“Ho riempito di baci l’ufficiale in servizio, ma non c’era nessun altro”

Come il Popolo sovietico apprese che la guerra era finita

Per il 9 maggio, sono stati riletti i diari degli anni di guerra, rivelando in che modo le persone vennero a conoscenza della fine della Grande guerra Patriottica ed i loro pensieri in quell’istante.

1.

Uscimmo il mattino presto, che era ancora buio, per raggiungere la postazione in una nuova zona. Quando arrivammo era già giorno. L’atmosfera era alquanto insolita. Incontrammo Tolimačev per strada, e ci chiese: “Avete sentito che la Germania si è arresa?”

Viktor Stajunin, tenente, 22 anni

2.
Un giorno di attesa. Tutte le stazioni straniere continuano a comunicare in ogni lingua che la Germania si è arresa. Aspettiamo!

Viktor Malygin, colonello, 44 anni

3.

D’un tratto, nel pomeriggio, udimmo che i tedeschi avevano alzato bandiera bianca, che avevano deposto le armi e che si sarebbero diretti verso la nostra trincea. Io ed il mio compagno corremmo in fretta verso la prima linea. Qua, qualcosa di straordinario stava già accadendo: i tedeschi si aggiravano in mezzo ai nostri soldati, ovunque sorrisi, strette di mano e baldoria. I tedeschi non riuscivano a contenere la loro felicità, la guerra era finita ed erano ancora vivi.

Georgij Zekin, Sergente Comunicazioni

4.
Alle 8 di sera le sirene delle navi cominciarono improvvisamente a suonare. Le persone uscirono di corsa in strada, domandando le une per le altre cosa stesse accadendo. Raggiungemmo in fretta il porto, e qua, le navi erano tutte illuminate, fischiavano, lanciavano razzi, e tutti gridavano – pace, pace, mentre alla radio giungeva notizia che i feroci combattimenti erano giunti al termine.

Dar’ja Martynova, casalinga, 53 anni

“Giorno della Vittoria”, Dmitrij Bal’termantz. Fonte: russainphoto.ru

5.
Primo giorno di pace. Un giorno di felicità e di nuove esitazioni. Se prima pensavo: chissà se vivrò? Adesso penso: come vivrò?

David Samojlov, soldato, 24 anni

6.

Il Giorno della Vittoria! L’atmosfera in città è incredibilmente festosa, serena. Persino il conducente del tranvai non accetta i soldi dai militari: “Pago io per voi”.

Vsevolod Visnevskij, scrittore, 44 anni

7.
Oggi si celebra una nuova festa – Il Giorno della Vittoria. Che sollievo, e che pesantezza nel nostro Paese ed in tutto il mondo. Si può bere quanto si vuole, ma per qualche ragione, l’umore rimane a terra. Ieri era meglio.

Prokolij Ansykov, sottoufficale, 24 anni

8
Abbiamo saputo che la guerra è finita. Ascoltata la notizia, i ragazzi si sono alzati. Si sono fatti tutti scontenti e imbronciati. Che preferite, in 590 su un vagone, senza gambe o senza mani? Tutti sono giovani. Vorrebbero solo vivere e divertirsi. Ma poi la guerra finisce, e rimangono invalidi per tutta la vita…

Petr Terent’ev, combatté fino al febbraio del 1945

9
Ieri la Germania si è arresa – nel giorno di S. Giovanna d’Arco. Ora come ora, tutto questo sembra incredibile. È una cosa troppo grande. Assieme al blocco dell’assedio del ‘44, la tregua dei bombardamenti e questa improvvisa quiete dopo tre anni di forti rumori hanno avuto l’effetto più tangibile.

Ljubov’ Saporina, artista, 66 anni

10.

O ora benedetta. Non ci credo – eppure è impossibile non crederci. È finita la guerra. La Germania si è arresa. Alle 23:00 le azioni militari sono cessate. Non c’è parola che possa esprimere questa felicità, ed ho riempito di baci l’ufficiale in servizio, ma non c’era nessun altro. 

Michail Bojborodin, luogotenente, 23 anni

11.
Mercoledì. Ore 7:00. La guerra è finita. Abbasso l’ipocrisia. Sono così felice. Cara guerra, che bello che sei finita.

Nikolaj Ivanov, luogotenente, 32 anni

“Parata della Vittoria nella Piazza Rossa”, Evgenij Chaldej. Fonte: russainphoto.ru

12

Corse verso di noi un ufficiale, tirò fuori dalla tasca un flacone con del delizioso profumo francese e iniziò a versarcelo addosso dalla felicità. Ridevamo, gridavamo, cercavamo di fermarlo, dicevamo che era un peccato per il profumo, e che il nostro odore sarebbe parso lo stesso di chi è appena uscito da una profumeria, ma niente da fare – ci rovesciò addosso l’intero flacone.

Lidija Komarova, attrice

13
Le lacrime scendevano sui nostri visi. Tutti restavano in silenzio, sussurravano qualcosa e si stringevano. Tutti temevano, per qualche ragione, che parlando avrebbero disturbato, nella notte, gli assordanti fuochi d’artificio della vittoria.
Nina Atamanova, infermiera

14
È un’interessante sensazione di certezza, quella di essere vivo e poter vivere fino alla propria naturale dipartita, con la morte che non ti minaccia ad ogni passo.

Oles’ Gončar, tenente, 27 anni

15

È mattina. Il sole splende. C’è silenzio. Abbiamo saputo della fine della guerra. Il 9 è un giorno di festa. Era da così tanto che aspettavamo, che questa notizia non ci ha lasciati né felici, né tristi. Tutto continuerà ad essere così come era.

Pavel El’kinson, sergente, 21 anni

16.

Mi trovavo a Breslavia. Non scorderò mai quel giorno. L’intera città era devastata. Era un giorno di sole… Il nostro convoglio si era fermato nel bel mezzo della città. I guidatori erano andati a mangiare. Io ero molto stanco e decisi di riposare. Ben presto mi addormentai. Mi svegliò il grido di un ragazzino di 15 anni vestito in uniforme: “Compagno tenente, la guerra è finita e voi dormite!”

Pëtr Pustovojt, tenente, 27 anni

17.

Oggi abbiamo camminato tutto il dì. Un’ estemporanea giornata di maggio[1]. Trascorsa nella radura del parco vicino al palazzo. Abbiamo steso i tappeti, le tovaglie, sistemato il vino, gli antipasti, e abbiamo passeggiato. Che strano, senza la guerra. Guardi il cielo e, per abitudine, ti ritrovi a cercare un aeroplano nemico.
Fëdor Smol’nikov, aviatore, 24 anni

18.
Da ieri notte in città c’è uno straordinario fervore per la resa della Germania. Musica, razzi, i cannoni al porto, chiasso e balli per tutta la notte. Oggi, pure. Le strade sono gremite di gente. Molti sono sbronzi. Abbracci e baci. Al conservatorio, hanno portato in strada un pianoforte.

Vladimir Švets, compositore, 29 anni

“Vittoria!”, Mark Red’kin. Fonte: russiainphoto.ru

19.

Festa della vittoria. Rancio di batteria. Un centinaio di grammi. Tutti sono felici: ecco che la guerra è finita! Dalla parte di Berlino, il fuoco è cessato. Tutto il cielo si è ricoperto con il fumo delle granate. Ben presto i frammenti hanno iniziato a cadere a terra. Non avevo nessuna voglia di cercare ovunque riparo, di morire in modo così stupido. In piedi sotto un pino? Un po’ imbarazzante.

Grigorij Elvantzev, soldato, 38 anni

20.
I presenti si riversarono in strada per guardare i fuochi d’artificio. Il cuore era sul punto di balzare fuori dal petto dalla felicità! Abbracci e baci a conoscenti e sconosciuti. È come se fossero tutti una famiglia.

Boris Vjatkin, intrattenitore, 32 anni

 

[1] Rus. Maëvka: le prime giornate di maggio.

 

FONTE: https://www.kommersant.ru , 30/05/21 –

Traduzione di Lucrezia Antea Musu

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