi nel febbraio 2009. Dopo di che le organizzazioni “Insieme contro la pena di morte” e “Solidarietà alla Cina” comunicarono i propri sospetti sul fatto che i corpi presentati nella mostra potessero appartenere ai detenuti cinesi, condannati alla pena di morte.

Gli organizzatori cercarono di appellarsi contro l’istanza per l’abolizione della mostra, ma il giudice deliberò in favore dei querelanti. Anche la mostra Body Worlds, che adesso si trova a Mosca, ha suscitato critiche e divieti in alcuni paesi. Nel 2017 i deputati del partito popolare conservatore della Svizzera si sono opposti alla presentazione dell’esposizione a Ginevra. Secondo il loro parere la mostra “provoca un senso di ribrezzo”, contraddice il principio della tutela della dignità dell’uomo e viola la costituzione locale.

“C’è forse qualche aspetto educativo nel mostrare i cadaveri, qualche interesse medico o scientifico? – ha detto il deputato Mark Falke all’edizione 24 heures – accetteremmo forse questa grottesca messa in scena, se si trattasse dei resti dei nostri genitori?”

In risposta all’accusa, gli organizzatori hanno presentato una statistica, secondo la quale solo il 5% degli intervistati considerava l’esposizione dei corpi inaccettabile. Dopo un anno Body Worlds fu abolita nella città svizzera di Losanna per il pericolo che nella mostra potessero essere esposti i resti di detenuti torturati. In seguito i difensori dei diritti umani sporsero querela alla procura di Berna per annullare la mostra anche lì. Durante l’intervista con la rivista bernese Bund, l’organizzatore Ian van Bergen assicurò che tutti i corpi esposti appartenevano a donatori volontari americani. Secondo le parole del rappresentante della procura, l’importazione di corpi plastificati in Svizzera non sollevava problemi in Dogana.

 

Il dottor Gunther von Hagens, i cui lavori sono esposti oggi a Mosca, aveva già attratto su di sé l’attenzione degli organi di giustizia. Nel 2002 il giornale The Guardian comunicò che la procura di Londra aveva iniziato un procedimento legale contro Hagens per l’autopsia che eseguì in pubblico su un cadavere nella galleria d’arte locale “Atlantis”. In quello stesso anno in Russia Hagens fu testimone nel caso dell’invio al suo istituto di 56 corpi e 400 frammenti di encefalo da Novosibirsk. Questi scandali spinsero l’anatomista a utilizzare in qualità di oggetti esposti solo i corpi dei donatori.

 

FONTE: Gazeta.ru , 25/03/2021 – di Alina Mineeva.

 

Traduzione a cura di Eleonora Groppi: Da quando ho avuto l’occasione di studiare la lingua e la cultura russe all’università, non ho mai smesso di innamorarmi di tutte le loro sfaccettature. Tradurre è per me un modo per rendere accessibile a tutti questa meravigliosa cultura. – LINKEDIN

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