Dmitrij Muratov, il Nobel per la pace e l’accoglienza in Russia

Dmitrij Muratov, il Nobel per la pace e l'accoglienza in Russia

Il caporedattore della “Novaja Gazeta”, Dmitrij Muratov, è il primo russo a vincere il Nobel per la pace. I sostenitori di Naval’nyj avrebbero voluto che il premio fosse assegnato a quest’ultimo; Muratov replica che sarebbe disposto a donarlo.

Il caporedattore della “Novaja Gazeta” Dmitrij Muratov ha ricevuto il Nobel per la pace. Muratov ha diviso il premio con la giornalista filippina Maria Ressa, che gestisce il sito web Rappler, specializzato in giornalismo d’inchiesta. In particolare, Rappler ha trattato a lungo la campagna sulla lotta alle droghe annunciata dal presidente filippino Rodrigo Duterte, che secondo il comitato per il Nobel «ha assunto l’aspetto di una vera e propria guerra contro il suo popolo».

Il comitato per il Nobel ha conferito l’onorificenza a Muratov e Ressa per la loro «coraggiosa battaglia per la libertà di parola». Rappler ha denunciato la corruzione, la violenza e il «crescente autoritarismo» nelle Filippine, mentre “Novaja Gazeta” è, a detta del comitato, «il quotidiano più indipendente della Russia contemporanea, fondamentalmente in dissenso con il potere». Ressa e Muratov sono stati laureati al premio per la pace in rappresentanza di tutto il giornalismo in difesa della libertà di parola nel mondo contemporaneo.

Ressa, Muratov
Dmitrij Muratov e Maria Ressa [Fonte: Adnkronos]

Muratov considera il premio essere «del giornale e in primo luogo di tutti i suoi collaboratori deceduti1». Il caporedattore intende devolvere una parte del denaro alla cura dei bambini affetti da atrofia muscolare spinale e per la causa giornalistica, inclusi tutti quei professionisti dichiarati “agenti stranieri2. «Questo premio è di tutto il giornalismo russo che oggi cercano di reprimere», ha dichiarato Muratov. Stando alle sue parole, la decisione definitiva sulla destinazione di questa porzione di denaro sarà presa insieme alla redazione di “Novaja Gazeta”.

Vladimir Varfolomeev, vice caporedattore dell’“Echo Moskvy” (“Eco di Mosca”), teme che il premio in denaro rilasciato dal comitato possa venir strumentalizzato come ragione formale per dichiarare “Novaja Gazeta” un agente straniero, mentre la caporedattrice di “The New Times”, Evgenija Al’bac, considera al contrario un Nobel come una protezione contro possibili ripercussioni. «Spero che il nuovo status di Muratov protegga la “Novaja Gazeta” da quello di agente straniero e che possa diventare in qualche modo una protezione per tutti i giornalisti russi che sono stati dichiarati in massa agenti stranieri e membri di organizzazioni non gradite», ha detto Al’bac. In Giugno, era stata richiesta una verifica sulla conformità di “Novaja Gazeta” alla legge in questione da Aleksandr Ionov3, la cui denuncia aveva già portato “Meduza” ad essere iscritta nel registro degli agenti stranieri.

Aleksandr Ionov
Aleksandr Ionov [Fonte: Meduza]

Il Cremlino si è congratulato con Muratov per il Nobel. «Lavora consistentemente in base ai suoi ideali, ai quali è devoto. Ha talento, è coraggioso, e certamente questo è un riconoscimento prestigioso», ha dichiarato il portavoce del presidente russo, Dmitrij Peskov; Peskov non è riuscito però a confermare se il presidente Vladimir Putin si congratulerà privatamente con Muratov. Oltre al Cremlino, si sono complimentati con “Novaja Gazeta” e il suo caporedattore anche il primo ministro Michail Mišustin, il segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres, il capo della Camera dei Conti Aleksej Kudrin, il capo della Commissione Elettorale Centrale Ella Pamfilova, il caporedattore dell’“Echo Moskvy” Aleksej Venediktov e altri giornalisti.

Muratov non era tra i grandi nomi candidati al Nobel, ma c’erano invece Svetlana Tichanovskaja e Aleksej Naval’nyj. Tichanovskaja si è già felicitata con il giornalista, mentre alcuni compagni di Naval’nyj – come Ljubov’ Sobol’ e Ruslan Šaveddinov – si sono lamentati che il premio non sia andato al dissidente in prigione. Leonid Volkov, ex-capo dello staff di Naval’nyj, ha voluto commentare così la premiazione di Muratov: «Quale attivista per la libertà umana, io sostengo senz’altro il suo inalienabile diritto a vomitare» [Volkov riprende testualmente nel suo tweet dell’8 Ottobre 2021 queste parole da una lettera di Muratov a Volkov, pubblicata su “Novaja Gazeta” il 6 Ottobre 2021, n.d.t.]. Tra gli altri, anche lo scrittore Boris Akunin e l’economista Konstantin Sonin hanno espresso rammarico per la decisione del comitato. Muratov si sarebbe comunque detto disponibile a donare il premio a Naval’nyj.

Tichanovskaja
La dissidente politica bielorussa Svetlana Tichanovskaja [Fonte: Meduza]

La premiazione di Muratov ha deluso il giornalismo pro-Cremlino. «Il premio Nobel per la pace è una delle assegnazioni più dibattute tra il comitato Nobel. Queste decisioni svalutano il premio stesso, è persino difficile capirne le motivazioni», queste le parole rilasciate a “Radio Sputnik” dal capo dell’agenzia di stampa “Rossija segodnja” (“Russia oggi”), il teleconduttore Dmitrij Kiselev. Il caporedattore di RT, Margarita Simon’jan, si è congratulata con Muratov, non tralasciando di sottolineare che preferisce pensare che il premio gli sia stato assegnato per il suo impegno “attivo e fervente” nei confronti dei bambini malati, piuttosto che per “il suo solito”.

Il canale televisivo “360” ha riportato le parole del produttore esecutivo Pavel Kanygin, secondo il quale “Novaja Gazeta” sarebbe stata candidata al Nobel per la pace per sei anni di fila. Il responsabile delle molteplici candidature resta ufficialmente sconosciuto: il comitato Nobel non rilascia in anticipo alcun nome (ad esempio, sappiamo solo che quest’anno erano state candidate al premio per la pace in 329 tra persone e organizzazioni). Evgenija Al’bac ha affermato che per alcuni anni Muratov e “Novaja Gazeta” sono stati candidati al Nobel dal co-proprietario della pubblicazione, Michail Gorbačëv, vincitore del premio nel 1990. Dopo la nomina di Muratov, Gorbačëv ha indirizzato i suoi complimenti al “bravo ragazzo”.

Muratov è il quinto cittadino della Federazione Russa ad essere insignito del premio Nobel e il primo a ricevere il Nobel per la pace. I due precedenti premi Nobel russi, Andrej Sacharov e Michail Gorbačëv, ricevettero il riconoscimento ancora ai tempi dell’URSS. Il Nobel per la pace è stato istituito nel 1901. Da allora, si sono succeduti 137 laureati, dei quali 26 erano organizzazioni (come il World Food Programme, premiato lo scorso anno per gli sforzi impiegati nella battaglia alla fame nel mondo). Prima di Muratov e Ressa, il Nobel per la pace è stato raramente assegnato a personaggi legati al giornalismo. Tra questi, il pacifista austriaco Alfred Fried (1911), l’antifascista tedesco Karl von Ossietzky (1935) e l’attivista per i diritti yemenita Tawakkul Karman (2011).

 

Fonte: Meduza.io – Traduzione a cura di Giulia Cori

1 Dal 2000 al 2009 sono morti assassinati sette collaboratori di “Novaja Gazeta”: Igor’ Domnikov (2000),  Viktor Popkov (2001), Jurij Ščekočichin (2003), Anna Politkovskaja (2006), Anastasija Baburova e Stanislav Markelov (2009), Natalija Estemirova (2009).

2 Nella Federazione Russa vige la legge sugli agenti stranieri, che limita alcune libertà di istituzioni, enti, associazioni o anche singoli, ritenuti coinvolti in attività filo-straniere o, se vogliamo, in disaccordo con quelle governative russe.

3 Aleksandr Ionov è il fondatore del “Movimento antiglobalista russo” (ADR – Антиглобалистское движение России), sostenitore di “Antimaidan”, i cui movimenti il giornale “Meduza” aveva più volte preso in esame prima della schedatura come agente straniero.

Giulia Cori

Nella mia migliore tradizione, ci è voluta una laurea in letteratura inglese per farmi apprezzare quella russa. Considero la letteratura russa e il suo modo di vedere il mondo semplicemente incantevoli.