Un viaggio chiamato “Transsib”:

intervista ad Aleksandra Litvina e Anna Desnickaja

Nel 2021 la casa editrice russa “Samokat” ha pubblicato un libro illustrato sulla Transiberiana. L’opera ha riscosso molto successo in Russia e a breve verrà pubblicata nella traduzione italiana. RIT ha intervistato l’autrice Aleksandra Litvina e l’illustratrice Anna Desnickaja.

Intervista e traduzione a cura di Martina Fattore

La Transiberiana, o Transsib, come è familiarmente chiamata dai russi, sembra essere sconfinata a tal punto che diventa difficile orientarsi tra distanze, stazioni, fusi orari, regioni. Non per nulla si tratta della ferrovia più lunga al mondo con i suoi 9.228 km di binari posati in poco più di 20 anni. 

La scrittrice Aleksandra Litvina assieme all’illustratrice Anna Desnickaja si sono cimentate nella realizzazione di un’opera straordinaria: una raccolta di racconti, consigli, informazioni sulla storica e leggendaria linea ferroviaria russa. Il libro è edito da Samokat, una delle case editrici più effervescenti e innovative nel panorama editoriale russo, e prossimamente uscirà in italiano per Donzelli editore. Noi abbiamo fatto due chiacchiere con l’autrice e l’illustratrice per capire cosa c’è dietro un’idea così originale e regalarvi un punto di vista originale sulla Transiberiana, in attesa di leggere la traduzione del libro in italiano. 

L'edizione originale del libro: "Transsib: poezd otpravlkaetsja!" (trad. letterale "La Transiberiana: il treno è in partenza!"), edito Samokat, 2021.

La ferrovia transiberiana è un’opera monumentale a livello mondiale. Agli occhi degli stranieri appare come una leggenda, una parola fortemente evocativa che però diventa incomprensibile e accessibile solo ai viaggiatori più coraggiosi. Secondo la sua opinione, cosa rappresenta la Transiberiana nella coscienza del popolo russo? Perché ha deciso di scriverci un libro?

ALEKSANDRA LITVINA: Lei mi chiede cosa rappresenta la Transsib nella coscienza nazionale? Beh, vediamo… Quando abbiamo iniziato a lavorare al libro ovviamente sapevamo che la Russia è un paese molto grande. Però, solo quando siamo arrivate a metà strada da Vladivostok a Mosca, ci siamo rese conto dello spazio enorme che collegava  effettivamente la Transiberiana: dalla natura esotica e dalle giovani città dell’Estremo Oriente alle antiche città russe dell’Anello d’oro. La costruzione della Transsib ha cambiato il volto della Russia per sempre: furono mandati in Siberia molte migliaia di volontari, sorsero nuove città enormi, a volte quasi da zero. E, cosa più importante, si era creato un collegamento vivo laddove prima le notizie si aspettavano per sei mesi.

Abbiamo deciso di scrivere un libro sulla Transiberiana perché dopo la pubblicazione di Istorija Staroj Kvartiry [edito in italiano con il titolo C’era una casa a Mosca, 2020, traduzione di Lila Grieco, Donzelli editore] avevamo molte idee differenti e la proposta della casa editrice “Samokat” è stata inaspettatamente interessante per me e Anna: lei voleva un libro sulle persone e le loro storie, mentre io volevo un libro sulla ferrovia, non a caso il nostro primo libro scritto a quattro mani è stato Metro na zemle i pod zemlej [uscito per Donzelli editore nel 2021 con il titolo Si parte! Piccola storia illustrata dei trasporti sopra e sottoterra, traduzione di Lila Grieco].

ANNA DESNICKAJA: Credo che per una persona che vive in Russia la Transsib è semplicemente una parte della sua vita, come lo è il mare per una persona che abita in una località marittima. Quindi è come il mare, ma che cosa rappresenta il mare? Il mare è quel posto dove andiamo, nuotiamo, e a cui pensiamo tutto l’anno quando torniamo a casa.

"C'era una casa a Mosca", Aleksandra Litvina e Anna Desnickaja, traduzione di Lila Grieco. Donzelli editore, 2020.
"Si parte! Piccola storia illustrata dei trasporti sopra e sottoterra", Aleksandra Litvina e Anna Desnickaja, traduzione di Lila Grieco. Donzelli editore, 2021.

Il progetto editoriale alla base del libro sulla Transiberiana è decisamente interessante: per la sua realizzazione avete raccolto le opinioni, le informazioni e i racconti della gente comune, di grandi e piccini, giusto? Perché non avete optato per un racconto personale sul viaggio lungo il leggendario percorso ferroviario?

A. L. : Dal nulla abbiamo lanciato un appello sui social e sul libro sono contenute le stazioni della Transiberiana (non tutte) da cui ci hanno scritto sia genitori che bambini e adolescenti, ma abbiamo anche raccolto consigli di esperti viaggiatori. Volevamo osservare la vita delle fermate della Transsib attraverso gli occhi di chi ci vive ora, e non dal punto di vista di un turista. Io sono stata in diverse città lungo il tragitto della linea ferroviaria: Novosibirsk, Irkutsk, Krasnojarsk, le fermate della Circum-Baikal, e difficilmente ho appuntato le cose che scrivono le persone del posto.

Le sue illustrazioni stimolano l’immaginazione dei bambini e, allo stesso tempo, descrivono  la vita degli adulti in modo così accurato, che il suo lavoro è apprezzato sia dai grandi che dai più piccoli. Non è sicuramente semplice illustrare la ferrovia più lunga al mondo, come ha scelto i soggetti da rappresentare? Si è ispirata ai racconti delle persone o ha avuto altre fonti di ispirazione?

A. D. : Mi hanno sicuramente ispirato le storie delle persone, ma ho anche cercato molto materiale su Google e su Yandex: ho usato la funzionalità street view, letto blog, guardato video-recensioni. Ho lavorato molto per cercare il vero aspetto della vita nelle città russe, e non quello imbellettato e turistico.

ZALARI. Illustration from the book "The Trans-Siberian Railway: The Longest Train Journey in the World" Original edition first published in the Russian Language by LLC Samokat Publishing House in 2019. All rights reserved. Text © Alexandra Litvina , 2019 © Anna Desnitskaya , 2019

In questo viaggio letterario c’è una tappa che porta nel cuore o che ricorda in particolar modo? Per quale motivo?

A. L. : Mi piace molto Vladivostok, è la prima città  da cui ci hanno scritto e il piccolo Fedor e sua mamma hanno anche inviato ad Anna la cioccolata fatta con le alghe e il sale marino, la fermata di Zalari [N.d.T., regione di Irkutsk] è piuttosto piccola, ma ci sono arrivati tanti bei racconti legati al posto e in uno stile così bello! E, naturalmente Irkutsk con le sue case di legno e le architravi intagliate, dove grazie ai festival letterari ho molti amici, e le fermate della ferrovia Circum-Baikal perché Bajkal è semplicemente un posto incredibile, magico. 

Per noi è stato molto difficile conciliare il punto di vista aperto dei bambini sulle città e i paesi d’appartenenza – tutti i ragazzi hanno scritto con grande amore verso il proprio luogo d’origine –  e gli episodi tragici e difficili della storia della nazione – la guerra civile che camminava lungo la Transsib, i vagoni militari e l’evacuazione al tempo della seconda guerra mondiale, le baracche del GULAG. Come si è scoperto, molti dei nostri informatori ne erano a conoscenza e ne hanno scritto loro stessi, senza che glielo avessimo chiesto. Per me hanno compilato un questionario, mentre abbiamo chiesto a molti genitori con i propri bambini di andare da qualche parte e fare una foto per Anna.

A. D. : Porto sempre con me il ricordo del villaggio di Zalari: da lì ci è stata inviata una lettera assolutamente meravigliosa scritta da una ragazza, Anja, che ci ha raccontato del suo paese con un amore incredibile. E poi ho cercato a lungo delle fotografie che mi permettessero di disegnare Zalari: non si trovava nulla da nessuna parte! Ho cercato sui social network, ho anche scritto una email all’amministrazione di Zalari e al giornale locale! Alla fine ho trovato un articolo su una donna che aveva aperto uno studio fotografico nel villaggio. Avevano riportato il suo numero di telefono, le ho scritto, e lei ha fatto delle fotografie per noi, sulle base delle quali ho, poi, disegnato il paese.