Fotografie naturalistiche con animali che sembrano illustrazioni fiabesche

La talentuosa fotografa moscovita Anastasija Dobrovol’skaja non assomiglia affatto alla tipica rappresentante di questa professione. I suoi scatti originali ricordano illustrazioni fiabesche, ma sono del tutto reali. Sono unici grazie a stupende modelle con bellissimi animali su sfondi che catturano l’essenza del paesaggio, incantano lo spettatore e attirano l’attenzione. Volpi, gufi, serpenti, orsi, cavalli, renne, lama: ecco tutto quello che ci si può immaginare di trovare nel portfolio di Anastasija.

Una foto che diventa destino

Anastasija ha iniziato a fotografare nell’estate di 3 anni fa; i suoi scatti fortuiti della natura risultarono talmente belli, da condizionare il suo destino. Tuttavia ci sono stati anche momenti meno fortunati, progetti rifiutati e nuove ricerche artistiche.

Un giorno una signora chiese alla Dobrovols’kaja delle foto con un maialino e un gallo. Prima di allora la fotografa non aveva mai fatto foto a persone con animali, ma nonostante non avesse esperienza in materia, decise di accettare. Per Anastasija si trattava di una sorta di sfida.

Il risultato superò le più alte aspettative! Appena una settimana dopo aveva già fotografato un gufo, una volpe e poi un cavallo; le fotografie erano diventate virali su internet. La Dobrovol’skaja decise quindi di mollare il suo lavoro per dedicarsi interamente a scattare foto pubblicitarie. 

Come le favole diventano realtà

Anastasija fa veramente fotografie fiabesche. È in grado di cogliere quel profondo e magico legame tra gli animali e gli uomini che rivela quanto siano simili fra loro. Nei suoi scatti è racchiusa una particolare magia della natura. 

“Attraverso il mio lavoro voglio mostrare quanto sono belli gli animali e quanto sono simili a noi. Mi sforzo di trovare gli elementi in comune che uniscono i nostri due mondi. Il mio obiettivo è quello di spingere l’uomo a rivolgersi alla natura e agli animali in un modo di gran lunga più rispettoso. Dobbiamo minimalizzare il più possibile quel danno che siamo già stati in grado di arrecare all’ambiente che ci circonda. I miei shooting sottolineano quanto sia unica la bellezza naturale dell’uomo, anche quando tale bellezza non è incarnata da stereotipi esistenti”, dice Anastasija.

Animali e persone forniscono continua ispirazione alla fotografa. Anastasija considera la sua missione quella di mostrare tutta la profondità del singolo uomo e di ogni animale, mettendo in risalto la loro bellezza interiore ed esteriore e l’individualità; per ottenerlo la fotografa si serve del confronto, scegliendo animali e uomini che si assomigliano per determinati aspetti. Alla Dobrovol’skaja piace scattare, ad esempio, persone albine con animali bianchi, persone rosse insieme ad animali che hanno il pelo rosso e così via. 

La bellezza nell’individualità

Con le sue fantastiche immagini dall’estetica molto curata, la fotografa si impegna per attirare l’attenzione delle persone verso quello che le accomuna con gli animali. Se gli uomini e gli animali sono così simili, significa che gli uni e gli altri fanno parte della natura e non possono essere valutati o caratterizzati come meno attraenti a causa delle loro uniche caratteristiche. 

“Non vi verrebbe mai in mente, ad esempio, che una volpe è brutta per via delle sue macchie sul muso. Allora perché una ragazza con la vitiligine dovrebbe essere considerata brutta?”, sostiene Anastasija. […]

Come si svolgono gli shooting

Ogni campagna fotografica di Anastasija è composta da tre tappe: pianificazione (che può durare da 20 minuti fino ad alcuni mesi), shooting e editing delle migliori fotografie. 

All’inizio bisogna sviluppare un’idea, poi scegliere la modella, i vestiti, il luogo dove scattare, concordare tutto con chi possiede gli animali, con il designer e il truccatore. Capita che tra le idee degli scatti e la loro realizzazione trascorrono letteralmente 5-10 minuti. Di solito lo shooting non supera i 20-30 minuti. Ci sono anche casi eccezionali in cui si arriva a qualche ora. Spesso è perfino il viaggio verso la location a durare molto di più degli scatti stessi. Molti non ci credono, ma gli shooting più famosi di Anastasija Dobrovol’skaja non sono durati più di un quarto d’ora. Di fatto, quello che si deve fare è posizionare le modelle e gli animali e scegliere la prospettiva giusta. Gli unici problemi che si possono presentare sono quelli legati alle condizioni meteorologiche. Per le fotografie quello che conta più di tutto in assoluto è la corretta illuminazione. A volte invece si deve aspettare che gli animali assumano la posa corretta.

La tappa conclusiva è l’editing, che consente di portare la foto al risultato desiderato. Normalmente il lavoro su una sola foto può richiedere dai 20 minuti fino a qualche ora. 

La parte più difficile e quella più interessante del lavoro con gli animali

Gli animali riempiono la vostra vita in modo caloroso, dolce e molto concreto. Tutte le loro azioni e le loro emozioni sono sincere. Anastasija confessa che prima di iniziare la sua carriera, non si rendeva conto che può esserci un rapporto così stretto tra uomini e animali; tutto ciò, a oggi, non smette di sorprenderla. 

La Dobrovol’skaja ritiene che gli animali “selvatici” (orsi, lupi, renne, volpi, tigri e simili) siano capaci di provare un attaccamento incredibilmente forte e anche fiducia verso gli uomini. Diversi accusano Anastasija di sfruttare gli animali, in quanto essi soffrono durante gli scatti. Le persone nemmeno si rendono conto di quanto siano lontani dalla verità. Grazie al proprio lavoro la fotografa vive in un mondo speciale dove si verificano fatti assolutamente reali e incredibilmente toccanti. È probabile che se tutti vedessero quello che vede Anastasija nei suoi lavori, il mondo inizierebbe ad essere molto più gentile.

Ovvio, quando gli animali vengono fotografati in ambienti diversi dai loro habitat, la gente si preoccupa della loro salute. La fotografa precisa che durante il suo lavoro nessun animale ha mai sofferto in alcun modo. Agli shooting spesso partecipano animali che sono stati salvati dagli uomini, per cui si fidano di loro e si sentono assolutamente tranquilli a stargli vicino. […]

Tutti gli animali vivono in aree rurali e hanno a disposizione ampi territori e appositi spazi recintati. Pascolano all’aperto regolarmente e vengono nutriti in base alle loro esigenze. Ad esempio, ai lupi danno i topi, alle tigri carne e formaggio, mentre l’orso Stepan va matto per il latte condensato.

Nella maggior parte dei casi gli animali sono stati salvati da pessime condizioni. Volpi, volpi artiche e linci sono state salvate da fabbriche di pellicce, mentre altri erano stati abbandonati dai padroni.

“Non tutti gli animali possono avvicinarsi all’uomo. Se a un animale non è permesso stare a contatto con le persone, ha problemi di salute o qualcosa di simile, non può prendere parte agli scatti per nessun motivo. Ad esempio, Stepan è un orso unico, dal carattere sorprendente, che in 28 anni di vita non ha mai fatto del male ad un umano. Tutti gli animali partecipano alle foto senza ricorrere all’uso di sedativi; tuttavia è necessario che ci siano guinzagli per garantire la sicurezza, in quanto qualsiasi suono forte può provocare stress all’animale.”

Durante gli scatti gli animali mangiano quasi sempre. Il cibo è il metodo principale per far capire loro che fare fotografie non è pericoloso; lo stesso vale per il premio che gli viene dato dopo aver compiuto una determinata azione. Alle linci hanno insegnato così a dare baci alle persone: dopo ogni bacio ricevono un pezzo di pollo.

Gli shooting sono pericolosi per gli animali?

Il processo di socializzazione è estremamente importante per ciascun animale domestico. Quanto meno paura ha dell’uomo l’animale che vive in cattività, tanto meglio vive. […]

Proprio per questo motivo spesso gli shooting fotografici sono utilizzati come strumento di socializzazione. Inoltre, durante gli scatti, l’animale sta semplicemente dove vuole nel bosco e mangia. Il tutto, tra l’altro, per un tempo breve. 

La campagna più memorabile

La campagna più famosa di Anastasija è quella che ritrae tre ragazze che tengono in braccio tre volpi di colore rosso. 

“Inizialmente la visione di questo lavoro non era così “globale”. È stato il periodo della mia crescita artistica, quando mi piaceva soprattutto giocare coi colori. Ecco perché ho deciso di fotografare una ragazza bionda che tiene una volpe nera e una ragazza castana con una volpe bianca. Però così mi sembrava noioso, allora ho deciso di aggiungere anche una modella con i capelli rossi e una volpe rossa. I vestiti hanno colori simili. Non ricordo quanto tempo abbia impiegato la pianificazione, ma alla fine l’idea arrivò mentre ero sulle scale mobili, scendendo verso la metro. Gli scatti stessi sono durati all’incirca 15 minuti”. 

Si è diffuso un pensiero sbagliato, secondo il quale lo scopo della campagna era vietare l’utilizzo delle pellicce. In realtà non è affatto così, anche se di fatto vi è un significato analogo. C’è un fil rouge in tutto il lavoro di Anastasija, dove sono coinvolti animali da pelliccia. In concreto, però, il senso di questa campagna è totalmente diverso. È tutto di gran lunga più complesso e profondo. Queste foto hanno il compito di dimostrare l’impeccabile armonia di ciascun individuo. Il lavoro mostra quanto le persone siano uguali indipendentemente dall’aspetto, dall’ambiente, dai gusti e dalle preferenze.

Ogni ragazza indossa 3 diversi colori: quello dei capelli, del vestito e della volpe. Il colore dei capelli caratterizza l’aspetto. Il colore del vestito rivela il suo animo interiore: il sistema dei valori, le convinzioni, i sentimenti. L’animale nelle sue braccia simboleggia l’ambiente che circonda: i parenti, gli amici, la famiglia. Tutti questi diversi colori addosso ad un’unica persona stanno ad indicare che la personalità di ognuno riunisce in sé aspetti assolutamente diversi, a volte diametralmente opposti. […]

Il successo sui social network

Adesso la fotografa ha 179 mila follower su Instagram e la community è diventata per Anastasija una fonte di inesauribile supporto, energia e ispirazione. 

“Mi occupo attivamente di fotografia di ritratto dalla primavera del 2018. Fino alla fine del 2019 non avevo un largo seguito su Instagram, circa 4 mila persone, ma tutto è cambiato letteralmente in un batter d’occhio, quando la foto delle tre volpi è diventata virale. La mattina mi sono svegliata e ho scoperto che un grandissimo numero di persone aveva iniziato a seguirmi su Facebook e Instagram. Dopo 5 mesi avevo circa 130 mila follower, e in un anno questa cifra è arrivata a 200 mila”.
La community sta crescendo vertiginosamente e la Dobrovol’skaja è addirittura spaventata, poiché non è abituata a stare al centro dell’attenzione. Anastasija è molto timida e compare raramente in pubblico.

Persone da tutto il mondo seguono il lavoro di Anastasija Dobrovol’skaja. Ha ammiratori e seguaci in Argentina, Italia, Iraq, Australia, Sud Africa, negli USA e in molti altri paesi. È semplicemente incredibile. Ogni giorno la fotografa riceve tantissimi feedback positivi e sinceri da ogni angolo del mondo.

I fan scrivono che sognano di conoscere Anastasija di persona, di poter prendere parte alle sue foto e la invitano a visitare il loro paese. La fotografa afferma che tutto quello che sta accadendo le sembra proprio un sogno. Basti pensare che negli ultimi due anni lavorava presso un istituto di ricerca e si dedicava alla fotografia sono nei fine settimana.

Anastasija è infinitamente grata a tutti gli ammiratori della sua arte, anche se questo la mette in imbarazzo. Credeva che non avesse in alcun modo meritato tutta questa attenzione. Tutto ciò rappresenta per lei un’inesauribile fonte di ispirazione. Le dà un’incredibile carica di energia, senza la quale non sarebbe possibile vivere e creare. 

 

Fonte: Kulturologija – Traduzione di Giulia Conti

Giulia Conti

Ho iniziato a studiare russo per curiosità e mi sono appassionata sempre di più. Negli anni universitari ho avuto modo di studiare e lavorare in Russia per svariati periodi. Non mi sono fatta mancare i viaggi: Mosca, San Pietroburgo, l'anello d'oro, Ekaterinburg e poi fino a Vladivostok, percorrendo la tratta ferroviaria Transiberiana . Un pezzo del mio cuore è rimasto a Mosca. Laureata in Mediazione linguistica e culturale e in Lingue moderne per la comunicazione e la cooperazione internazionale.