Le celebri colonie dei giovani pionieri

Nell’era sovietica un buono viaggio per “Artek” veniva considerato una prestigiosa ricompensa sia per i ragazzi sovietici, sia per quelli provenienti da altri paesi.

 

ARTEK

“Artek” era il più famoso campo pionieristico dell’Unione Sovietica nonché un biglietto da visita per l’organizzazione dei pionieri del paese [1]. Si trovava sulla costa meridionale della Crimea nel villaggio di Gurzuf.

Artek è stata fondata con l’obiettivo di realizzare una colonia estiva e contemporaneamente un sanatorio per i bambini affetti da infezione tubercolare, per iniziativa del presidente della società della Croce Rossa russa Zinovy Petrovič Solov’ëv. Il 5 novembre del 1924, alla festa dei pionieri di Mosca, venne per la prima volta annunciata la creazione della colonia infantile di Artek. Parteciparono attivamente ai preparativi per l’apertura del campo la Società della Croce Rossa russa, l’Unione della Gioventù Comunista Russa (il futuro Komsomol [2]) e l’Ufficio Centrale dei giovani pionieri. Zinovy Petrovič Solov’ëv si occupò personalmente della gestione dei preparativi.

Пионера на море.
Pionieri al mare

Il campo estivo fu inaugurato il 16 giugno del 1925. Al primo turno giunsero 80 pionieri da Mosca, da Ivanovo-Voznesensk e dalla Crimea. I primi ospiti di “Artek” alloggiavano proprio in riva al mare in quattro tende di tela catramata. Il primo anno in quattro turni estivi “Artek” accolse 320 ragazzi. Vennero sistemati in tende alte e luminose, con pavimenti di legno. Sebbene fossero arredate con semplici letti di legno ricoperti di tela, sgabelli di legno e comodini di fattura grezza, veniva mantenuto tutto in grande ordine. La tenda migliore venne riservata all’infermeria che si trovava ad una discreta distanza dal campo. Come sala mensa veniva utilizzato uno spazio sotto un tendone, dove erano stati disposti sei tavoli da pranzo e delle panche. E anche se si trattava di tavoli realizzati grossolanamente con assi di legno, essi venivano ricoperti con candide tovaglie bianche e ogni pioniere disponeva di un tovagliolo ed un anello portatovagliolo. Proprio vicino al mare, dove ora è stata allestita un’area “falò” con l’anfiteatro per gli ospiti, si trovava uno spazio per l’attività sportiva. E sempre qui nei primi anni ad “Artek” venivano accesi i fuochi.

Dopo due anni sul litorale furono costruite delle casette leggere con pannelli di compensato. E negli anni ‘30, grazie alla costruzione nella parte alta del parco di un edificio per i mesi invernali, il campo di “Artek” gradualmente fu in condizione di rimanere attivo tutto l’anno. Nel 1936, ad “Artek” giunse il turno dei pionieri decorati, insigniti dal governo di un’onorificenza, mentre nel 1937 vennero accolti i ragazzi provenienti dalla Spagna, dove era in corso la guerra civile.

Negli anni della Grande Guerra Patriottica [3], gli ospiti di “Artek” furono evacuati a Stalingrado, attraverso Mosca, e successivamente a Belokurikha, situata ai piedi dei monti Altai. In quel luogo, insieme ai ragazzi che si erano trovati in Crimea all’inizio della guerra, trascorsero le vacanze anche gli scolari provenienti dalla Siberia. Immediatamente dopo la liberazione della Crimea nell’aprile del 1944, ebbe inizio la ricostruzione di “Artek”. Nel mese di agosto fu aperto il primo turno del dopoguerra. Un anno dopo l’area territoriale del campo venne ampliata fino a raggiungere le attuali dimensioni.

Dall’inizio degli anni ‘60 nel campo venne eseguita una ristrutturazione seguendo il progetto di A. T. Poljanskij. Nel 1969 ad “Artek” si contavano già 150 edifici, 3 centri medici, una scuola, il cinestudio  “ArtekFilm”, 3 piscine, uno stadio con una capienza di 7.000 posti e parchi giochi per ogni esigenza.

Negli anni ‘30 “Artek” per qualche tempo portò il nome del suo fondatore: Z. P. Solov’ëv. In seguito, nel 1938, il Consiglio dei commissari del popolo dell’URSS [4] ed il Comitato Centrale del Komsomol soddisfecero la richiesta dei pionieri di intitolare il campo a  V. M. Molotov il quale all’interno del governo aveva la supervisione su “Artek” e frequentemente si recava al campo. Nel 1957, alla vigilia del quarantesimo anniversario della Rivoluzione d’Ottobre, ad “Artek” fu attribuito il nome di V. I. Lenin.

Nel periodo sovietico, un buono viaggio per “Artek” veniva considerato un prestigioso premio tanto per i ragazzi sovietici, quanto per quelli provenienti da altri paesi.  All’interno di una scuola i buoni viaggio venivano concessi ai pionieri più meritevoli sulla base di numerosi parametri (partecipazione alle attività della squadra pionieristica, comportamento, rendimento scolastico e così via). Durante il periodo di massimo splendore si arrivava ad un totale annuale di 27.000 buoni viaggio per “Artek”. Nell’arco di tempo compreso tra il 1925 ed il 1969, “Artek” ospitò 300.000 bambini, inclusi gli oltre 13.000 ragazzi provenienti da 17 paesi esteri.

Nel corso degli anni furono ospiti d’onore di “Artek”: Jean-Bedel Bokassa, Leonid Breznev, Jurij Gagarin, Indira Gandhi, Urho Kekkonen, Nikita Chruščëv, Jawaharlal Nehru, Otto Schmidt, Lidija Skoblikova, Palmiro Togliatti, Ho Chi Minh, Benjamin Spock, Michail Tal’, Valentina Tereškova, Lev Jašin. Nel 1983 visitò “Artek” la giovane americana Samantha Smith.

Гагарин с пионерами. 1967 год.
Gagarin con i pionieri

In origine era stata una piccola tendopoli in riva al mare dal semplice nome di “Colonia infantile di Artek”. Artek, che era il nome del comprensorio, finì per diventare il nome proprio della colonia poco dopo, nel 1930, quando nella parte alta del parco venne costruito il primo edificio destinato ad ospitare i ragazzi durante tutto l’anno. Quest’area venne chiamata “Campo Superiore” mentre l’accampamento di tende in riva al mare divenne quello “Inferiore”. Nel 1937 “Suuk Su” diventò il terzo campo di “Artek”, creato prendendo come base di partenza l’omonima casa vacanze annessa ad “Artek”. Nel 1944, dopo la Grande Guerra Patriottica, fu trasferita ad “Artek” anche la casa vacanze “Gioventù del Kolchoz [5]” ed essa dette origine ad un altro campo.

Negli anni ‘50 ufficialmente “Artek” era considerata un insieme di alcuni campi. La sua direzione prese il nome di “Amministrazione dei campi pionieristici di tutta l’Unione” e divenne di uso comune indicare per numero gli stessi campi: “Campo N° 1”, “Campo N° 4”.

Nel 1959 iniziano i lavori per l’attuazione del progetto della cosiddetta “Grande Artek”. Nel 1961 sulla mappa di “Artek” comparve il primo nome del campo noto agli attuali ospiti: “Marino”, che venne costruito nell’area “Inferiore”. Così, rapidamente, l’intera “Artek” assunse nei tratti generali l’aspetto che presenta oggi. Il campo costruito nell’area “Superiore” prese il nome di “Montano”. Nelle intenzioni degli autori del progetto in esso era prevista la presenza di tre squadre di pionieri, ognuna delle quali doveva alloggiare in un grande edificio separato. Nell’area territoriale del centro di “Artek” rimasta vuota venne costruito il nuovo campo “Litorale”. Questo divenne il campo più esteso e riunì al suo interno 4 squadre di pionieri. Il campi “Suuk su” e “ Gioventù del Kolchoz” non subirono modifiche di rilievo nell’aspetto esterno ma furono loro attribuiti dei nuovi nomi, rispettivamente “Azzurro” e “Del Cipresso”. In ognuno di loro, come nel “Marino”, venne ospitata una squadra di pionieri. I lavori principali furono completati entro il 1964. Agli autori del progetto, un gruppo di architetti guidati da Anatolij Poljanskij, nel 1967 fu assegnato il premio di Stato dell’URSS nel campo dell’architettura.

Nel momento della dissoluzione dell’Unione Sovietica, “Artek” era quindi costituita da cinque campi che riunivano dieci squadre: “Marino” (la squadra “Marina”), “Montano” (le squadre “Diamantina”, “Cristallina”, “Ambrata”), “Litorale” (le squadre “Boschiva”, “Lacustre”, “Campestre”, “Fluviale”), “Azzurro” (squadra “Azzurra”) e “Del Cipresso” (squadra “Del Cipresso”).

Negli anni ‘60 era previsto che i lavori per la costruzione di “Artek” proseguissero. Il gruppo di Poljanskij progettava di realizzare i campi “Solare” e “Aereo” ed una serie di strutture aventi finalità culturali ed educative, tuttavia questi piani non erano destinati a vedere la luce.

Il tempo è passato, nel corso dei 90 anni di esistenza della colonia molte cose sono cambiate e, dopo il ritorno della Crimea all’interno della Federazione Russa, è iniziata una fase di rinascita della colonia, che negli anni passati ha persino interrotto la propria attività a causa di problemi di finanziamento. Nell’autunno del 2014 sono iniziati i lavori di miglioramento e di revisione generale degli edifici che nel corso degli anni si erano ridotti in pessime condizioni. E’ stato rinnovato l’arredamento, la sala mensa è stata dotata di nuove attrezzature, i campi sportivi sono stati ricostruiti, le piscine sono state ristrutturate e sono stati installati computer moderni.

 

ORLËNOK[6]

Nel 1954 la Repubblica Socialista Federativa Sovietica Russa cedette alla Repubblica Socialista Sovietica Ucraina la penisola della Crimea e con essa il più grande campo  pionieristico del paese: “Artek”. Era di conseguenza sorta la necessità di costruire nella RSFSR un nuovo campo pionieristico della Repubblica che avesse anche le caratteristiche del luogo di cura. Il 27 marzo del 1959 il Consiglio dei Ministri della RSFSR adottò un provvedimento per l’istituzione nel territorio di Krasnodar di “Orlënok”, un campo pionieristico con tali caratteristiche. Nell’aprile dello stesso anno il comitato regionale del Komsomol di Krasnodar annunciò la sua realizzazione come “costruzione d’urto [7] del Komsomol”.

Пионерский отряд.
Squadra di pionieri

Il 12 luglio 1960, sulle rive del Mar Nero, a 45 km dalla città di Tuapse, venne inaugurato il campo pionieristico panrusso “Orlënok”, che si presentava come una tendopoli. Al primo turno, della durata di 45 giorni, vi furono ospitati 520 ragazzi provenienti da tutta l’Unione Sovietica. Nel campo trascorrevano le vacanze i membri delle organizzazioni scolastiche dei pionieri e del Komsomol, gli studenti particolarmente meritevoli, i vincitori di olimpiadi studentesche, concorsi e gare sportive.

Il territorio di “Orlënok” ha una dimensione di oltre 300 ettari e si estende in forma arcuata lungo le spiagge sabbiose della baia Azzurra, da un ruscello privo di nome a nord fino al promontorio di Guavga, che si erge a 300 metri sul livello del mare, a sud. Ad ovest  “Orlënok” viene bagnato dal Mar Nero, mentre ad est è delimitato da bassi rilievi montuosi ricoperti di boschi. Da est ad ovest “Orlënok” è attraversato da diversi corsi d’acqua senza nome e dal piccolo fiume Plyacho.

Il primo campo ad entrare in funzione ad “Orlënok” fu il “Solare”. Nel 1961 vi giunse la prima delegazione straniera: gli studenti da Cuba. Nello stesso anno nel campo si svolse il primo raduno pansovietico degli studenti attivisti del Komsomol e nel 1963 il primo raduno pansovietico dei giovani comunardi [8]. In quell’occasione venne approvato il distintivo della colonia. Nel 1964 fu aperta la scuola di “Orlënok”. Contestualmente  vennero accolti i primi ragazzi nel campo “Stellare”, un anno dopo nel campo “Fulmineo” e nel 1966 nei campi “Del Komsomol” e “Tempestoso”. Nel 1967 venne inaugurata una scuola per gli educatori dei pionieri. Nel 1972 entrarono in attività il campo “Pattuglia” e successivamente il campo “Olimpico”.

Ad “Orlënok” sono stati organizzati svariati festival, gare, olimpiadi studentesche, incontri e raduni pansovietici e panrussi. All’esposizione internazionale “Expo 67” di Montreal (Canada), il progetto di “Orlënok” ricevette il Gran Premio come “migliore soluzione architettonica e progettuale nella categoria delle colonie per ragazzi di carattere permanente aventi finalità educative e contemporaneamente terapeutiche.”

День рождения лагеря.
Anniversario dell’apertura del campo

Sin dall’inizio, “Orlënok” ha intrattenuto relazioni amichevoli con “Artek” e molti educatori di “Artek” hanno svolto la propria attività lavorativa ad “Orlënok”, trasferendo al campo di recente creazione esperienza e conoscenze, ma due eventi hanno reso “Orlënok” un luogo unico: i raduni dei giovani comunardi. Nell’estate del 1962 la “Komsomol’skaja Pravda[9] ed il Comitato Centrale del Komsomol riunirono per il primo raduno pansovietico dei giovani comunardi 50 studenti delle classi superiori provenienti da diverse città. In questo gruppo vennero invitati come educatori 3 “amici senior” del circolo filatelico per ragazzi ed alcuni giovani filatelisti. L’estate del 1963 ad “Orlënok” si riunirono 500 studenti delle superiori tra i quali 50 comunardi. Questi turni e l’avvicendarsi di molti altri determinarono la nascita del fenomeno di “Orlënok”, soprannominato ufficiosamente “metodo Orlënok”. Creato negli anni ‘60 da un gruppo di pedagogisti insieme ad I.P Ivanov e da lui chiamato “metodo educativo creativo collettivo”, esso rappresentò una estensione dell’esperienza delle comunità dei comunardi nell’URSS e, avendo superato con successo “ i test di resistenza” nel contesto dei collettivi scolastici, venne adattato alle condizioni del campo panrusso.

Dopo la dissoluzione dell’Unione Sovietica, con la disposizione del Governo della Federazione Russa del 29.06.1992 N°1152, da campo pionieristico panrusso “Orlënok” venne trasformato in centro giovanile panrusso.

Attualmente ad “Orlënok” sono attivi 8 campi: quattro sono aperti tutto l’anno, quattro sono estivi. Nell’area territoriale del centro sono presenti anche: un edificio di nove piani per gli educatori, un palazzo della cultura e dello sport dotato di piscina con acqua di mare, lo stadio “Gioventù”, un edificio per accogliere gli ospiti decorato con pannelli colorati, un albergo ed un’area per le auto.

 

OKEAN

La colonia “Okean” si trova sulle rive dell’Oceano Pacifico, a 35 km dalla città di Vladivostok, nella baia di Emar.

Con una disposizione del Comitato Centrale del Komsomol e del  Consiglio dei Ministri dell’URSS del 12 maggio 1972 venne presa la decisione “considerati i risultati del sabato pansovietico comunista [10] del 15 aprile 1972” di costruire il campo pionieristico per i ragazzi degli Urali, della Siberia, dell’estremo oriente e dell’estremo nord.

Пионеры с вожатыми.
Pionieri insieme alle educatrici

Dai fondi raccolti in occasione del sabato comunista per l’attuazione del progetto, vennero stanziati quindici milioni. Un gruppo di architetti di Leningrado guidato da Igor Borisovič Malkov, elaborò il progetto per la realizzazione dell’opera. E così nel gennaio del 1974, nella zona di un parco naturale di Vladivostok, vennero iniziati i lavori per la costruzione del complesso ed il campo venne dichiarato costruzione pansovietica del Komsomol. Giunsero ad eseguire i lavori per il “Paese dell’infanzia” membri del Komsomol provenienti dai Paesi Baltici, dalla Bielorussia,  dal Kazakistan, dall’Ucraina e da altre repubbliche dell’Unione.

Il nome da assegnare al campo venne scelto attraverso un concorso organizzato su iniziativa del giornale “Tichookeanskyj Komsomolez”. Vinse un’alunna dell’ottava classe della scuola N° 37 di Vladivostok Elena Staroverova che propose di chiamare il campo “Okean”.

Nell’estate del 1983, nel mese di giugno, nel “paese dell’infanzia” arrivarono i primi educatori. Si trattava di giovani provenienti da altri campi pansovietici: “Orlënok”, “Artek” e “Molodaya Gvardiya”. Essi aiutarono a completare i lavori per la costruzione dell’anfiteatro: un’arena estiva con tremila posti a sedere, prepararono l’accoglienza dei ragazzi nella struttura, inventarono i nomi dei distaccamenti, composero poesie e canzoni. E il 23 ottobre del 1983 la squadra “Brigantino” spalancò le sue porte accogliendo calorosamente i ragazzi. Poco dopo, il 29 ottobre, venne avviato il primo turno della storia di “Okean”. In presenza di un enorme numero di invitati alla solenne parata dei pionieri, il capocantiere del consorzio edile, che per l’intero periodo si era occupato della costruzione del complesso, consegnò ai ragazzini la simbolica chiave della “Brigantino”.

Quasi un anno dopo, il 17 agosto del 1984, il campo pansovietico “Okean” fu inaugurato ufficialmente. Alla cerimonia solenne venne consegnata ai pionieri la Bandiera Rossa. I festeggiamenti fecero confluire centinaia di ospiti provenienti da tutte le repubbliche dell’Unione Sovietica; ad essi parteciparono i migliori collettivi giovanili di Armenia, Lituania, Uzbekistan, Georgia, i pionieri vietnamiti, compositori e poeti, le delegazioni di “Orlënok” e “Artek”.

Tre edifici della squadra “Vela” (“Fregata”, “Brig” e “Corvetta”) vennero resi operativi nel giugno del 1986, altri due edifici della squadra (“Clipper” e “Caravella” ) entrarono in funzione nel 1987.

Новая смена.
Il nuovo turno

A novembre del 1993, a seguito di un incendio divampato a causa di un atto doloso – era stato appiccato il fuoco ad un mammut impagliato situato sotto il primo edificio della squadra – tutti e 5 gli edifici della squadra “Vela” vennero distrutti dalle fiamme. Gli interventi di ripristino iniziarono nel 1996. L’8 giugno del 2007 venne riaperto il primo dei cinque edifici ricostruiti della squadra “Vela”: il “Brig”. Nel 1994 venne creata la squadra estiva “Balenottero” e nel 2001 la squadra estiva “Tigrotto”.

Attualmente nel centro giovanile panrusso sono attive quattro squadre: “Brigantino”, “Vela”, “Balenottero”, “Tigrotto”. Durante l’anno scolastico è aperta la scuola di istruzione generale.

 

ZUBRËNOK [11]

Nel 1962, il Consiglio dei Ministri della Repubblica Socialista Sovietica Bielorussa adottò una risoluzione “Sulla costruzione del campo pionieristico della Repubblica “Zubrënok””, che doveva essere realizzato tra il 1967 ed il 1978 nel distretto di Mjadzel’, nella regione di Minsk, sulle rive del lago Naroč. Era stato progettato di inaugurare le prime strutture nel 1969 con la concessione al campo dello status di colonia “della Repubblica”.

Il 17 agosto del 1969, le trombe argentate dei pionieri annunciavano l’apertura del campo degli attivisti pionieri e del Komsomol delle scuole bielorusse. Il soggiorno al campo era un grande onore, una ricompensa per l’ottimo profitto nello studio, per aver svolto attività socialmente utili e per essersi guadagnati la grande fiducia della comunità scolastica.

Пионерская линейка.
Parata di pionieri

Nell’agosto del 1969 vennero resi operativi: un’area dormitorio da 160 posti, una sala mensa da 400 posti, un centro medico, una struttura residenziale con 12 appartamenti, una scuola da 360 posti, un auditorium e una palestra.

Nel 1972 venne messo in funzione un secondo edificio: il “Boschivo”. Nel 1979 fu aperto un terzo edificio della squadra “Azzurra”: il “Lacustre”. Il campo fu progressivamente in grado di accogliere fino a 700 persone in estate e 420 ragazzi durante l’anno scolastico.

Nel 1987 fu aperta una scuola da 640 posti con una grande sala cinematografica ed un complesso sportivo. Entrò in funzione la Casa della creatività infantile.

Nel 1993 il Fondo per il sostegno sociale dell’infanzia e dell’adolescenza “Noi per i ragazzi” diviene proprietario del campo.

Современный «Зубрёнок».

 

Il 18 agosto del 2000 passò sotto la gestione del Ministero dell’Istruzione della Repubblica Bielorussa (Risoluzione del Consiglio dei Ministri della Repubblica Bielorussa del 18 agosto 2000 N° 1312).

Attualmente il centro è composto da sette edifici: “Isola Azzurra”, “Casa nel Bosco”, “Approdo Lacustre”, “Arcobaleno”, “Città del Sole”, “Mondo Stellato”, “Radura Verde”. Esso copre un territorio di 75,9 ettari.

 

 

[1] Era un’organizzazione riservata ai bambini di età compresa tra i 9 e i 14 anni, che aveva l’obiettivo di educare i giovani alla causa del Partito Comunista dell’Unione Sovietica.

[2] Abbreviazione per: Unione della Gioventù Comunista Leninista di tutta l’Unione. Era l’organizzazione che riuniva i giovani sovietici e costituiva, secondo il proprio statuto, “supporto attivo e riserva” del Partito Comunista dell’Unione Sovietica. Essa, su mandato del Partito Comunista dell’Unione Sovietica, curava l’attività dell’organizzazione dei pionieri.

[3] Nome sovietico dato al conflitto combattuto contro la Germania nazista durante la  seconda guerra mondiale.

[4] Era l’organo esecutivo ed amministrativo dell’Unione Sovietica e delle singole Repubbliche dell’Unione Sovietica fino al 1946.

[5] Azienda agraria collettiva sovietica.

[6] Aquilotto.

[7] Espressione propagandistica utilizzata per alcuni progetti di costruzione. L’assunzione di volontari per i progetti spesso avveniva ad opera del Komsomol, il quale si mobilitava per organizzare brigate edili studentesche.

[8] Movimento fondato dal pedagogo sovietico I. P. Ivanov, che promuoveva la metodologia creativa collettiva in ambito pedagogico. L’idea principale era che i partecipanti (comunardi) potessero scegliere le proprie azioni, partecipare ad attività cooperative e creative, compiere azioni che si occupassero del mondo circostante e dello sviluppo personale di ognuno, con atteggiamento di collaborazione, orientamento al bene, entusiasmo creativo, umore allegro, spirito di libertà. E’ espressione di un clima di liberalizzazione della società sovietica successivo alla morte di Stalin.

[9] Quotidiano russo a copertura nazionale, fondato nel 1925 come organo di stampa ufficiale del Komsomol.

[10] Il sabato comunista (Subbotnik) era, nell’URSS, un giorno di lavoro volontario non pagato, generalmente un sabato, istituito a seguito della rivoluzione d’ottobre. 

[11] Cucciolo di uro.

 

Fonte https://diletant.media/articles/45286490/, 21/05/2020, Traduzione di Camilla Gentile

 

Camilla Gentile

Mi sono avvicinata alla lingua russa in modo del tutto inatteso quando, terminati gli studi alla facoltà di giurisprudenza, sono andata a vivere all’estero. La possibilità di abitare in vari paesi molto diversi fra loro mi ha offerto una magnifica occasione per conoscere culture e tradizioni di altri popoli e studiarne le lingue. Kiev è stata una tappa del mio percorso ed il luogo nel quale ho scoperto la mia passione per il russo.