Tour per la vecchia Vladikavkaz

Il primo teatro del Caucaso, un palazzo degli imperatori e una stazione ferroviaria. Quali luoghi risalenti alla fine del XIX – inizio XX secolo sono sopravvissuti fino ai nostri giorni in una delle città più belle della regione.

Gli abitanti di Vladikavkaz hanno goduto della possibilità unica di vedere il proprio passato in forma tridimensionale: la regista Alina Akoeff ha pubblicato un album – il primo in Ossezia del Nord – che include fotografie in 3D di diversi punti della città. Grazie alle ultime innovazioni tecnologiche, le stereoscopie (cioè immagini tridimensionali, molto diffuse tra i fotografi che amano questo periodo) hanno così ricevuto una nuova vita.
Le fotografie possono essere guardate solo con speciali occhiali che vengono inclusi nel kit. L’album di carattere storico “Vladikavkaz nell’oblast’ di Terek. Viste tridimensionali della vecchia città” include 24 fotografie che rappresentano le principali attrazioni di questa città caucasica.

Alina ne ha presentata una parte sul portale “Eto Kavkaz” e noi siamo partiti alla scoperta di luoghi vecchi e nuovi insieme a Feliks Kireev, collaboratore dell’Istituto di Storia e Archeologia dell’Ossezia del Nord e dottore in Storia.
Il nostro tour ha avuto inizio, ovviamente, da prospekt Mira [viale della Pace, N.d.T.].

La via principale della città

– Il viale è stato e rimane il biglietto da visita di Vladikavkaz, a prescindere da come lo si chiami: boulevard Nesterovskij, viale Aleksandrovskij, Proletarskij o viale della Pace. – afferma Feliks con convinzione. – Ha conservato nel tempo la sua unicità e il suo fascino. Non c’erano due case che fossero uguali: alcune si distinguevano per i loro dettagli architettonici unici, altre per le particolari ringhiere dei balconi, altre ancora per bellissime guglie o torrette. Il viale era per i cittadini un luogo in cui passare il tempo libero, non c’erano edifici amministrativi ma solo alberghi, negozi e case. E che case!

Fotografia della vecchia Vladikavkaz.
Fotografia dall’archivio di Alina Akoeff.

 

Proskpet Mira a Vladikavkaz oggi
Foto di Konstantin Farinev.

Molte case, come la tenuta del mercante Bogdan Oganov, colpiscono ancora oggi per la loro bellezza. Durante la costruzione gli interni furono rifiniti con lusso europeo: soffitti affrescati, cornicioni stuccati, un giardino d’inverno, una fontana e una vetrata con vetri colorati. Particolare attenzione fu dedicata alla facciata dell’edificio, che durante il restauro dello scorso anno è stata riportata al colore originario, un “verde di Parigi”. L’edificio si è ben conservato e da più di sessant’anni ospita il Museo Tuganov.

Il teatro: luogo della bohème cittadina

Sul viale si è conservato anche l’edificio del primo teatro del Caucaso settentrionale, in attività ancora oggi. Nell’edificio che è poi stato completato si trova il Teatro Accademico Russo E. Bachtanov. Anche se in realtà il dramma Un ballo in maschera di Lermontov, con cui ebbe inizio la storia teatrale di Vladikavkaz, nel repertorio odierno non c’è.

Il vecchio teatro di Vladikavkaz
Fotografia dall’archivio di Alina Akoeff.

– Il Teatro aprì i battenti il 15 aprile 1871, offrendo agli spettatori scene dai drammi Un ballo in maschera di Lermontov e Lo sposo dall’Ufficio Debiti di Černyšev. Si sono conservate alcune recensioni degli spettacoli pubblicate su giornali, – racconta lo storico, – Ma bisogna riconoscere che questo non era ancora un teatro nel senso contemporaneo del termine, cioè con una direzione, una compagnia fissa e attori professionisti. L’edificio apparteneva all’amministrazione della città, che affittava il palco a diversi artisti e amanti dell’arte.

Le rappresentazioni teatrali divennero famose abbastanza velocemente, ma solo tra l’élite cittadina, dato che i biglietti erano costosi. Un grande successo era riscosso dalle tournée della compagnia del Teatro di Varsavia e da altre compagnie provenienti da Ucraina e Georgia, così come da troupe gitane; arrivavano persino artisti da Tokyo. Il pubblico accorreva anche per performance esclusive di attori professionisti della capitale: Davydov, Varlamov, Orlenev, i fratelli Adel’gejm, Sabina, Lenskij e Sumbatov-Južin.

Il parco cittadino da un amante dei giri in bicicletta

Il parco di Vladikavkaz fu istituito in gran parte per merito di Michail Erofeev, un ufficiale dell’esercito russo in servizio in città. Inizialmente Erofeev organizzò un gruppo per gli amanti della bicicletta, poi per queste passeggiate costruì la “Pista” nella parte bassa dei giardini cittadini, a quel tempo in stato di abbandono. Insieme ad altri appassionati liberò dall’immondizia l’area tra il viale e la Pista. In seguito furono scavati e allestiti dei laghetti, vennero tracciate delle stradine, furono installate delle panchine, portata della terra, piantati degli alberi, cespugli e fiori.

Parco di Vladikavkaz
Fotografia dall’archivio di Alina Akoeff.

– Il nostro parco è uno dei più antichi del Caucaso settentrionale. Ci si stupisce per quanto tutto fu pensato nel dettaglio. Per esempio, tutti i laghetti erano collegati e questo permetteva all’acqua di non ristagnare. Il parco era molto bello e funzionale, nonché celebre per la sua originalità e la sua atmosfera particolare, – fa notare Feliks Kireev.

Il palazzo dell’atamano: gli appartamenti degli imperatori

[Il termine “ataman”, “atamano” in italiano, di origine probabilmente turca, nell’Impero Russo indicava il più alto grado militare delle truppe cosacche, N.d.T.]

Palazzo dell'atamano a Vladikavkaz
Fotografia dall’archivio di Alina Akoeff.

– Il palazzo dell’atamano delle truppe cosacche e governatore dell’oblast’ di Terek [con capoluogo Vladikavkaz, tra il 1860 e il 1920 fu una provincia del Vicereame del Caucaso, nell’Impero Russo, N.d.T.] si è conservato nel suo aspetto originario, – racconta lo storico. – Adesso fa parte del complesso di edifici in cui ha sede l’ospedale militare. L’area è sotto sorveglianza, quindi purtroppo non è possibile visitarla.

Il palazzo è piuttosto semplice e modesto, anche se in realtà gli ambienti al suo interno sono ampi e confortevoli. Ci viveva non solo l’atamano con la sua famiglia, ma venivano anche alloggiati ospiti di alto rango. Furono quattro gli imperatori russi che visitarono Vladikavkaz e tutti, insieme a famiglie e servitù, si fermarono proprio in questi appartamenti.

I giardini al posto della chiesa

La prima chiesa ortodossa di Vladikavkaz, costruita un anno prima della fondazione della città, non si è conservata, e al suo posto oggi troviamo invece i giardini Puškin. Il primo edificio della chiesa fu costruito in turluk – dei pali di legno ricoperti di argilla. Nel 1818 venne eretta, sempre in legno, la chiesa della Trasfigurazione, che in seguito fu ampliata, divenne una cattedrale e nel 1890 venne resa di pietra. La cattedrale era relativamente piccola ma confortevole e si inseriva perfettamente nel complesso degli edifici della città.

Giardini Pushkin a Vladivakkaz: la vecchia chiesa della Trasfigurazione
Fotografia dall’archivio di Alina Akoeff.

– Ecco una storia interessante sui giardini. – dice Feliks. – Davanti alla cattedrale tanto tempo fa c’era un parco, sul cui lato orientale negli anni Trenta è stato costruito un edificio amministrativo. Ora lì si trova la Casa del Governo. Oggi la cattedrale della Trasfigurazione non c’è più e dell’edificio si è conservato solo il cimitero che prima faceva parte del territorio della chiesa.
In occasione del centenario dalla morte di Aleksandr Puškin, le autorità di Mosca chiesero se in città ci fossero dei giardini dedicati allo scrittore. L’amministrazione di Vladikavkaz, senza pensarci due volte, allora spostò il cimitero e al suo posto creò un’area per il relax con al centro il busto del poeta. A Mosca fu comunicato che si trattava proprio di quel “parco Puškin” risalente a prima della rivoluzione.

Il ginnasio maschile

L’edificio del ginnasio maschile è ancora un esempio di elaborata architettura. Innanzitutto per la sua posizione in un punto soleggiato, poi per le sue grandi finestre e l’assenza di alberi nelle vicinanze che avrebbero fatto ombra sulle aule. La scuola, costruita con fondi cittadini, fu resa il più possibile confortevole, – afferma Feliks Kireev.

Ginnasio maschile di Vladivakvaz, oggi.
Foto di Konstantin Farinev.

Alla fine del XIX secolo nella regione si contavano 140 scuole. Il ginnasio maschile di Vladikavkaz era considerato una delle più prestigiose di tutta l’oblast’ di Terek. Inizialmente si trovava in una delle tenute di Vladikavkaz, ma nel 1889 fu spostato in un edificio proprio, nel quale le lezioni continuano ancora adesso dopo 130 anni. Oggi questa è la scuola 5 A.V. Lunačarskij.

La stazione: panorama dei monti

Il primo edificio della stazione di Vladikavkaz fu costruito nel 1875 in mattoni rossi. Rimase in funzione per quasi un secolo ma sfortunatamente non è sopravvissuto fino ai giorni nostri.

– L’edificio in sè non è che fosse qualcosa di sorprendente e memorabile, ma la stazione aveva una grande importanza strategica, perché possiamo dire che congiungesse la parte pianeggiante della regione con quella montuosa, – dice Feliks Kireev.

Secondo lo storico, una caratteristica distintiva della stazione è la meravigliosa vista sui monti. Il punto è stato in scelto non a caso: arrivando qui si aveva immediatamente (e si ha ancora) un sorprendente panorama delle montagne. Nemmeno gli edifici moderni hanno potuto ostruire la vista.

Vecchia stazione
Fotografia dall’archivio di Alina Akoeff.
La stazione oggi
Foto di Konstantin Farinev.

FONTE: Eto Kavkaz, 2 dicembre 2020 – di Irina Sanakoeva, Traduzione di Olga Maerna. 

Olga Maerna

Il fatto che mi sia stato messo un nome slavo senza che nessuno nella mia famiglia lo fosse è stato probabilmente un segno del destino. Mi sono laureata in Lingue e Letterature Straniere studiando tra Milano e Mosca. Ora sogno di riabbracciare presto una betulla siberiana e di aprire un giorno una mia casa editrice. Nel frattempo, recensisco libri e traduco.