Città estere con popolazione russa

Ecco quali sono le città estere in cui gran parte della popolazione è russofona
Tiraspol’ e altre città russe

La diaspora dei russi è avvenuta in molte città di tutto il mondo. A volte, gli ex connazionali vivono lontani l’uno dall’altro, altre volte preferiscono sistemarsi in un unico quartiere: da qui, la nascita della rinomata Brighton Beach. Ma all’estero, ci sono molte altre città nelle cui vie si può sentir parlare soprattutto russo.

Narva e Sillamjae, Estonia

Nel nord-est dell’Estonia si trova la città più “russa” di tutta la nazione. Qui le scritte estoni sulle insegne dei negozi sono in alfabeto latino, ma puoi trascorrere una vita intera a Narva anche senza imparare la lingua estone.

Narva. Edifici moderni.

Prima della guerra, Narva non somigliava affatto alle altre città estoni: era un posticino tranquillo con un municipio e viuzze strette… E con una popolazione prevalentemente estone. La guerra aveva distrutto Narva quasi completamente. Il centro storico non è stato ricostruito: Narva è adesso dominata da edifici dell’epoca di Stalin e Kruscev. Adesso la città è abitata dai discendenti di coloro che hanno ricostruito la città, chi vi si è trasferito per lavorare nella manifattura di Kreenholm e altre attività d’impresa, i loro figli e nipoti.  Non molto lontano da Narva si trova Sillamäe, una cittadina con l’85% di popolazione russa.

La fortezza di Narva.

La manifattura è definitivamente sparita negli anni 2000, e poco prima sono andati in fallimento anche gli impianti di allevamento del nord-est. Migliaia di persone hanno perso il lavoro. Oggigiorno, Narva gode della sua posizione di frontiera: i russi vi si recano per fare spese e vanno in villeggiatura nella località balneare di Narva-Jõesuu.
È stato inaugurato da poco un nuovo istituto scolastico a Narva, affiliato all’Università di Tartu: qui sia i russofoni che gli abitanti locali della città sono soddisfatti del livello d’istruzione erogato. Il governo estone, inoltre, desidera inserire nell’Accademia di Narva un proprio Corpo di guardia e sicurezza, ovvero formarvi i futuri poliziotti, guardie di confine e soccorritori.

Grazie ai fondi per la ricostruzione, negli ultimi anni Narva è tornata a splendere. È stata costruita la “Promenad”: un ampio lungofiume, sono state abbellite le strade del centro ed è stato restaurato il castello di Narva. La cittadina russa Ivangorod, che si trova sulla sponda opposta del fiume di Narva, ne è di gran lunga inferiore per bellezza.

Daugavpils, Lettonia

È la seconda città della Lettonia per popolazione, con circa 90mila residenti. Più della metà sono russi! Sono prevalentemente immigrati da altre regioni dell’Unione Sovietica. Daugavpils è stata distrutta per 2/3 dalla guerra, durante gli anni della II Guerra Mondiale sono morte circa 165mila persone: nei pressi di questa località erano stati anche collocati alcuni dei lager nazisti.

Daugavpils, vista dall’alto.

Al tempo dell’URSS furono costruiti impianti e nuovi quartieri residenziali. Furono così costruiti il campo d’aviazione e l’accademia militare che hanno trasformato Daugavpils in una località strategica. La popolazione è cresciuta rapidamente: nel 1959 ammontava a 66mila, mentre nel 1992 già a 120mila.

Ma gli anni novanta sono stati fatali per Daugavpils. Così come nel nord-est dell’Estonia, gli operai si sono rivelati non più necessari e cosi anche le stesse imprese. È cosi iniziato il riflusso di massa degli abitanti in altre regioni e all’estero. L’ingresso della Lettonia in Unione Europea ha, inoltre, inasprito questo processo. Ecco perché non è facile dire quante persone, di fatto, vivano adesso a Daugavpils: molti ne sono residenti solo sulla carta.

Su una delle stradine di Daugavpils

Oggigiorno ci sono pochi giovani a Daugavpils, molti sono disoccupati e c’è scarsità di personale medico. Così, ecco alcuni tra gli appartamenti più economici della Lettonia: 1 metro quadro costa massimo 350 euro.

Öskemen, Kazakistan

Il Kazakistan detiene il primato numerico di città “russe”. Oltre a Öskemen, fanno parte della lista anche Petropavl, Temirtau, Rudny e non solo.

Öskemen, Kazakistan

In questa città ci hanno abitato molti russi fin dalla sua fondazione: kazaki siberiani, vecchi coloni, esiliati, cristiani. Durante la guerra, in città sono state evacuate imprese da diverse regioni dell’Unione Sovietica. Oggi i russi compongono circa il 67% degli oltre trecentomila abitanti di questa città.

Moschea di Öskemen

Dopo la guerra si è iniziato a sviluppare il suo centro di produzione: la città è diventata il centro della metallurgia non ferrosa del Kazakistan. Non ha avuto ripercussioni positive sull’ecologia di Öskemen: le ha persino fatto aggiudicare un posto nel Guinness dei Primati, in quanto città più tossica del mondo.

Ma hanno tutti continuato a vivere qui. Öskemen è rinomata per la sua squadra di hockey e il suo palasport: la nazionale di hockey del Kazakistan è composta quasi interamente da giocatori di Öskemen.

Tiraspol’ – la capitale della Repubblica non riconosciuta

La storia di Tiraspol’ assomiglia a quelle delle altre “città dei russi”:  la popolazione, fortemente toccata dalla guerra, ha iniziato a crescere velocemente in epoca sovietica dopo la comparsa di fabbriche e infrastrutture. Ma con la caduta del governo è terminata anche la vita ordinata di migliaia di persone, che sono finite a lavorare nelle imprese o a costruire nuove case e attrezzature industriali.

Edifici moderni di Tiraspol’

La condizione di Tiraspol’ si è complicata fino a che nel 1990 è diventata capitale della Repubblica Moldava di Pridniestrov. Il conflitto bellico e l’assenza di un riconoscimento internazionale si è ripercosso negativamente sulla condizione economica della città.

Monastero di Chițcani: una delle attrazioni turistiche di Tiraspol’

Oggigiorno (e nella città di Tighina) vivono prevalentemente russi e ucraini. Negli ultimi anni, è avvenuta una ricostruzione massiccia di molti edifici, sono state implementate nuove infrastrutture, sebbene siamo ancora lontani dal ritorno alla vecchia prosperità di questa città.

Lappeenranta: la città amata dai russi

Città finlandese, molto amata dai russi

Il nome di questa città, a quanto sembra, non ha mai avuto niente a che fare con la Finlandia. In questa città di frontiera, la maršrutka in partenza da San Pietroburgo ci passa forse anche più spesso di molte altre città della regione di Leningrado.

La popolazione russa di Lappeenranta ammonta a quasi un sesto di tutta la Finlandia: nella capitale vivono 15mila russi, mentre a Lappeenranta circa 2,5mila. Corrisponde a una piccola percentuale della sua totalità di 72mila abitanti. Ma in questa città, si sente parlare russo anche fin troppo. In alcuni negozi, i prezzi sono riportati in russo. Sono stati aperti anche negozi speciali per i cittadini russofoni, che arrivano qui per fare shopping. Molti di loro si trovano soprattutto poco dopo il confine.

La vista di Lappeenranta.
Lappeenranta: così russa e finlandese allo stesso tempo

Cresce esponenzialmente anche il numero di coloro che comprano casa a Lappeenranta oppure terreni per opere edili. Molti russi possedevano o possiedono qui la propria attività. Pochi anni fa le autorità di 6 città finlandesi, tra cui anche Lappeenranta, proposero di introdurre nelle scuole di questa parte della popolazione lo studio obbligatorio della lingua russa al posto di quella finlandese. Ma l’iniziativa non aveva ottenuto piena approvazione. Forse, in futuro la situazione cambierà.

Sebbene le città “russe” si trovino tutte in Stati appartenenti all’ex Unione Sovietica, in molte metropoli di tutto il mondo le comunità russe arrivano a raggiungere i numeri della popolazione di mezza città. Ad esempio, a New York i russi ed i russofoni sono circa 600mila e altrettanto a Los Angeles e Chicago, che sono circa 300mila.

Fonte Kulturologia, Traduzione di Maria Luisa Balacco

Maria Luisa Balacco

Conosciuta ai più come Vera, crede fermamente nel detto «non sei tu a scegliere il russo, è il russo a scegliere te». Dopo aver studiato a Bari e Bergamo passando per Mosca e Riga, ha scelto di dedicarsi completamente alla traduzione.