Abbiamo deciso di unire le forze con un progetto che moltы di voi già conoscono e stimano. Con Andergraund Rivista, tradurremo in italiano una selezione di articoli della Novaja Gazeta. NG ha sempre dato voce al coraggio del dissenso, coraggio che è costato caro ad alcune/i collaboratori e collaboratrici della rivista: Anna Politkovskaja, Stanislav Markelov, Anastasia Baburova, Viktor Popkov, Natalja Estemirova. Oggi NG diretta dal premio Nobel per la Pace 2021, Dmitrij Muratov, aggira la censura con piglio sagace e ironico proponendo contenuti brillanti e coraggiosi. Il nostro intento è rendervi accessibili questi contenuti!

Benvenuti sull'Isola abitata

Cosa sapevano i fratelli Strugackij dell' "operazione speciale"

L’isola abitata dei miei maestri Arkadij e Boris oggi potrebbe essere citato estesamente, pagina per pagina. Al momento non esiste libro più attuale di questo.

Fotogramma dal film L'isola abitata, Kinpoisk
Fotogramma dal film L'isola abitata, Kinpoisk

“[I raggi delle torri] Agivano sul sistema nervoso di tutti gli esseri umani che abitavano su quel pianeta. […] gli effetti principali dell’irradiazione si potevano riassumere così: il cervello perdeva la propria capacità di analisi critica. Ogni individuo pensante si trasformava in un individuo credente e, come se non bastasse, credente in maniera fideistica e fanatica, a dispetto dell’evidenza della realtà. […] Un rischio per i Padri poteva essere costituito solo da quegli individui che, in virtù di una loro peculiarità fisiologica, risultavano insensibili ai raggi.

Li chiamavano degenerati. Su costoro il campo permanente non agiva affatto, mentre le irradiazioni quotidiane provocavano loro solo insopportabili dolori. I degenerati erano relativamente pochi, circa l’un per cento, ma erano gli unici soggetti desti in un mondo di sonnambuli. Soltanto loro conservavano la capacità di valutare razionalmente la situazione […]”

[Strugackij, A. e B., L’isola abitata, traduzione di Valentina Parisi, Carbonio editore, 2021, p. 206]

Nel nostro mondo odierno sono certamente in molti – molto più dell’un per cento – ad essere immuni alle radiazioni e a riuscire a valutare lucidamente la situazione. Eppure ce ne sono molti altri che credono a ciò che lo schermo televisivo propina loro, fanaticamente e contrariamente alla realtà che li colpisce in pieno volto.

I tentativi di dialogo con questi “credenti frenetici” sono quasi inutili: con loro non funzionano gli argomenti e i fatti. Non ascoltano argomenti e per quanto riguarda i fatti, “tanto peggio i fatti” (come recita la frase attribuita a Hegel).

Perché non ascoltano, nonostante esistano ancora fonti di informazione indipendenti dal governo? Da una parte, a causa del potere sconfinato delle radiazioni. Dall’altra, per un meccanismo psicologico di difesa dalle informazioni “scomode”. Si rifiuta tutto ciò che diverge dalla propria presa di posizione e, al contrario, si accoglie facilmente tutto quello che rafforza la propria opinione.

Perché così tanti sono pronti a credere, per esempio, che il governo ucraino sia infiltrato dai nazisti? Perché in tal caso il “nostro affare” diventa giusto per definizione: potremmo mai essere nel torto se dall’altra parte ci sono i nazisti? E qualsiasi tentativo di spiegare che le cose non stanno esattamente così incontra ostilità, poiché rischia di distruggere la convinzione di essere nel giusto, cosa che causerebbe certo un profondo disagio.

“Nel Paese dei Padri, l’ideologia nazionale si reggeva sul concetto di minaccia esterna. Prima si trattava di semplici fandonie inventate per mettere fine all’anarchia post- bellica, poi chi le aveva ideate era uscito di scena, ma i loro successori ci credevano e ritenevano sinceramente che Honti stesse facendo un pensierino sulle loro ricchezze. E se consideriamo che Honti era una provincia dell’ex impero, che aveva dichiarato la propria indipendenza in tempi difficili, al tutto si aggiungeva un’ulteriore sfumatura colonialista: riportare quei perfidi in seno alla madrepatria, avendoli preventivamente puniti con severità…”


[Strugackij, A. e B., L’isola abitata, traduzione di Valentina Parisi, Carbonio editore, 2021, p. 266]

Tuttavia, nonostante le radiazioni, il numero di “credenti frenetici” è destinato a diminuire: la vita è un’insegnante migliore, sebbene a volte sappia essere molto severa. E i migliori agitatori di coscienze si rivelano il Pjatëročka più vicino e i servizi abitativi comunali, cosa che lascia inevitabilmente riflettere [1].

Allo stesso tempo, giudicando dalle “prime rondini” volate via dalle  compagnie statali e dai canali propagandistici, è destinato a crescere il numero di quelli che in seguito si troveranno a recitare la famosa scena dal Drago di Evgenij Schwarz:

“Un lacchè spaventato entra di corsa.
Lacchè: Riprendetevelo! Riprendetevelo!
Borgomastro: Riprendere cosa?
Lacchè: Riprendetevi il vostro maledetto denaro! Non sono più al vostro servizio! (Esce correndo)
Entra correndo un secondo lacchè.
2° lacchè: Oh, sarà tutta colpa nostra! Oh, lo sarà! (Esce correndo)
Entra un terzo lacchè, indietreggiando e urlando.
3° lacchè: Posso dimostrarlo! Mia moglie confermerà! Ho sempre condannato il loro comportamento! Ho preso i loro soldi solo per un crollo di nervi. Porterò un testimone! (Si dilegua)”

Il cammino che porta all’inizio del cambiamento appare ancora lontano, piuttosto complicato e anche pericoloso.

Ciò che comunque non posso categoricamente tollerare sono i rimproveri che a volte risuonano da una distanza di sicurezza – indirizzati, tra gli altri, ai miei colleghi della “Novaja” che lavorano in condizioni difficilissime – di una presunta mancanza di integrità, di una lotta mai abbastanza intransigente e di insufficienti tentativi messi in atto.

Avevo già formulato il mio teorema proprio sulla “Novaja”, alzando un polverone di indignazione tra quelli che da lontano insegnano a me e ai miei compagni la lotta senza compromessi col potere: ci sono un po’ troppi personaggi
il cui grado di intransigenza nei confronti del regime è direttamente proporzionale al quadrato della loro distanza da esso.

La mia risposta a questi personaggi è molto semplice: tornate qui e mostrateci come si fa col vostro buon esempio.

[1] Il riferimento qui è al ribasso dei prezzi che molti – ad esempio la famosa catena di supermercati Pjatëročka e i servizi abitativi comunali – stanno attuando in questo periodo per i cittadini russi in patria. Questi “sconti” vengono ironicamente indicati come il movente più consistente della società russa odierna.

Autore: Boris Višnevskij, articolista e membro dell’Assemblea Legislativa di San Pietroburgo

Fonte: Novaja Gazeta, 17 marzo 2022

Traduzione a cura di Giulia Cori