7 feste nazionali estive

Celebrare la fine della semina e avere il sostegno degli spiriti durante la mietitura, preparare le erbe salutari e garantire il benessere del proprio bestiame; i nostri antenati conoscevano i riti stagionali per tutte le occasioni. Scopriamo le feste estive più interessanti dei popoli della Russia che si sono tramandate fino ai giorni nostri.

Ivan Kupala
Celebrazione del giorno di Ivan Kupala. Fotografia: Rg.ru

Chiamata Juhannus dai finlandesi, Ligo (o giorno di Jani) da lettoni ed estoni, Jonines dai lituani, Kupal’e dai bielorussi, Ivan Kupala da ucraini e russi, la principale festa estiva di questi popoli ha radici pagane comuni. Nei paesi baltici, così come anticamente, la festa cade il giorno del solstizio d’estate ma spesso non viene celebrata rigorosamente il 22 giugno. Ad esempio, in Lettonia i giorni ufficiali in onore della festa estiva sono il 23 e 24 giugno. Gli ortodossi hanno spostato la festa di Ivan Kupala il 7 luglio, giorno che coincide con la nascita di Giovanni Battista.

La tradizione della celebrazione del giorno di Ivan non è cambiata. Nella notte più breve dell’anno è consuetudine indossare abiti nazionali, preparare piatti tradizionali e organizzare giochi legati al fuoco, all’acqua e alle erbe. Si ritiene che nella notte di festa, prima del tramonto, sia necessario fare il bagno nel fiume o nel lago. Al tramonto si accendono i falò e si salta attraverso il fuoco. Nella notte di Ivan Kupala vengono anche raccolti fiori da cui poi si intrecciano ghirlande che, terminata la festa, vengono essiccate e conservate in casa: si ritiene che abbiano speciali poteri curativi e protettivi. Inoltre, con le ghirlande, viene fatto un gioco: bisogna appoggiare la ghirlanda nel fiume e vedere quanto andrà lontano, se si allontana dalla riva, promette un matrimonio imminente, lunga vita e felicità.

Ysyah
Ysyah a Mosca nel 2017. Fotografia: Kudamoscow.ru

La festa principale per gli jakuti è lo Ysyah che solitamente cade il giorno del solstizio d’estate il 21 giugno. La festa segna l’inizio del nuovo anno nel calendario tradizionale dell’allevamento del bestiame. Gli antenati degli jakuti celebravano gli spiriti ajyy, protettori dell’allevamento del bestiame.

Ysyah prende il nome dalla parola “ys” che significa schizzare, spruzzare. Da qui il rito durante il quale si cosparge il terreno con il latte di giumenta, il kumys. Il kumys viene offerto agli ospiti e si spruzza il fuoco. Secondo la tradizione, lo Ysyah viene organizzato all’interno di un cerchio di giovani betulle, alberi sacri degli jakuti.

Durante la festa si svolgono corse di cavalli, gare di salto e lotta, un rimando agli antichi giochi rituali che simboleggiavano il passaggio dal vecchio al nuovo anno. Il fulcro della festa è la danza osuohaj. Durante questo ballo di gruppo le persone si muovono “dal sole”, cioè in senso orario e ogni partecipante dello Ysyah deve fare almeno un giro di danza.

Sabantuj
Festeggiamento del Sabantuj. Fotografia: Events72.ru

Il Sabantuj veniva celebrato già nell’Alto Medioevo. Il nome di questa festa si è formato dalle parole “saban” – “aratro” e “tuj” – “matrimonio, celebrazione”. Inizialmente il Sabantuj si teneva a metà primavera, quando i popoli turchi celebravano l’inizio del lavoro nei campi, mentre in epoca sovietica iniziarono a celebrare la fine della semina.

Oggi il Sabantuj si svolge in estate ed è celebrato da quasi tutto il Tatarstan e in Baschiria. I festeggiamenti si svolgono anche nelle principali città della Russia e all’estero, nelle zone in cui vivono i tatari. Il principale Sabantuj federale si tiene di solito a Čeboksary all’inizio di luglio.

Le più antiche tradizioni sopravvissute della festa sono: corse di cavalli, gare di corsa e lotta. Nel XIX secolo durante il Sabantuj apparvero anche competizioni divertenti: corsa nei sacchi, arrampicata su un palo liscio, lotta con sacchi di paglia e tiro alla fune.

Semyk
Festeggiamento del Semyk. Fotografia: Dm-iz.com

La festa più importante dei mari (popolo ugro-finnico del Volga) segna l’inizio dell’estate. È legata all’antica festa slava del “Natale verde”, il cui giorno principale era il Semyk che veniva celebrato poco prima della Trinità, il settimo giovedì dopo Pasqua. Per i russi, tuttavia, questa festa è stata soppiantata dalla Trinità ortodossa e i mari cristiani, oggi, la celebrano come una festa indipendente nella Settimana della Trinità, da mercoledì a domenica. Durante questi giorni i mari commemorano i parenti defunti.

Il primo giorno del Semyk è sempre stato considerato particolarmente pericoloso, le persone cercavano di non uscire di casa e di non cacciare fuori dal cortile il bestiame, in modo che le anime dei morti, che si svegliavano dal lungo sonno invernale, non danneggiassero l’economia agricola. Per placare i defunti, ogni famiglia mari teneva un pranzo commemorativo e il cibo per i defunti veniva messo su un piatto a parte. Di notte accendevano i falò, raccoglievano erbe medicinali, i giovani giocavano e si divertivano fino al mattino. Oggi questa festa è più simile ad un festival folcloristico.

Gerber
Festeggiamento del Gerber. Fotografia: Resursnyjcentr-anr.rf

Il Gerber è la festa nazionale degli udmurti (popolo della Repubblica udmurta, situata nella parte centro occidentale della Russia).  Il Gerber è diventato festa nazionale nel 1992, prima di allora veniva celebrato in diversi villaggi e con nomi diversi. Anticamente, il giorno della celebrazione dipendeva dal tempo e dal termine dei lavori nei campi, la semina si concludeva con il Gerber. La falciatura rituale, il lancio delle uova, il pranzo nei campi, la preparazione di una kaša speciale, il rito del “matrimonio del campo” con la partecipazione di una ragazza e un ragazzo che raffiguravano la sposa e lo sposo, venivano fatte per garantire la fertilità del suolo e un buon raccolto.

Il Gerber moderno è piuttosto un’opportunità per immergersi nella cultura udmurta: ascoltare musica popolare, acquistare artigianato locale, provare i perepeči, panini farciti con carne, uova, funghi o ripieni di verdure, che vengono accompagnati con bevande tradizionali, la kumyška (bevanda distillata dal kumys) e il sur (così è chiamata la birra nel circondario dei Komi-Permiacchi).

Hebdenek
Festeggiamento dell’Hebdenek. Fotografia: Etnic.ru

Gli eveny, popolo del nord, anticamente vivevano secondo il calendario lunare. Il conto alla rovescia per il nuovo ciclo di calendario iniziava in estate, il 22 giugno. Il nuovo anno eveno è chiamato Hebdenek, che significa “divertimento” e viene celebrato il giorno del solstizio d’estate. Gli eveny credevano che in quel momento le porte tra i mondi si aprissero e gli spiriti ascoltassero tutto ciò che le persone chiedevano.

Dal 1997 gli eveny hanno iniziato a festeggiare l’Hebdenek a Magadan, vicino alla foce del fiume Dukča. Così come in passato, chi vuole si riunisce alle cinque del mattino per vedere i primi raggi del nuovo sole. Gli anziani praticano la cerimonia di alimentazione del fuoco e ringraziamento della Terra. In diverse aree si organizzano mostre di artigianato delle popolazioni indigene del nord, si prepara l’uha (zuppa di pesce) di Magadan con tè alle erbe della taiga e si partecipa allo hèd, danza di gruppo al suono dei tamburelli. Una delle tradizioni preferite dell’Hebdenek, che si è tramandata fino ad oggi, è quella di esprimere desideri e, per far sì che si avverino, legare un nastro su una particolare corda chiamata “delburge”.

Tun-Pajram
Festeggiamento del Tun-Pajram. Fotografia: Centr-kadiševa.ru

La festa del primo ayran (bevanda a base di yogurt) o Tun-Pajram, è uno dei principali eventi del calendario culturale della Hakassia (Repubblica della Siberia meridionale). I pastori nomadi turchi celebravano il giorno dell’ayran già 2000 anni fa. La festa si svolgeva tra la fine di maggio e l’inizio di giugno quando il bestiame veniva spostato dai pascoli invernali a quelli estivi. Gli animali iniziavano a nutrirsi di erba fresca e producevano molto latte. Per la festa, preparavano l’ayran dal primo latte e, dall’ayran, distillavano la vodka al latte chiamata arak. Le persone offrivano cibo sacro agli spiriti, chiedendo abbondanza. Il guardiano del bestiame era un cavallo appositamente selezionato, l’yzyh, che durante la celebrazione veniva lavato con il latte, profumato con incensi e lasciato libero.

La storia recente del Tun-pajram ha inizio dal 1980. La festa principale si svolge nella radura di Sagaj, vicino al villaggio di Askiz, durante il giorno della Repubblica di Hakassia che si celebra il 3 luglio. Ancora oggi si svolge il rito di offerta agli spiriti, i visitatori competono nelle corse di cavalli, tiro con l’arco, salto e lotta. In una delle competizioni tradizionali è necessario prendere una pietra del peso di circa 80 kg, sedersi, alzarsi completamente e, tenendola dietro le spalle, lanciarla in avanti.

Fonte: Culture.ru – di Ekaterina Gudkova, traduzione di Giada Sanseverino

Giada Sanseverino

Nata a Milano nel 1994. La mia passione per questo paese così affascinante e sconfinato nasce durante gli studi universitari alla facoltà di Lingue e Letterature Straniere e si intensifica grazie a diversi periodi di studio e volontariato in Russia ed Estonia. Traduco per passione, adoro mangiare i bliny, amo il freddo estremo e i lunghi viaggi in treno.