Recensione di “Su Marte! L’opera narrativa completa di Aleksandr Bogdanov”

Recensione di "Su Marte! L'opera narrativa completa di Aleksandr Bogdanov"

“Su Marte!” è un volume pubblicato nel 2021 dai tipi di Alcatraz, tradotto dal Kollektiv Ulyanov e con prefazione firmata Wu Ming. Il libro raccoglie finalmente l’intera produzione narrativa di uno dei multiformi ingegni russi: Aleksandr Malinovskij, meglio noto come Bogdanov.

Recensione a cura di Monica Puglia

 

 Medico, politico, filosofo, ideologo, letterato, esperto di scienze naturali e molto altro ancora, Aleksandr Bogdanov ebbe un enorme peso politico all’interno della fazione bolscevica del POSDR (Partito Operaio Socialdemocratico Russo) di inizio Novecento. Prima amico e alleato di Lenin, ne divenne poi il principale avversario ideologico interno al partito, da cui verrà espulso insieme ai suoi fedelissimi nel 1909, in seguito al dibattito sulla filosofia della scienza suscitato dalla pubblicazione del suo Empiriomonismo, tra 1904 e il 1906, e dalla conseguente risposta di Lenin articolata in Materialismo ed Empiriocriticismo. La sfida tra i due è condensata nella celebre foto che li ritrae a Capri, nella casa di Gor’kij, mentre si sfidano a scacchi.

Lenin e Bogdanov
Capri: Lenin (sx) e Bogdanov (dx) giocano una partita di scacchi. Tra il "pubblico", Maksim Gor'kij. (1908)

Ispiratore e sostenitore del Proletkul’t, già presente in nuce nelle scuole operaie di Capri prima e di Bologna poi, teorico della scienza generale dell’organizzazione o Tectologia, Bogdanov sarà anche il principale scrittore di fantascienza russo prima della rivoluzione. “Su Marte!” ne raccoglie la produzione fantascientifica e narrativa completa: la dilogia marziana, che comprende il romanzo Stella Rossa, l’opera più nota di Bogdanov, e il suo prequel L’ingegner Menni, poi il racconto inedito in Italia La festa dell’immortalità e il poemetto Un marziano abbandonato sulla terra.

Nel romanzo utopico fantascientifico Stella Rossa, pubblicato nel 1908, l’autore adopera l’espediente narrativo per affrontare i temi filosofico-sociali a lui più cari: attraverso la vicenda di Leonid, matematico e rivoluzionario marxista, anche il lettore esplora Marte alla scoperta della civiltà ultra-avanzata che lo abita, giunta alla fase del socialismo realizzato.

Nelle intenzioni di Bogdanov, la realtà marziana rappresenta, pur con le sue peculiarità, un’anteprima della futura realtà terrestre, così come dovrebbe svilupparsi nel suo procedere storico, ed è allo stesso tempo il manifesto della società ideale che egli ha in mente, la cui descrizione passa per alcuni temi chiave come la famiglia, l’educazione, la vecchiaia, la morte.

Leonid arriva su Marte grazie alla mediazione di Menni, illustre marziano in missione in incognito sulla Terra con il compito di scegliere un terrestre da portare sul pianeta rosso e renderlo un tramite tra le due civiltà. Durante il suo soggiorno su Marte il protagonista si immergerà completamente nella sua nuova vita, convincendosi dell’efficacia e della superiorità del socialismo marziano, altamente organizzato e strutturato, rispetto al caotico e vorace capitalismo terrestre.

Il corso della storia su Marte era stato meno violento e più semplice rispetto alla Terra. C’erano state, di certo, guerre tra le tribù e i popoli così come lo scontro tra le classi; eppure, le guerre avevano svolto un ruolo meno significativo ed erano terminate molto presto, mentre la lotta di classe si era espressa in toni meno bruti. […] I marziani non conoscevano la schiavitù; il loro feudalesimo era assai meno militare, mentre il loro capitalismo si era liberato presto dalla frammentazione nazionale e non aveva dato origine a nulla di simile ai nostri eserciti moderni.

Si integrerà a tal punto da trovare nella marziana Netti perfino l’amore.

Bogdanov Marte
"Su Marte! L'opera narrativa completa di Aleksandr Bogdanov", traduzione di Kollektiv Ulyanov. Alcatraz, 2021

Il romanzo è traboccante di idee non solo sul versante sociale, ma vive anche dell’immaginazione dell’autore, che cerca di restare aggrappata alla verosimiglianza scientifica, come nella migliore fantascienza, per quanto alcune soluzioni dalla nostra prospettiva possano sembrare ingenue. Ne sono un esempio l’eternonave, il mezzo di trasporto alimentato dall’energia di sostanze radioattive con cui i marziani riescono a spostarsi da un pianeta all’altro fluttuando nell’etere, e la materia minus, di tipo negativo, capace di controbilanciare il peso delle macchine volanti fino a renderle in grado di vincere la gravità e quindi di viaggiare nello spazio.

Nel corso del romanzo Leonid capirà però che i marziani dagli enormi occhi sono in realtà alle prese con un dibattito di enorme importanza per il futuro della Terra e delle sue risorse, ritenute indispensabili dagli abitanti del pianeta rosso per mantenere costante la crescita e lo sviluppo della loro società socialista. La Terra deve essere conquistata, ma cosa ne sarà dei suoi abitanti?

Ne L’ingegner Menni (1912), invece, Bogdanov fa un passo indietro e narra le vicende dell’ingegnere marziano Menni, antenato del Menni di Stella rossa, vissuto ai tempi della progettazione e della creazione dei Grandi Canali, risalenti a circa 250 anni prima della storia di Leonid. Ed è lo stesso Leonid a presentare il romanzo come la traduzione di un’importante opera marziana, fondamentale da un punto di vista storico perché racconta la vita del visionario e integerrimo ideatore del progetto che avrebbe stravolto il volto del pianeta rosso, conquistando territori favorevoli alle attività marziane dalle aree più ostili del pianeta.

Attraverso il racconto dei lavori che modelleranno la superficie di Marte, Bogdanov narra anche il mutare dei rapporti di potere all’interno della società, tra tradimenti e lotte per la supremazia, fino all’avvento di quel socialismo che Leonid vedrà poi realizzato. La saga della famiglia di Menni diventa nelle mani dell’autore uno strumento per diffondere a un pubblico più ampio le sue idee filosofiche e politiche, intuendo le potenzialità della fantascienza come strumento per impattare e forgiare l’immaginazione dei lettori.

Aleksandr Bogdanov
L'autore

Con La Festa dell’Immortalità, racconto pubblicato nel 1914, Bogdanov torna sulla Terra e prefigura, attingendo sempre al suo arsenale di strumenti narrativi di impronta fantascientifico-filosofica, una delle possibili problematiche future che potrebbero attanagliare il nostro pianeta una volta che il comunismo si fosse realizzato e il progresso tecnologico avesse raggiunto il suo apice: che valore avrebbe una vita vissuta senza il peso della morte e perdendo il senso di finitezza proprio dell’uomo? L’immortalità, una volta conseguita attraverso un’iniezione di “immunità”, diventerà per il protagonista Fride una condanna che niente ha da invidiare a ciò che per noi rappresenta la fine:

Quale grande tragedia dell’esistenza umana è ricevere il potere divino e trasformarsi in un automa che va a ripetersi con la precisione del meccanismo di un orologio! Sapere in anticipo quello che fa il marziano Levionah e quello che dirà la donna amata! Un corpo vivo per l’eternità e un’anima morta per l’eternità, gelida e indifferente come un sole spento!

Ultimo dono di questa raccolta è il poemetto Un marziano abbandonato sulla terra, storia in versi dell’unico sopravvissuto marziano a una missione interplanetaria sul nostro pianeta, consolato dall’impossibilità di rientrare in patria solo dall’idea che la popolazione terrestre sia destinata a ripercorrere le tappe di quella marziana, fino a un futuro ricongiungimento delle due stirpi.

A metà tra il racconto filosofico e il programma politico, agli albori del genere fantascientifico in Russia, queste vicende tese tra il nostro pianeta e Marte, tra passato e futuro, riunite in un unico volume, contribuiscono a rendere merito alla creatività letteraria di Bogdanov, che unita alla capacità analitica del suo pensiero, alla sua potenza visionaria, alla sua volontà di plasmare una nuova realtà, fa emergere la poliedricità di una delle menti più straordinarie e meno celebrate del Novecento.

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