Mosca nei videoclip musicali: da Mark Bernes ai Depeche Mode

Mosca è una città stupenda, che attira migliaia di turisti ogni anno. Oltre al suo status di capitale russa, la metropoli ha una storia affascinante, un’architettura unica, un centro e zone residenziali incantevoli e un’energia incredibile. In occasione dell’870° anniversario della città, ricordiamo i videoclip musicali e le canzoni, in cui, in un modo o nell’altro, compaiono i vari luoghi di interesse dell’amata città.

 

Mark Bernes – «Cara mia capitale» («La mia Mosca»)

Dal 1955 la canzone «Cara mia capitale» è l’inno ufficiale di Mosca. Nel 1941 Mark Lisjanskij scrisse la poesia «La mia Mosca», che venne pubblicata sulla rivista letteraria «Novij Mir». L’anno successivo il compositore Isaak Dunaevskij la lesse sulla rivista e decise di farne uno “schizzo” musicale. Non trovando contatti con Lisjanskij, chiese a un amico, il poeta Sergej Agranjan, di completare la poesia con nuovi versi. La canzone divenne calda e sincera e più volte sostenne i moscoviti nei momenti difficili.

Muslim Magomaev – «La migliore città della terra»

Nel 1964 uscì la canzone «La migliore città della terra» (compositore Arno Babadžanjan, autore Leonid Derbenev), che fu chiamata “twist sovietico” su Mosca. Il ritmo energico, le parole poetiche e la meravigliosa voce di Muslim Magomaev non lasciarono nessuno indifferente. Il “twist sovietico” fu censurato per un certo periodo, ma alla fine la canzone arrivò alla radio. Nel video del 1988 il cantante esegue la canzone con l’orchestra sinfonica e vengono mostrati il Cremlino, la Piazza Rossa, la statua di Jurij Dolgorukij, Prospekt Kalinin (ora la Nuova Arbat), il punto di osservazione dell’MGU, l’edificio principale dell’MGU, lo stadio Lužniki, l’hotel “Ucraina” e il Teatro Bolšoj.

Bulat Okudžava – «Ah, Arbat, mio Arbat»

La canzone del celebre cantautore è stata suonata nel film del 1982 «Pokrovskie vorota». Nel film i destini degli inquilini della casa al Pokrovskij vorot sono miracolosamente intrecciati. La loro complessa storia di relazioni si svolge nei diversi luoghi della città: lungo il fiume Jauza, nel giardino dell’Ermitaž, sulla pista di pattinaggio a Patriaršie prudy, al cinema “Kolizej” nel Čistoprudnyj bul’var, nella via Kazakov, a Karetnyj rjad, nel Cvetnoj bul’var, nelle vicinanze del monastero Novodevič’ij e altri.

Bravo – «Beat moscovita»

L’allegra canzone rock’n roll del gruppo Bravo è uscita nel 1993, un periodo difficile per il paese. Il nuovo sistema democratico, la rapida crescita del commercio, la libertà di scelta e di parola erano novità mai viste prima per le persone. Spesso i russi si abbandonavano alla nostalgia, idealizzando il periodo del disgelo e degli anni ’60. Nel video di «Beat moscovita» i protagonisti sono stiljagi che camminano per i posti più conosciuti della capitale: la Piazza Rossa, l’edificio principale dell’MGU, le fermate centrali della metropolitana, l’ingresso della fermata “Arbat”, il ristorante “Praga”, la torre Šuchovskaja e il centro commerciale “Cholding-centr”, popolare in quel periodo.

Moral Code-X – «Io scelgo te»

La canzone dei romantici moscoviti, oltre al gran numero di belle ragazze, mostra moltissimi dei luoghi più popolari della città negli anni ’90. Ecco la Nuova Arbat con il locale “Metelica”, la Casa del governo, l’elitario Kutuzovskij Prospekt, il lungofiume di Taras Ševčenko, la via Tverskaja, la statua di Jurij Dolgorukij nella piazza Tverskaja e la famosa “Piramide” vicino alla fermata della metropolitana “Puškinskaja”.

Igor’ Tal’kov – «Čistye Prudy»

La canzone «Čistye Prudy» (compositore David Tumanov, autore Leonid Fadeev) è stata eseguita per la prima volta da Igor’ Tal’kov nel 1987 al concorso “Canzone dell’anno”. Il video è uscito l’anno successivo e le riprese si sono svolte nella zona dei Čistye Prudy. Il cantante cammina lentamente lungo il Čistoprudnyj bul’var mentre sullo sfondo passa un tram e i passanti si affrettano per andare da qualche parte, non accorgendosi della bellezza dei famosi prudy.

Pet Shop Boys – «Go west»

La canzone del 1993 rappresenta una visione futuristica di Mosca. I membri della band hanno strani vestiti e caschi metallici e camminano nella Piazza Rossa, muovendo le braccia mentre accanto a loro passa una guardia d’onore. Ogni tanto nel video compaiono una falce e un martello al neon di color rosso acceso, e i musicisti dei Pet Shop Boys saltano allegramente su palle di colore acido e salgono una scala. Facendo eco al tema del futuro, in mezzo ai folli personaggi appaiono la statua di Jurij Gagarin nella Leninskij Prospekt e il Monumento ai conquistatori dello spazio a VDNCh.

Dj Smash – «Moscow never sleeps»

Il singolo di debutto del musicista permiano Dj Smash ha letteralmente fatto esplodere le piste da ballo russe nel 2007, rimanendo a lungo in testa alle classifiche musicali. Solo in una metropoli come Mosca tutto è possibile. Una cameriera, un operaio di un autolavaggio e una guardia d’onore lasciano il loro lavoro noioso per andare a una festa nel centro della città. Oltre al trio felice e a un ragazzo con la testa e le zampe da gatto, vediamo le luci vivide della via Tverskaja, la seducente Nuova Arbat, la Casa del governo, i grattacieli staliniani, il Monumento ai conquistatori dello spazio a VDNCh e una certa discoteca alla moda, difficile da identificare.

Last Shadow Puppets – «The age of The Understatement»

I rockers britannici, chiamati i “nuovi Beatles”, hanno visitato Mosca nel 2007. Nel video di «The age of The Understatement» sono raccolti quasi tutti i cliché e gli stereotipi sulla Russia: carri armati in un campo innevato, l’esibizione di un coro militare, l’allenamento di una giovane pattinatrice, il concerto di una band nel vecchio edificio dell’ex Casa della cultura sovietica, la via accanto al casinò “Banzaj” e l’incensiere dorato in mano a un prete ortodosso. Oltre ai cliché nel video vengono anche mostrati l’immenso Park Pobedy e la fermata della metropolitana “Majakovskaja”, tanto amata degli stranieri.

Dj Smash e il gruppo “Vintaž” – «Mosca»

Nella semplice storia dei successi di una ragazza di provincia, si mostra Mosca in tutta la sua bellezza e il suo splendore. «Tutta Mosca brilla, tutta Mosca brucia, tutta Mosca luccica» canta la solista di “Vintaž” e nel video appaiono chiaramente le vie centrali illuminate, la Nuova Arbat, i grattacieli staliniani, il Krymskij val e gli abitanti della città. La ragazza di provincia è ora una famosa modella e sfreccia lungo la Nuova Arbat e via Tverskaja, delle giovani ragazzine guidano macchine e camminano sui tetti, mentre nella “piazza delle tre stazioni” degli spazzini ricevono un biglietto per una vita felice da un poliziotto gentile.

Rammstein – «Taxi dagli occhi verdi»

Il gruppo tedesco ha deliziato i fan russi, presentando la loro visione del successo sovietico interpretato da Michail Bojarskij. La vicenda si svolge nel futuro. Nessuno è sorpreso dalla tecnologia e dal progresso: nella Piazza Rossa c’è una costruzione futuristica e alla fermata “Park Pobedy” gironzola un cane-robot. Uno dei cyborg, dopo aver ricevuto un pacco segreto, cerca di portarlo in un posto sicuro. Le macchine della polizia inseguono un trasgressore. Un’improvvisa inversione porta il robot e la polizia nelle vie strette della città, nella Piazza Novaja, a Lubjanka e sul lungo fiume Sofijskaja.

Depeche Mode – «Where’s the Revolution?»

I Depeche Mode per il loro nuovo album “Spirit” hanno deciso di girare un video a Mosca. L’azione si svolge in un cortile di un palazzo moscovita, dove Dave Gahan, Martin Gore e Andy Fletcher impersonano delle figure di leader politici con una grossa barba, un chiaro riferimento al noto trio di Marx-Engels-Lenin. Il regista Anton Corbijn ha scelto un cortile insignificante, dove rappresentare la scena in bianco e nero della lotta al potere e del popolo. I ballerini che marciano con i chepì, i muri in mattone degli edifici circostanti e l’esibizione della band sul palco rendono la scena ancora più cupa.

 

FONTE: 365mag.ru , 10/09/2017

Traduzione di Marta Oberto: la mia avventura con la lingua russa è iniziata quando ero un’adolescente in cerca di sfide. Questa bellissima sfida mi ha portato a una laurea in Mediazione Linguistica e a un soggiorno nell’immensa Mosca. Adesso continua con il corso di laurea magistrale in Lingue e letterature moderne, ma soprattutto con la traduzione, grazie alla quale posso condividere la mia passione, cercando di far scoprire l’unicità della cultura russa che tanto mi affascina.

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