«Non hanno cercato di trovare un accordo neanche “per mostra”»

«Non hanno cercato di trovare un accordo neanche “per mostra”»
Il Ministro degli Affari interni invita i russi a non prendere parte ad attività non autorizzate.
Dipendenti delle forze dell’ordine vicino all’ingresso della colonia penale numero 2 di Pokrov, nella regione di Vladimir, dove si trova Aleksej Naval’nyj. 6 aprile 2021

I medici hanno deciso il trasferimento di Aleksej Naval’nyj nel reparto di degenza dell’ospedale regionale per detenuti a Vladimir. Nel frattempo, gli esperti stanno valutando l’ultima decisione dei suoi compagni d’armi di radunare gente per una manifestazione non autorizzata i quali, come fanno notare persino i simpatizzanti alla causa, non hanno cercato di ottenere l’autorizzazione neanche “per mostra”.

 

Le condizioni di Naval’nyj

Secondo un messaggio pubblicato sul sito web del Servizio Penitenziario Federale della regione di Vladimir, «la commissione dei medici del dipartimento sanitario n.33 del Servizio Penitenziario Federale della Russia ha deciso di trasferire Aleksej Naval’nyj nel reparto di degenza dell’ospedale regionale per detenuti, situato sul territorio della colonia penale n.2 del Servizio Penitenziario Federale della Russia nella regione di Vladimir, che, tra le altre cose, è specializzata nel monitoraggio dinamico di tali pazienti».

Hanno inoltre specificato che le condizioni di Naval’nyj sono soddisfacenti.

«Il paziente viene visitato giornalmente da un medico generico e ha acconsentito ad iniziare una terapia vitaminica,» ha riferito il dipartimento alla ITAR-TASS.

Com’è noto, Naval’nyj, condannato due volte con la condizionale, era ricercato per ripetute violazioni dei termini della pena risultata dal caso Yves Rocher. È stato arrestato il 17 gennaio all’aeroporto di Šeremét’evo. Il tribunale di Chimki ha condannato Naval’nyj all’arresto con la condizionale, ma il 2 febbraio, il tribunale ha deciso di passare alla detenzione. Al momento Naval’nyj sta scontando la pena nella colonia penale n.2 nella regione di Vladimir.

All’inizio di aprile, Naval’nyj è stato trasferito nell’unità medica della colonia per i sintomi di un’infezione respiratoria acuta rilevati durante una visita medica programmata. Secondo il Servizio Penitenziario Federale della Federazione Russa per la regione di Vladimir, il 9 aprile, in seguito al miglioramento delle sue condizioni di salute, è stato trasferito nuovamente nel distaccamento. Secondo il ministero, gli studi non hanno confermato né la tubercolosi né l’infezione da coronavirus. Il consiglio medico ha valutato il suo stato di salute soddisfacente.

 

La reazione degli Stati Uniti

Intanto domenica, sulla CNN, il consigliere per la sicurezza nazionale del presidente americano Joe Biden, Jack Sullivan, ha detto che se si fosse verificata la morte di Aleksej Naval’nyj, per la Russia ci sarebbero state conseguenze.

«Abbiamo parlato con il governo russo di ciò che sta accadendo con Naval’nyj… Abbiamo detto alla Russia che, se Naval’nyj muore, ci saranno conseguenze,» ha detto Sullivan in un’intervista per la CNN.

La dichiarazione di Sullivan è stata ascoltata in Russia.

«Gli Stati Uniti hanno annunciato al mondo intero che Naval’nyj non vivrà a lungo, gli hanno già comprato un biglietto per l’aldilà, solo per rovinare la Russia,» ha detto a RIA Novosti il ​​deputato della Duma di Stato Ruslan Bal’bek. «E ora il famoso blogger capirà cosa vuol dire avere l’amicizia degli americani. Come si suol dire, “amici finché serve”. Sono certo che il consigliere di Biden avrà già inviato a Naval’nyj una lettera di addio, tipo “abbiamo lavorato insieme, ma non è andata bene e vivo non ci servi più, mi spiace, ma è così”».

 

L’allarme del Ministero degli Interni

Nel frattempo, esperti dalle varie fazioni della scena pubblica russa valutano la decisione dei compagni d’armi di Aleksej Naval’nyj nella Fondazione Anti-corruzione (organizzazione che il Ministero della Giustizia ha incluso nella lista degli agenti stranieri) di radunare gente per delle manifestazioni non autorizzate.

E il Ministero degli Affari interni della Federazione Russa ha messo in guardia i cittadini contro la partecipazione ad attività non autorizzate annunciate in alcune regioni per il 21 aprile.

«In una serie di siti Internet, social network e chat, vengono diffusi messaggi su eventi pubblici pianificati non autorizzati dalle entità costituenti della Federazione Russa. Il Ministero degli Affari interni della Russia invita i cittadini ad astenersi dal partecipare ad attività non autorizzate, nonché dallo scendere nelle piazze e nelle strade in cui queste attività dovrebbero avere luogo al momento indicato dagli organizzatori,» ha detto il servizio stampa del ministero.

Nel messaggio, citato da Interfax, si rileva che le unità del Ministero degli Affari interni e altre forze dell’ordine «non consentiranno la destabilizzazione della situazione e prenderanno tutte le misure necessarie per mantenere la legge e l’ordine nelle regioni del Paese».

La polizia ha affermato che «qualsiasi azione aggressiva di coloro che partecipano a eventi pubblici non autorizzati, e ancor di più i tentativi di provocare scontri con le forze dell’ordine, sarà considerata una minaccia per la sicurezza pubblica e immediatamente soppressa». I trasgressori saranno detenuti e ritenuti responsabili ai sensi della legge.

 

Le reazioni delle fazioni opposte

Secondo il giornalista Roman Golovanov, l’organizzazione di nuove attività non autorizzate è stata causata dal fatto che Leonid Volkov ha paura di perdere il suo status di leader. «Lyonya, rimarrai sorpreso, ma neanche le madri dei ribelli, che hanno risparmiato sulla colazione per amore dello zio Lyosha [N.d.T. diminutivo di Aleksej], non ti consideravano un “leader”. Questa non è una manifestazione per Naval’nyj. Questa è una manifestazione per Volkov,» ha osservato.

Anche Aleksei Naryškin, un giornalista della radio Echo Moskvi, è scettico sull’impresa della manifestazione.

«E questi ragazzi coraggiosi non cercano di ottenere l’autorizzazione nemmeno per mostra?» si chiede. «Prima andava così: noi chiedevamo, e o ci veniva impedito oppure ci veniva concesso qualcosa che non ci interessava. Ma noi andavamo comunque avanti. E ora è ancora più semplice: andiamo. La piazza Manežnaja è un luogo tanto ideale quanto lo fu la piazza Lubjanka il 31 gennaio. Non permettevano a nessuno di avvicinarsi. Chiuderanno il centro, fermeranno le macchine, per le strade ci saranno disordini anche lì, ci sarà qualche arresto molto violento. E anche così la gente veniva. Chi ci crede più a queste favole?»

«In tutta la Russia non ci sono fisicamente 500.000 sostenitori di Naval’nyj, anche a metterli tutti nello stesso posto;» esprime così il proprio pensiero l’avvocato Dmitrij Agranovskyj.

«In realtà non ci vuole molto a svelare il mistero,» ritiene il giornalista Dmitrij Smirnov. «Quei 500.000 dichiarati è impossibile trovarli, la fuga di dati ha rivelato un numero di bot esorbitante, e bisogna fare qualcosa, prima che la barca affondi.»

Nikita Lyachovezkyj, del partito Yabloko di Mosca, osserva che «per diversi mesi, il team di Naval’nyj ha tentato di radunare sul proprio sito web 500.000 partecipanti potenziali alle manifestazioni e, dopo aver fallito nell’impresa (si noti che, pur con tutti gli account falsi, mezzo milione si è rivelato una cifra irraggiungibile. Dove sono le 100 milioni di visualizzazioni su YouTube? O lì è più semplice arrivarci?), ha annunciato un nuovo, ingegnoso piano.»

«E cioè, tutto resta com’è sempre stato, e il cinismo colpisce per la sua magnitudo,» sostiene l’esponente di Yabloko. «Finché Volkov e gli altri saranno al sicuro all’estero e le loro famiglie non saranno in pericolo, daranno in pasto ai lupi giovani sostenitori ingenui. […] Gli organizzatori hanno bisogno di un gran casino e di una bella immagine da presentare ai media.»

Il membro della Camera Civile russa Maria Butina, la cui visita alla colonia penale numero 2 è stata accolta in maniera del tutto negativa da parte dei sostenitori di Naval’nyj, ironizza sul fatto che Leonid Volkov sia un leader, ovviamente, «sorprendente». «Si è rifugiato oltre il confine, e da lì ha inviato truppe sotto i manganelli della polizia antisommossa a una manifestazione in suo sostegno, raccogliendo allo stesso tempo tributi in donazioni da assistenti occidentali,» ha detto.

Infine, secondo un ex membro del quartier generale di Aleksej Naval’nyj, Alena Narvskaya, «ci sono persone che vogliono liberare Naval’nyj dalla prigione, ma sono in pochi a capire che si fa prima a finire dietro le sbarre con lui piuttosto che ad aiutarlo».

Scrive su Telegram: «“La battaglia finale tra fare ciò che è giusto e rimanere neutrali”: piuttosto il titolo di un blockbuster pieno di azione, e non qualcosa che accade nella vita reale, da cui il signor Volkov è stato completamente e irrevocabilmente strappato via. I fallimenti di quest’inverno non gli hanno insegnato nulla: stiamo costruendo gli stessi castelli in aria anche nelle condizioni della realtà di aprile – o spariamo le torce in cielo, e poi segniamo i punti sulle mappe su Internet.»

 

Fonte gazeta.ru, 19/04/2021 – di Ivan Akimov, Traduzione di Elena Vaccaro

Elena Vaccaro

Laureata in Mediazione Linguistica. Il russo è stato una forza che ho sentito tirarmi molti anni fa, ma che ho ignorato: pensavo che l’attrattiva sarebbe presto scomparsa. Dopo nove anni, immensi giri, e la certezza che il desiderio di studiare russo mi avrebbe perseguitata per sempre, ho finalmente ceduto e mi sono trasferita in Russia. Ora che l'ho lasciata, la nostalgia si fa sentire. Tradurre per RIT è per me un modo per colmare la distanza che mi separa da questo Paese così affascinante e così mal rappresentato.